“Conti” Rivoluzione

03/07/2006
    sabato 1 luglio 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    Rivoluzione
    per taxi, farmacie, banche, assicurazioni e professionisti

      Paolo Baroni

      ROMA
      Il ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani l’aveva annunciato giorni fa: le liberalizzazioni si fanno ma non si annunciano, perch� quando si annunciano poi finisce che non si fanno. E cos� � stato. Il blitz � scattato nelle ultime 24 ore dopo che da dieci giorni i suoi esperti si erano messi al lavoro pancia a terra. Decisiva la cena di domenica sera a palazzo Chigi durante la quale Bersani ha rivelato ad alcuni dei ministri pi� direttamente interessati al decreto i contenuti del suo pacchetto: fino ad allora sia la responsabile della Sanit�, Livia Turco, sia il ministro della Giustizia Clemente Mastella, sia lo stesso responsabile dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, i pi� toccati dalle novit� varate poi ieri, erano stati tenuti all’oscuro di tutto.

      La reazione, racconta chi ha preso parte a quell’incontro, � stata �clamorosa�. Non sono mancati i �mal di pancia�, immediatamente sono venute a galla perplessit� e preoccupazioni: Mastella temeva un intervento troppo forte sugli ordini professionali mentre la Turco (che solo qualche giorno fa aveva avviato un tavolo congiunto con Bersani, le regioni, i farmacisti, i distributori e le aziende del settore), sollecitava un approccio pi� morbido alla liberalizzazione dei farmaci. Ieri, invece, durante il consiglio dei ministri sono stati il ministro agli Affari regionali, Linda Lanzillotta, e quello dell’Agricoltura, Paolo De Castro, ad avanzare alcune osservazioni. La prima sul tema dei servizi pubblici locali, il secondo sui prodotti agroalimentari. Rilievi anche da parte del vicepremier Francesco Rutelli a sua volta ignaro di tutta la partita. Livia Turco, assente perch� impegnata fuori Roma, si � invece affrettata a far sapere che �il dialogo con le farmacie proseguir�. Mentre Mastella, ha messo le mani avanti, sostenendo che il decreto non incide �in alcun modo sugli ordini professionali e sull’autonomia degli ordini�.

      L’intento di Bersani, come anche di Prodi (convintissimo nel dare questa �scossa� al paese) non era per� quello di colpire singole categorie ma quello di presentare un provvedimento complessivo, �nell’interesse generale�. E questa sarebbe stata la �scintilla� che alla fine avrebbe convinto anche i pi� scettici ad approvare il provvedimento all’unanimit�. �Con Bersani – ha spiegato ieri il premier -. siamo riusciti a centrare l’obiettivo, a mio parere complicato ma essenziale, di cambiare molti settori dell’economia�. Per le liberalizzazioni, ha aggiunto il sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta �la parola rivoluzione � quella giusta�.

      E in effetti il pacchetto che al ministero di via Veneto hanno voluto chiamare �Cittadino consumatore� introduce moltissime novit�, rompe tanti tab� e cancella una serie di norme ormai inconciliabili con un mercato moderno, aperto, efficiente, europeo. Dodici i punti individuati: si va dall’abolizione delle tariffe minime per avvocati, notai, commercialisti e architetti alla liberalizzazione delle licenze dei taxi, della produzione di pane, di molte professioni (agenti di commercio, agenzie immobiliari, ecc.) e delle attivit� commerciali in generale. Si interviene sulle condizioni contrattuali dei conti correnti (fissazione tassi e costi di chiusura) e si abolisce la figura dell’agente monomandatario nel settore dell’Rc auto, mentre per i passaggi di propriet� di auto non servir� pi� il visto del notaio.

      �Queste norme – ha spiegato ieri Bersani nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi – assumono la forma di decreto perch� crediamo ci sia un’urgenza di intervento dettata dalle esigenze economiche e sociali�. Senza contare che sono tutte �questioni o materie sulle quali � aperta una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea o di istruttorie da parte dell’Antitrust per presunte violazioni della concorrenza�. Il ministro, poi, ha tenuto a precisare che �nessun furore ideologico di liberalizzare� anima il governo, che anzi si dice �pronto a discutere con gli attori. A convincerli e a convincerci�.

      L’Antitrust, che da questa partita vede riconosciute tutte le sue richieste ed in pi� esce rafforzato nei suoi poteri, ovviamente applaude. �E’ un passo che pu� diventare decisivo per il nostro sistema, a favore dei consumatori� commenta il presidente Antonio Catrical�.

        A favore anche Confindustria (�� un primo passo verso un mercato pi� efficiente�) e ovviamente i consumatori che arrivano a stimare in 500 euro all’anno il risparmio medio per le famiglie italiane. Ovviamente contrarie tutte le categorie, le �corporazioni� verrebbe da dire, toccate dal nuovo decreto: farmacisti, banche, assicurazioni, bottegai e baristi e ovviamente i taxisti, i pi� inferociti. Solo i panificatori, quelli della Confesercenti, sono contenti.