“Conti” Rifondazione tira il freno della manovra

05/09/2006
    marted� 5 settembre 2006

    Pagina 2 – Economia/La manovra d’autunno

      RISANAMENTO – INTESA DIFFICILE IN SENO ALLA MAGGIORANZA. PADOA-SCHIOPPA CONFERMA LE LINEE: 30 MILIARDI, DEFICIT SOTTO IL 3% ENTRO IL 2007 E NESSUNA SPALMATURA

        Rifondazione tira il freno della manovra

          Prodi: a fine mese scelte condivise, ma la riforma delle pensioni pu� restare fuori dalla Finanziaria

            Paolo Baroni
            ROMA

              No ai tagli, no alla riforma delle pensioni. Il capogruppo di Rifondazione comunista, Gennaro Migliore, lo dice prima di varcare il portone di palazzo Chigi per l’incontro dei gruppi della maggioranza con Prodi, Letta e Padoa-Schioppa. E lo ripete alla fine. Stessa linea sostenuta da Giovanni Russo Spena che guida il gruppo al Senato. �Posizioni ancora distanti� � la sentenza finale. Il Pdci per non essere da meno proclama il �forte dissenso sui contenuti�. Il capogruppo al Senato Manuela Palermi parla di �riunione difficile�. �Cos� – spiega – non siamo in grado di andare in Parlamento�. Il fuoco di fila di critiche anima il primo vertice �politico� dopo la pausa estiva dedicato alla Finanziaria e, nonostante fosse ampiamente annunciato, sorprende anche lo stesso Prodi. Il premier si impunta. �Occorre rispettare la catena di comando – spiega -. Il governo decide la linea ed il Parlamento poi la vota�. Non solo, ma raccomanda che gli emendamenti siano �concordati� con l’esecutivo, �leggeri� per non stravolgere l’impianto della legge e soprattutto �coperti�. Russo Spena si lamenta: �questo non � il metodo e n� il programma�. In serata, per�, parlando da Caorle il premier si mostra pi� sereno e disponibile fino al punto di arrivare ad ipotizzare di non inserire la previdenza nel men� della Finanziaria, come chiedono in tanti (dal Prc all’Udeur), per agevolare il cammino parlamentare del provvedimento.

                Sia Prodi, sia il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, ieri hanno ricapitolato le linee generali della manovra senza aggiungere nulla di nuovo rispetto alle indicazioni emerse negli ultimi giorni. Confermata la cifra di 30 miliardi ed il rientro del deficit sotto il tetto del 3% entro il 2007. Nessuna spalmatura, ovviamente: se proprio si vuole limare qualcosa si possono ridurre gli interventi per lo sviluppo (14 miliardi di euro), ma forse �non � opportuno�. Di certo occorre procedere con le riforme strutturali su previdenza, pubblico impiego, sanit� ed enti locali, perch� – spiega �Tps� – altrimenti �non sar� facile conseguire l’obiettivo di risanare il paese e rimettere in equilibrio i conti pubblici�. �La ripresa congiunturale c’� ma non basta, il paese non sta in piedi�.

                  Chi si aspettava di entrare nel merito dei provvedimenti, per�, � rimasto deluso. Ed il protagonismo dell’ala sinistra della maggioranza non ha mancato di irritare Ds e Margherita. Si � parlato dunque soprattutto di procedure, con i capigruppo dell’Ulivo impegnati a mediare. �A Palazzo Madama – ha spiegato la senatrice Anna Finocchiaro – non possiamo permetterci di andare in ordine sparso�. Prodi ha cercato di rassicurare un po’ tutti: �state tranquilli, vedrete che non traumatizzeremo nessuno� e quindi ha incaricato il sottosegretario all’Economia Nicola Sartor di coordinare la �cabina di regia� per seguire la finanziaria in Parlamento. �Nei prossimi 20 giorni continueremo a lavorare� ha spiegato il capogruppo dell’Ulivo alla Camera Dario Franceschini, secondo il quale �un accordo tra maggioranza e governo si avr� anche nella fase di preparazione� della manovra. E dalla festa della Margherita lo stesso Prodi ha assicurato che �governo e maggioranza presenteranno una Finanziaria comune e condivisa, il centrosinistra non ammazzer� il paese. Metteremo a posto i conti senza fare macelleria sociale�.

                    Incontro �di ripresa�, ma molto pi� disteso, anche con i sindacati, i cui leader sempre ieri sono stati ricevuti a palazzo Chigi per un pranzo informale a base di pappardelle, medaglioni di pesce e crostata di fragole. Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito le posizioni gi� espresse da giorni, insistendo soprattutto sull’entit� eccessiva della manovra. E mentre Padoa-Schioppa ha confermato con decisione sia i numeri che le proposte, da Prodi � arrivato l’ok per convocare la prossima settimana due nuovi tavoli di confronto: quello su politica dei redditi e fisco e quello sullo sviluppo.

                      �Finalmente avremo incontri trasparenti e alla luce del sole� ha spiegato Guglielmo Epifani da sempre allergico ai dibattiti virtuali fatti sulle pagine dei giornali. �Siamo stati rassicurati – ha spiegato invece il segretario della Cisl Raffaele Bonanni – non ci saranno docce scozzesi�. �Vogliamo verificare le differenze e cercare, se possibile, di trovare un punto di incontro� ha aggiunto il leader della Uil Luigi Angeletti. Pensioni? �Non se ne � parlato� hanno spiegato i sindacalisti.

                        Il vicepremier D’Alema si � a sua volta espresso sull’et� pensionabile: �Se uno vuole andare in pensione a 57 anni, cosa che io considero aberrante, e bisogna cominciare a dirlo, io non sono per impedirglielo, � una cosa legittima. Ma � ragionevole pensare che chi va in pensione a quella et� abbia un trattamento pensionistico diverso da chi ci va a 65 o a 68 anni�.