«Conti pubblici, l´Italia acceleri»

24/01/2006
    martedì 24 gennaio 2006

    Pagina 34 – Economia

    Il Commissario Almunia: i problemi potrebbero arrivare già dal prossimo anno. Tassi al centro dell´eurogruppo

    «Conti pubblici, l´Italia acceleri»

    Ue: misure di risanamento non sufficienti nel lungo periodo

      ALBERTO D´ARGENIO

      BRUXELLES – Le misure prese dal Governo per risanare i conti pubblici potrebbero non essere sufficienti sul lungo periodo. Il monito arriva dal giudizio della Commissione europea sul programma italiano per la realizzazione dell´agenda di Lisbona, il piano europeo per rilanciare la competitività del vecchio continente. Il documento di cinque pagine, che sarà formalmente reso noto domani, affronta i diversi capitoli del piano, dedicando una cartella alla situazione delle finanze pubbliche.

      Passaggio nel quale i servizi del commissario Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia, fanno notare che «alla luce di un debito pubblico elevato, di una bassa crescita del Prodotto interno lordo e di una spesa legata all´invecchiamento della popolazione destinata ad aumentare, la strategia macroeconomica potrebbe rivelarsi troppo poco ambiziosa» per aggiustare la situazione del deficit italiano. E i problemi, lasciano intendere, potrebbero arrivare già dal prossimo anno, quello in cui Roma dovrebbe tornare sotto il 3% nel rapporto deficit-Pil, visto che non ci sono garanzie che il contenimento della spesa sanitaria previsto dalla Finanziaria 2006 siano permanenti.

      Il documento non sposta nulla rispetto al via libera informale alla Finanziaria accordato due settimane fa da Almunia, ma ribadisce che solo se «pienamente attuata» potrà rappresentare un passo avanti nell´aggiustamento dei conti pubblici italiani, al momento oggetto di una procedura Ue per deficit eccessivo (ben al di sopra del 3% in rapporto al Pil) e afflitti dal secondo debito pubblico della zona euro. E guardando alla sostenibilità delle finanze sul lungo periodo, nel giudizio sul programma di Lisbona Bruxelles afferma: «L´analisi della Commissione stabilisce che la sostenibilità a lungo termine delle finanze italiane richiede il mantenimento di un surplus primario (l´attivo di bilancio dopo il pagamento degli interessi sul debito, ndr) almeno pari al 4% del Pil», mentre quello previsto dal Tesoro è di un valore compreso tra lo 0,6% e il 3% da qui al 2009.

      Nel pomeriggio di ieri a Bruxelles si è parlato anche di tassi d´interesse. Il ministro delle finanze austriaco e presidente di turno dell´Ecofin, Karl-Heinz Grasser, ha sottolineto che al momento i tassi «sono adeguati», esortando la Bce a tenerli fermi al 2,25%. Linea condivisa dai suoi colleghi giunti ieri sera a Bruxelles per la riunione dell´Eurogruppo, il tavolo dei ministri finanziari della zona euro.

      Nella conferenza stampa al termine della riunione, il presidente dell´Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha sottolineato che «la ripresa nella zona euro è in corso», anche se rimangono alcuni rischi esterni, tra cui quelli legati al prezzo del petrolio.

      Nel pomeriggio Almunia ha incontrato il ministro delle finanze francese Thierry Breton, che ha indicato di avere chiuso il 2005 con un disavanzo del 3% e ha confermato l´obiettivo del 2,9% per il 2006. Ora Almunia dovrà esaminare le cifre per decidere se chiudere la procedura per deficit a carico della Francia o rinnovarla, decisione che prenderà il 22 febbraio. Anche per la Germania rimane tutto da decidere. Almunia si riserva di decidere se confermare l´attuale stato della procedura per deficit a carico di Berlino o se inasprirla, con la ferma volontà «di non ripetere gli scontri del passato».

      L´Eurogruppo ha parlato anche di Italia, ma senza novità. Il ministro Giulio Tremonti ha illustrato ai colleghi i diversi passaggi della Finanziaria.