Conti pubblici: l’Europa apprezza i risultati italiani

27/03/2007
    martedì 27 marzo 2007

    Pagina 16 – Economia&Lavoro

    Conti pubblici
    L’Europa apprezza
    i risultati italiani

      Padoa-Schioppa: pareggio di bilancio nel 2010.
      Draghi: poche donne al lavoro

        di Bianca Di Giovanni / Roma

        TRIMESTRALE – OK Bene i risultati italiani sul fronte dei conti pubblici. Joaquin Almunia commenta positivamente i risultati di bilancio conseguiti dall’Italia nell’ultimo anno. A rivelarlo il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa al termine dell’Euro gruppo di ieri a Bruxelles. Il commissario avrebbe «ribadito le raccomandazioni che già l’Ecofin ha rivolto all’Italia sul fronte dei conti pubblici», rivela il ministro.

        I ministri dell’Eurogruppo hanno deciso di raggiungere il pareggio di bilancio (cioè il rapporto deficit/Pil allo 0%) nel 2010. «Non dobbiamo ripetere gli errori del 2000 e del 2001- ha dichiarato Padoa-Schioppa – i buoni risultati dell’economia vanno utilizzati per mettere i bilanci a posto». L’idea del traguardo del 2010 è stata lanciata dal ministro francese Thierry Breton. Il percorso italiano, ha continuato il ministro, indica «nel 2011 bilancio in pareggio, debito sotto il 100%, avanzo primario al 5%». In altre parole, il cammino indicato nel Dpef coincide con le decisioni prese ieri in Europa. Il titolare dell’Economia ha avuto con Almunia un colloquio riservato. «Un incontro utile», dichiara Padoa-Schioppa, anche se la Commissione europea non si pronuncerà prima delle previsioni economiche di primavera. Il commissario Ue ha invitato il ministro a noin abbassare gli obiettivi sul fronte della riforma delle pensioni. Padoa-Schioppa dal canto suo ha riferito sulle scelte che il governo si appresta a compiere. Il ministro ha indicato in 8-10 miliardi la quantità di maggiori entrate ritenute strutturali, così come indicato nella Trimestrale e nell’audizione in Senato. Aggiungendo, presumibilmente, che «depurata» della correzione per l’anno prossimo, la cifra «spendibile» si riduce a 500 milioni o massimo 2,5 miliardi. «Non si è parlato di destinazione» del “tesoretto”, ha detto il ministro, né del taglio delle tasse. L’Ecofin di oggi dovrebbe varare due misure molto importanti per il sistema bancario e per i suoi clienti. Novità sul fronte dei pagamenti: entro il 2009 il servizio dovrà essere più veloce e meno caro anche in caso di operazioni tranfrontaliere. In altre parole, sarà più facile pagare una bolletta o inviare un bonifico da un Paese membro dell’Ue. L’altro tema sul tavolo dei ministri economici riguarda le fusioni bancarie. L’Ecofin varerà la direttiva che impone risposte più veloci alle autorità nazionali, frenando la tendenza a difese nazionali su operazioni europee.

        Da registrare in Italia l’intervento di Mario Draghi a una giornata di studio dedicata all’economista Giorgio Gagliani. Il governatore ha indicato come obiettivo ineludibile l’ampliamento dell’occupazione femminile. La disoccupazione infatti, è «ben più alta» di quanto dicano le statistiche uffciali. La «questione femminile» secondo Draghi va ricondotta al difficile rapporto tra attività di lavoro e maternità. «Nel 2005 era inattivo il 41% delle donne italiane tra i 25 e i 54 anni con un figlio di meno di 7 anni – rivela il governatore – rispetto a una media Ue del 35%». Tra i 25 e i 45 anni il 25% delle donne (una su quattro) è fuori dall’attività lavorativa, contro l’8% degli uomini. Per aprire le strade al lavoro femminile servirebebro più asili nido e servizi alel famiglie.