“Conti” Professione antipatico

22/06/2006
    gioved� 22 giugno 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    ROVINATO DALLA FISIOGNOMICA, IL SUO COGNOME � TROPPO SIMILE A FISCO

      Professione
      antipatico

        Mattia Feltri
        Roma

        Rovinato dalla rima e dalla fisiognomica, cio� dal cognome identico alla parola pi� odiata dagli italiani (fisco) e dalla faccia come specchio dell’anima, Vincenzo Visco ha deciso di diventare simpatico. Ma non si sa come. L’altra volta, quando fu ministro delle Finanze nei governi di Romano Prodi, Massimo D’Alema e Giuliano Amato, l’errore imperdonabile fu di sottovalutare la propaganda, nel senso puro del termine. E siccome il rischio di diventare l’uomo pi� insopportabile del prossimo quinquennio gli � chiaro, intende scongiurarlo con iniziative mirate. Finora non se ne � vista una, e non essendo in grado di particolareggiare il Visco simpatico che verr�, ci tocca di particolareggiare il Visco antipatico che fu. O che �.

          Prima tappa, il sito ufficiale: vincenzovisco.it. Si presenta con uno slogan: �Competenza, impegno, risultati�. Si pu� accedere a varie sezioni. Quella biografica aiuta poco: si apprende che � nato a Foggia nel 1942, vive a Roma, � sposato e ha due figli. E’ laureato in Giurisprudenza e vanta specializzazioni in economia alla Berkeley University (California) e a York (Regno Unito). Segue un lungo curriculum dell’attivit� politica, con presenze in commissioni e roba del genere. Le sezioni �il mio lavoro alle Finanze� e �il mio lavoro al Tesoro� non sono delle pi� accattivanti, almeno per chi non sia del ramo. Prometteva la sezione �Parole, parole, parole�, ma � un sunto delle critiche rivolte a Giulio Tremonti, tema di cui ci si occuper� pi� avanti. Le sezioni �Vincenzo Visco ti scrive� e �scrivi a Vincenzo Visco� rimandano a una pagina vuota. L’operazione simpatia per via telematica fallisce.

            La seconda tappa doveva essere uno squillo agli amici perch� raccontassero innocui dettagli sulla sua vita privata. Il problema � che non ha amici. O almeno non risulta che ne abbia. Ne avr�, ma li occulta dentro il fortino in cui difende il tempo libero. In giro lo si vede quasi sempre da solo. E di rado, perch� odia i giornalisti e se li avvista cambia strada. Li chiama �pennivendoli�, il che � concettualmente corretto. Se � in compagnia, lo � di Giovanni Sernicola, suo muto braccio destro. Alle cene romane si sottrae scientificamente, almeno dalla volta in cui, nel 2001, and� all’inagurazione della casa di Fiorella Kostoris al ghetto, e ci trov� il detestato Tremonti, e per di pi� in compagnia di Umberto Bossi. Se ne lament� e and� via presto. Roberto D’Agostino lo prende in giro perch� quando compie gli anni non invita nessuno alla festa, ma � pi� probabile che non la organizzi proprio. Talvolta, il 7 dicembre, va alla prima della Scala. Citiamo una cronaca del 2000: �… un paio d’anni fa si aggirava solitario nel foyer, senza un solo compagno di squadra a supporto, e la gente si dava di gomito: “E’ venuto a vedere chi ha tirato fuori i due milioni e mezzo per il palco, e paragonarlo alla sua dichiarazione dei redditi”…�.

              Questa nomea di implacabile affamatore dei contribuenti nasce dai fatti e dalle parole. I fatti sono la tassa per l’Europa e l’Irap, varate sotto il suo Regno. L’equit� delle imposte � ancora al vaglio di insigni economisti e ci si impone l’astensione dal giudizio. Le parole (e il giudizio) furono invece di Tremonti, con il quale Visco si azzuffa da almeno un decennio. L’analisi del commercialista di Pavia fu calibrata: �Visco � un cretino�. Poi si scus�. E ricalibr�: �Gangster�. E ancora: �Mettere Visco alle Finanze � come mettere Dracula alla guida dell’Avis�. Da allora il capitolo della fisiognomica � illustrato da vignette in cui Visco ha gli incisivi da vampiro grondanti di sangue. Ormai lo si chiama Vlad, come il conte della Transilvania. Successivamente il duello si � spostato sul terreno dell’ornitologia. Un’eventuale intercettazione telefonica fra Tremonti e Visco darebbe la seguente trascrizione. Tremonti: �Gufo! �. Visco: �Avvoltoio! �. Tremonti: �Corvo! �. Visco: �Cornacchia!�.

                Visco � cos� orgoglioso e intrattabile da detestare gli incompetenti (cio� i �pennivendoli�) e i giri di parole. Se propone soluzioni impopolari come la tassazione delle rendite � stralunato perch� ci si oppone. E’ la questione della propaganda di cui si diceva prima. La propaganda pu� tutto. Persino spingere qualche goliarda incattivito, pochi anni fa, a mettere nell’ascensore del condominio di Visco, e per giorni, un involucro di carta igienica dal contenuto immaginabile. Visco ne soffr� moltissimo come quando si ricorda, per obbligo di cronaca, una sua piccola disavventura giudiziaria. Si deve sapere che l’unica passione di cui parla � quella per il mare. L’altra � quella per la musica classica, ma non ne parla. Appena si libera, si imbarca per Pantelleria dove possiede una villetta. Prende il sole e si tuffa in mare. A un certo punto trasform� la cisterna dell’acqua in vano abitabile, e s’� guadagnato una condanna per abuso edilizio. Cos� compare nei siti malvissuti in cui si elencano i pregiudicati del Parlamento.

                  Oggi dicono sia molto soddisfatto del viceministero cui � stato destinato. E’ vice di Tommaso Padoa-Schioppa e ha una forte delega alle Finanze. Per�, forse per rimarcare l’autonomia, non ha preso ufficio con Padoa-Schioppa e tutti gli altri in via XX settembre, ma da solo in piazza Mastai. Ha voluto per portavoce un ex pennivendolo di �Panorama�, Roberto Seghetti, che si � gi� calato nel clima e dice cose come: �Non so niente e anche se sapessi non parlerei�. Insomma, l’operazione simpatia � urgentissima. I lettori di �Libero� hanno partecipato a un sondaggio da cui � emerso che una foto di Visco conteneva rassomiglianze impressionanti con l’�Urlo� di Edvard Munch.

                    Per� lui lo sa. Lo sa perfettamente. Una volta ha detto: �Se fossi meno spigoloso avrei raggiunto qualche risultato in pi�. Invece nelle memorie di tutti rimangono i toni involontariamente minatori, l’elencazione agghiacciante delle cifre, la disponibilit� al vizio ridotta a qualche mezzo toscano. E l’ipotesi di un carattere tendente al rancoroso gi� forgiato negli Anni Ottanta, quando da allievo del repubblicano Bruno Visentini era un’avanguardia dell’anticraxismo. Eugenio Scalfari lo indic� come membro di un ipotetico governo �dei capaci e degli onesti�. Ministro lo sarebbe diventato solamente nel 1993, nel gabinetto di Carlo Azeglio Ciampi. Ma il giorno medesimo la Camera neg� l’autorizzazione a procedere per Craxi, e lui si dimise per volere del partito, e straziandosi il cuore.