“Conti” Prodi verso la manovra bis

01/06/2006
    gioved� 1 giugno 2006

      Pagina 4- Primo Piano

        CONTI PUBBLICI LA CORREZIONE POTREBBE SPINGERE L’EUROPA AD ACCETTARE IL RIENTRO DILAZIONATO DEL DEFICIT. MA I SINDACATI SONO FREDDI: �IL PREMIER HA DETTO CHE NON LA FAR��

          Prodi verso la manovra bis
          Visco: ma l’Iva non si tocca

            Prima dell’estate un aggiustamento tra i 5 e gli 8 miliardi

              Alessandro Barbera
              ROMA
              Gli impegni da rispettare sono quelli gi� presi dal governo Berlusconi: una correzione dello 0,8% per quest’anno pi� un altro 0,8% nel 2007. A spanne undici miliardi di euro. �Poi vedremo dai conti quello che bisogner� fare in pi�. Romano Prodi � �totalmente d’accordo� sulle priorit� indicate da Mario Draghi per far uscire l’Italia dalle secche della bassa crescita. �Non ci vuole la politica dei due tempi�.

                Crescita e risanamento della finanza pubblica devono camminare di pari passo. Per� il premier non parla ancora esplicitamente di manovra correttiva. Non pu� farlo: l’argomento � all’ordine del giorno del vertice di questo week-end a San Martino in Campo. Ma la prima relazione di Mario Draghi da Governatore, i messaggi che arrivano in queste ore da Bruxelles e soprattutto la situazione che emerge dalla due diligence sui conti pubblici lo stanno convincendo della necessit� di un aggiustamento prima dell’estate. La cifra potrebbe oscillare fra i cinque e gli otto miliardi di euro. Quanto basta per concordare con la Commissione una Finanziaria di sviluppo ed eventualmente uno slittamento al 2008 del rientro nel 3% del rapporto deficit-Pil.

                  In che modo avverr� questo aggiustamento – se con risparmi, nuove tasse o entrambe le cose – � ancora da decidere. Di certo – ha detto ieri il numero due del Tesoro Vincenzo Visco – non ci sar� alcun inasprimento dell’Iva. Lo sconsigliano apertamente Draghi e uno studio messo a punto qualche settimana fa dall’agenzia delle Entrate. Se si aumentassero le aliquote – dicono gli esperti fiscali del Tesoro – c’� il rischio di un calo del gettito. Semmai la soluzione �in tempi non lunghi� pu� essere il recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale (non solo Iva) e una revisione dei meccanismi che regolano la tassa sui consumi. Un’ipotesi � il taglio del differenziale fra Iva lorda e netta e dei crediti d’imposta. Per recuperare il gettito necessario alla correzione – e per trovare un po’ di fondi a favore dei cantieri Fs e Anas – si sta lavorando a diverse soluzioni: dallo sblocco dei fondi incagliati alla Cassa Depositi e prestiti a quelli Inail giacenti al Tesoro. Il ministero per ora smentisce aumenti d’imposta, ma non � detto che all’ultimo momento non spuntino il ritocco delle aliquote sulle rendite finanziarie o la revisione dei contributi per i lavoratori a progetto.

                    Le opzioni restano tutte sul campo, anche perch� i sindacati e l’ala sinistra della maggioranza restano freddi alla soluzione della manovra correttiva. �Prodi ci ha detto che non la far�, dice il segretario Cisl Raffaele Bonanni. Per il Verde Paolo Cento �nulla � stato ancora deciso�. Ufficialmente il Tesoro ripete le stesse parole, ma a Via XX settembre c’� chi racconta che il ministro Padoa Schioppa sia convinto ormai da giorni della necessit� di un intervento che darebbe maggiori chances per rinegoziare il piano di rientro nei parametri di Maastricht e per scongiurare un downgrading del debito italiano da parte delle agenzie di rating. Il ministro – raccontano i ben informati – ne avrebbe parlato a lungo con Prodi per convincerlo a sostenere questo percorso con gli alleati.

                      Il tempo a disposizione non manca: l’idea � quella di presentarsi con la bozza di manovra in tempo per l’Ecofin del 10 e 11 luglio. Un lasso di tempo sufficiente a mettere a punto anche l’impianto del Dpef e a discutere con le Regioni l’emergenza spesa sanitaria. Ieri, ultimo giorno a disposizione delle Regioni in rosso per presentare un piano di rientro, Prodi ha incontrato gli enti locali per discuterne.

                        La situazione � particolarmente difficile per tre Regioni: Lazio, Campania e Sicilia, che solo quest’anno hanno accumulato un deficit di oltre due miliardi e mezzo di euro. �Ci vuole uno sforzo collettivo da parte di tutti�, ha detto il premier dopo l’incontro.

                          Nel frattempo oggi il Consiglio dei ministri comincia ad approvare i primi provvedimenti: un decreto �salva-Irap� per scongiurare il mancato pagamento degli acconti da parte di chi attende la pronuncia della Corte di Giustizia Ue e una serie di misure per la liberalizzazione dell’energia messe a punto dal ministro Bersani. Fra queste incentivi a favore degli enti locali che si faranno carico di ospitare sul proprio territorio infrastrutture energetiche di �interesse nazionale�.