“Conti” Padoa-Schioppa: un Dpef per la crescita

27/07/2006
    gioved� 27 luglio 2006

      Pagina 12 – Economia & Lavoro

        Padoa-Schioppa: un Dpef per la crescita

          Via libera del Parlamento. Impegno alla restituzione del fiscal drag e riduzione del precariato

            di Nedo Canetti / Roma

            AL VIA – Camera e Senato hanno ieri dato via libera al Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef), approvando, a maggioranza (la Cdl ha votato contro) le risoluzioni che, in entrambi i rami del Parlamento, sono state presentate dall’Unione. �L’intero documento -ha sottolineato il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa concludendo il dibattito a Montecitorio- � incentrato sul tema della crescita dell’economia, considerata l’obiettivo primario che la politica economica deve avere nei prossimi anni�.

            Il testo fissa il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato per il 2007, in 29,5 miliardi di euro. Per gli anni successivi, il tetto viene previsto a 19,5 miliardi 2008 e a 10,5 miliardi per il 2009. Si impegna, inoltre, il governo a mantenere il fabbisogno di cassa del settore statale entro il 2,2% per il 2007, 1,9% nel 2008 e 0,8% per il 2009, e a mantenere il rapporto tra debito e Pil entro i valori non superiori al 107,5% nel 2007, 107% nel 2008, 105% nel 2009, 102,6% nel 2010 e al 99,7% nel 2011. Il ministro ha ribadito la necessit� di correggere �il grave squilibrio sul fronte dei conti pubblici, uno squilibrio strutturale che ha frenato la crescita�. �E poich� -ha insistito- non c’� tempo da perdere, il Dpef impegna il governo e consente al Parlamento di fissare gi� nel mese di luglio i saldi di bilancio, a partire dai quali si costruisce la finanziaria�. Tra gli impegni che l’esecutivo deve assumere, secondo le risoluzioni, quello di �ridurre gradualmente il carico fiscale per i contribuenti sulla base dei proventi derivanti dalla lotta all’evasione� e, altres� �recuperare, con una politica tributaria equa e rigorosa, un livello adeguato di “compliance” fiscale�. Recupero da conseguire con misure precise: redistribuzione del carico fiscale, grazie ad una determinata e sistematica lotta all’evasione e all’elusione; armonizzazione del carico fiscale sui redditi da capitale agli standard dei paesi europei; recupero della progressivit� nell’imposta sui redditi delle persone fisiche: restituzione del �fiscal drag�; distinzione tra attivit� produttiva e attivit� speculativa; riduzione al minimo degli adempimenti richiesti a famiglie e imprese.

              Si ipotizza un’eventuale revisione del cosiddetto �secondo modulo� delle riforma Tremonti e si impegna il governo �a investire risorse crescenti in progetti di ricerca nelle Universit� e a �favorire fiscalmente� la creazione di consorzi e associazioni tra la Pmi e l’Universit�, a �definire progetti di eccellenza per lo sviluppo della ricerca e la qualificazione del sistema industriale� e a �prevedere agevolazioni per le imprese per la spesa in ricerca, innovazione, alta formazione, anche attraverso un sistema di crediti d’imposta�. A proposito dei crediti d’imposta automatici, si deve �valutare la praticabilit� del loro ripristino, nelle aree svantaggiate, per le assunzioni aggiuntive a tempo indeterminato e per gli investimenti�. Rappresentanti del governo (al Senato, Vincenzo Visco che parlato di situazione �anche peggio che nel ’92�), risoluzioni e interventi di maggioranza hanno spaziato su molti altri temi. Ammortizzatori sociali: una riforma per estendere gradualmente una rete protettiva per tutti i lavoratori italiani e �per ridurre tutte le forme di precariato anche attraverso una riforma organica del mercato del lavoro che coniughi stabilit� e flessibilit�. Pensioni: si � ribadita la validit� della riforma Dini. Sanit�: impegno a stabilizzare la spesa rispetto al Pil, garantendo comunque i livelli di assistenza. Casa: realizzazione di interventi per il rilancio di politiche abitative. Immigrazione: modifiche alla Bossi-Fini e programmazione dei flussi. No al Ponte sullo Stretto, ma pi� infrastrutture al Sud. La risoluzione di maggioranza, alla Camera ha avuto 302 voti a favore, 284 contrari e 2 astenuti; al Senato 154 s� e 147 no.