“Conti” Padoa-Schioppa: manovra bis inevitabile

07/06/2006
    mercoled� 7 giugno 2006

      Pagina 2 – Primo Piano

        COME RISANARE – IL PREMIER CONFERMA: LA CORREZIONE AL MOMENTO GIUSTO. PREOCCUPA IL DEBITO IN SALITA. I TAGLI ALLA SPESA DEL CENTRODESTRA COSTANO 100 MILA POSTI

          Padoa-Schioppa: manovra bis inevitabile

            Finita la ricognizione dei conti pubblici: il buco � di 9-12 miliardi. Deficit fra 4,1 e 4,6% del Pil

              Stefano Lepri

                ROMA
                Il buco � tra 9 e 12 miliardi di euro, la manovra-bis �ormai inevitabile� dice il ministro Tommaso Padoa-Schioppa. La commissione di verifica da lui nominata ha scoperto �una situazione di sofferenza delle pubbliche finanze che non si � ancora manifestata in tutta la sua severit�. Un rapporto di appena nove pagine mette a nudo le falle della finanza creativa praticata sin qui: ad esempio, nel 2006 gli investimenti pubblici rischiano di scendere al valore pi� basso negli ultimi 10 anni, con una perdita di 75.000 posti di lavoro; il taglio alla spesa per lavoratori precari nel settore pubblico mette in pericolo altri 25.000 posti.

                  �La manovra-bis sar� fatta a tempo debito� annuncia Romano Prodi. Sar�, probabilmente, nei primi giorni di luglio, insieme con il Dpef 2007-2010, il documento programmatico per impostare la politica economica del governo. Si teme anche il giudizio dei mercati finanziari, che guardano soprattutto alla dinamica del debito accumulato, che la commissione presieduta dall’economista Riccardo Faini vede in risalita per il secondo anno consecutivo, al 108,3% del prodotto lordo. Padoa-Schioppa, ancora una volta, dichiara che �il governo � impegnato a correggere lo squilibrio delle pubbliche finanze e a ricondurre disavanzo e debito entro i parametri europei�.

                    La nuova previsione sul deficit pubblico 2006 � a tre stadi. La prima cifra, 4,1% del prodotto lordo, serve semplicemente per un paragone omogeneo con la precedente previsione della Ragioneria generale dello Stato, quella della Relazione di cassa del Tesoro, due mesi fa, che era del 3,8% (4,5 miliardi di differenza). � un calcolo a leggi vigenti che prescinde dalla effettiva realizzabilit� della legge finanziaria 2006. I �rischi di efficacia� della manovra Berlusconi-Tremonti (vincoli di spesa elusi, possibilit� che il concordato fiscale fallisca) vengono quantificati in un �importo massimo dello 0,3%� che porterebbe il deficit al 4,4% (9 miliardi di buco).

                      In aggiunta, ci sono misure della legge finanziaria 2006 che se realizzate possono avere �effetti di rilievo, speso molto problematici� su investimenti, occupazione, funzionalit� delle amministrazioni pubbliche. Si tratta del taglio di fondi ad Anas e Ferrovie, del taglio alle �collaborazioni coordinate e continuative� e cos� via. Per tamponare questi danni occorre un altro 0,2% del Pil, con il quale la previsione di deficit sale al 4,6% (dodici miliardi in tutto di eccedenza rispetto al 3,8% della Relazione di cassa dell’aprile scorso).

                        La spesa pubblica non pu� essere ridotta alla cieca, con criteri schematici, scrive (�unanime�, si specifica) la commissione Faini: �il taglio indiscriminato comporta faticosi riaggiustamenti a posteriori per non pregiudicare la funzionalit� della pubblica amministrazione e l’impatto di programmi gi� avviati�. Funziona poco, si constata dall’esperienza, e quando funziona fa danni, la �regola Gordon Brown� (dal nome del ministro del Tesoro britannico) di un contenimento omogeneo al 2% degli aumenti dei capitoli di spesa.

                          La commissione Faini ha anche scoperto un curioso autogol della legge finanziaria Berlusconi-Tremonti. Il taglio di fondi alle Ferrovie rischia di rivelarsi controproducente non solo per lo stato del servizio, ma anche per un’imprevista conseguenza contabile. Allo stato attuale, farebbe cadere l’espediente di finanza creativa che ha consentito di porre la societ� Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) al di fuori del settore pubblico; Eurostat, l’ente statistico europeo, potrebbe ricollocare deficit e debito di Rfi nel conteggio complessivo valido per il Patto di stabilit�, aggravandolo. Altri rischi di ricalcolo Eurostat esistono per altre societ� del gruppo Fs e addirittura per la Cassa Depositi e prestiti, con effetti devastanti.

                            Nella commissione Faini erano presenti Ragioneria, Banca d’Italia, Istat, Isae, dipartimento delle Entrate, dipartimento del Tesoro. Faini, nel presentare i risultati al ministro, parla di �piena e reciproca collaborazione�, ma da altri partecipanti trapela una versione pi� confluttuale. La Ragioneria ha fatto il possibile perch� il risultato finale non la smentisse troppo; ha ottenuto quella valutazione base del deficit al 4,1%, inutile a fini pratici, ma confrontabile con il suo calcolo di aprile. Ma la relazione conclusiva contiene anche dei punti critici verso i criteri usati nella Relazione di cassa, come le maggiori spese per interessi sul debito, quando la tendenza dei tassi al rialzo era gi� chiara 2 mesi fa.