“Conti” Obiettivo numero uno: l’evasione Iva

13/06/2006
    marted� 13 giugno 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

      STRATEGIE SECONDO I CALCOLI � PARI AL 29%, QUASI IL DOPPIO DI QUELLA BRITANNICA. AMPI CONSENSI SULLA TASSAZIONE DELLE RENDITE FINANZIARIE

        Obiettivo numero uno: l’evasione Iva

          Possibili aumenti per alcolici e sigarette
          Accelera la revisione degli estimi catastali

            Stefano Lepri
            ROMA
            La via del consenso, imboccata ieri da Romano Prodi, allunga un poco i tempi della manovra, rimescola le ipotesi tecniche. Alcune misure sicuramente sono state escluse, altre riprendono quota; in un quadro di finanza pubblica che gi� si modifica rispetto ai risultati forniti dalla commissione Faini la settimana scorsa, perch� le entrate fiscali vanno un po’ meglio del previsto (+6,8% nei primi 4 mesi, nel computo della Banca d’Italia) ma le spese vanno ancora peggio. � ormai certo che nelle condizioni attuali la legge finanziaria 2006 non realizzer� per nulla la correzione concordata con l’Europa, 0,8 punti �strutturali� rispetto al Pil.

              Nella parte delle entrate, la pi� definita, le lancette del consenso sulla manovra puntano sulle rendite finanziarie. Ufficialmente nessuno conferma perch� si tratta di decisioni da prendere a sorpresa, per non turbare i mercati: ma dice s� la Confindustria, dicono s� i sindacati, � nel programma dell’Unione, � estremamente probabile che si faccia l’armonizzazione fiscale sulle rendite finanziarie (pi� tasse sui titoli, obbligazioni, guadagni di Borsa, meno sui conti in banca). Il guaio � che con le Borse che in tutto il mondo paiono aver imboccato un percorso di calo, da quel lato l� non c’� molto da sperare.

                A buon punto � il lavoro sugli interventi per l’Iva, centrati sulla modifica delle norme che permettono l’evasione con le false fatture a scarico. Vi si aggiunge un nuovo elemento, il ripristino (possibilmente in forma elettronica) dell’obbligo di allegare l’elenco clienti-fornitori. Serve a svolgere controlli incrociati sulle false fatture; nella scorsa legislatura aveva tentato di reintrodurlo, su sollecito dell’Agenzia delle Entrate, il ministro Domenico Siniscalco, ma la maggioranza di centro-destra aveva bocciato la norma in Senato.

                  Perde quota invece la modifica del regime di esenzione Iva per l’agricoltura, perch� le resistenze politiche sono troppo forti; in quel settore si pensa di intervenire sulle norme che aprono il varco ad ampie frodi sugli aiuti europei. Secondo i calcoli del magistrato della Corte dei Conti Luigi Mazzillo, gi� direttore dei superispettori fiscali (Secit), �in Italia l’Iva evasa � pari al 29%, quasi il doppio di quella britannica che si ferma al 16%�; il suo consiglio � anche di sbloccare l’accesso del fisco ai dati sui conti correnti bancari, deciso con legge del 1991 e finora sempre ostacolato.

                    Probabilmente saranno assoggettate all’imposta di registro le compravendite di immobili non nuovi tra societ� (anche qui per evitare frodi con passaggi di propriet� fittizi). A parte questo, il capitolo degli aumenti di imposta non � chiuso del tutto. Tra le ipotesi che circolano vi sono aumenti delle accise (imposte in cifra fissa) su alcoolici e sigarette, ingrediente classico di quasi tutte le manovre-bis; poco probabile invece un aumento dell’aliquota pi� bassa dell’Iva, oggi al 4%, che ai sindacati non piace.

                      Fuori dalla manovra, perch� gi� previsto dalle leggi vigenti (finanzaria 2005) potrebbe essere accelerato l’adeguamento degli estimi catastali in base ai quali si pagano le imposte sulla casa.

                        Potrebbe scaricarsi in parte sul sistema tributario anche la principale misura �per lo sviluppo� da inserire nella manovra, ossia la riduzione del �cuneo fiscale� (differenza tra il costo del lavoratore per l’impresa e il netto in busta-paga). � confermato che si lavora sull’ipotesi, gradita alla Confindustria, di agire sull’Irap. Eliminando in parte il costo del alvoro dalla sua base imponobile la si differenzierebbe ancor pi� dall’Iva, cos� da sfuggire a una possibile sanzione della Corte di Giustizia europea.

                          Attraverso l’Irap si potrebbe pi� facilmente mirare lo sgravio a favore della competitivit� e dell’occupazione. Meno chiaro � come realizzare la parte dello sgravio da destinare ai lavoratori. I sindacati chiedono meno Irpef sui redditi bassi e pi� Irpef sui redditi alti, ma un intervento a met� anno sarebbe tecnicamente complicato.

                            Quanto all’altra parte della manovra, i tagli di spesa, il ministero dell’Economia sta impostando un lavoro di lunga lena sui meccanismi strutturali; ma non � ancora chiaro quanto possa essere gi� travasato nella manovra correttiva.