“Conti” Manovra, stretta su pensioni e pubblico impiego

19/09/2006
    marted� 19 settembre 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Manovra, stretta su pensioni
    e pubblico impiego

      Damiano: si pensa alla chiusura delle finestre d’uscita. Boom delle entrate: in sette mesi pi� 12,6%

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        TECNICI ancora al lavoro sulle misure della Finanziaria. Le ipotesi di risparmi sulle 4 aree indicate dal Dpef sono tutte sul tavolo della Ragioneria: arriveranno poi sul tavolo politico e infine su quello con le parti sociali. Nessuna area � esclusa dagli interventi, anche se i sindacati continuano a chiedere che la previdenza esca completamente dalla manovra. Ma alcune ipotesi (limitate) sulle pensioni restano. A confermarlo lo stesso ministro Cesare Damiano, che stasera incontrer� i capigruppo delle commissioni Lavoro. �Stiamo ragionando sulla chiusura delle finestre d’uscita�, dichiara. Si parla del blocco di una o due uscite nel 2007. E non solo: restano all’ordine del giorno anche le ipotesi di aumento dei contributi degli autonomi, e quella sul prelievo del 3% sulle cosiddette pensioni d’oro. Al momento si sta definendo la platea di riferimento. Si potrebbe passare dalla vecchia definizione dei trattamenti oltre i 13mila euro mensili, ad un nuovo meccanismo che prevede il prelievo sulla parte eccedente i 5mila euro mensili (ad esempio, chi percepisce 5.500 euro verser� il 3% su 500 euro).

        Stretta in vista anche per gli oneri di personale sulla Pubblica Amministrazione. Tra le ipotesi in circolazione, quella del �tetto� del 40% rispetto ai livelli del 2003 dei contratti a termine o di collaborazione. L’ultima finanziaria fissava il limite al 60%. Ma stavolta il governo intende inserire la norma all’interno di un accordo quadro con i sindacati. Primo: si attinger� in parte al precariato nelle assunzioni gi� previste nel 2007 (4.300 unit�). Secondo: si definir� insieme il numero effettivo di precari della pubblica amministrazione, da inserire poi nei piani di sblocco del turn-over a partire dal 2008. Infine, il �tetto� del 40%, che ha lo scopo di limitare la produzione di nuove sacche di precariato. Nell’ultima �bozza� di finanziaria anche la stretta a consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre ed auto di servizio.

        Insomma, Tommaso Padoa-Schioppa non rinuncia al rigore sulla spesa, anche in vista di un rialzo dei tassi d’interesse che indiscrezioni dalla Bce danno in corsa verso il 4% (3,50 a fine anno). Per questo i risparmi non si fermano neanche di fronte al boom delle entrate nei primi 7 mesi di quest’anno: +12,6%, con un quasi raddoppio del gettito su oli e petroli (+95%). Sulla scia dei nuovi �incassi� Rifondazione comunista chiede una manovra pi� equa, visto che dai circa 15 miliardi da destinare allo sviluppo sar� difficile ritagliarne molti per le politiche di welfare. Gran parte dovrebbe andare al tagliod el cuneo (minimo 6-7 miliardi, massimo 9), il resto alle infrastrutture. Mancano all’appello quindi i fondi per le famiglie disagiate e per i figli, che comunque andranno reperiti. In ogni caso il nuovo �buco� per i rimborsi Iva non peser� sulle risorse da destinare alla crescita.

        Del capitolo sviluppo si parler� oggi a Palazzo Chigi al tavolo con le parti sociali. � molto difficile che si affronter� gi� il tema del cuneo fiscale, misura ancora da mettere a punto. Pier Luigi Bersani illustrer� il suo disegno di legge sull’industria che presenter� venerd� al consiglio dei ministri per il varo.