“Conti” Manovra, si allarga il fronte del no

10/07/2006
    sabato 8 luglio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    IL DIFFICILE RIENTRO DEL DEFICIT – VARATO IL DOCUMENTO DELL’ESECUTIVO. PADOA-SCHIOPPA AMMONISCE: �NON SONO ABITUATO A VIVERE IN UN PAESE CHE NON CRESCE DA DIECI ANNI�

      Manovra, si allarga il fronte del no

        Sindacati, Pdci e Verdi contro i tagli alla spesa sociale. Ferrero di Rifondazione si astiene sul Dpef

          Alessandro Barbera
          ROMA

            �Per molti di voi, soprattutto i pi� giovani, non � una novit�. Quasi ci siete cresciuti in questo clima. Per me, che ho vissuto in prima persona gli Anni Cinquanta, no. Non sono abituato a vivere in un Paese che non cresce da dieci anni�. Il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al documento di programmazione economico-finanziaria � appena finito. In conferenza stampa Tommaso Padoa-Schioppa prende la parola dal sottosegretario Enrico Letta per ribadire ancora una volta perch�, a suo dire, c’� bisogno di una manovra di �grande portata� per risanare i conti. Il pensiero dell’ex banchiere centrale non conosce deroghe: senza risanamento non c’� n� crescita n� equit�. La manovra dovr� avere un impatto di 35 miliardi di euro. Circa venti per risanare i conti, il resto per lo sviluppo. Il ministro promette attenzione alle �vite umane e ai loro diritti�, ma per ora non convince n� i sindacati n� l’ala sinistra della coalizione. Non convince soprattutto Rifondazione. Il ministro della Solidariet� sociale Paolo Ferrero, unico esponente del partito di Bertinotti e Giordano in consiglio, si � astenuto.

              A Ferrero non � bastato che il documento indicasse solo le grandi linee della Finanziaria per il 2007 e gli obiettivi dei prossimi cinque anni. Entro il 2011 – si legge nel documento – il governo dovr� raggiungere il pareggio di bilancio e la montagna del debito pubblico sar� scesa sotto il 100% del prodotto interno lordo. Rifondazione teme per questo pesanti tagli alla spesa sociale. Ieri sera, per far rientrare il dissenso, al Tesoro si � lavorato fino a tardi per limare quelle parti del Dpef pi� indigeste a Rifondazione, Verdi e Comunisti Italiani.

                Per ora chi � soddisfatto di quegli impegni � il commissario europeo agli Affari monetari Joaquin Almunia. Per Bruxelles � importante soprattutto che l’Italia confermi di voler rientrare nel 3% del rapporto deficit-Pil entro il 2007. Un giudizio che sembra smentire chi dava gi� per fatto un accordo fra l’Italia e la Commissione per uno slittamento del rientro almeno nel 2008. Di questo ieri Padoa-Schioppa non ha parlato, ma � un fatto che alla conferenza stampa di presentazione della manovrina, qualche giorno fa, lo stesso ministro dell’Economia aveva lasciata aperta la porta a questa eventualit�.

                  Tifa per uno �sconto� da parte di Bruxelles e per una manovra meno dura tutta l’ala sinistra della coalizione. �La Finanziaria dovr� essere al massimo da 15 miliardi�, e senza l’obiettivo di abbattere da subito il debito, dice il sottosegretario allo Sviluppo economico, Alfonso Gianni. Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani sono sensibili alle preoccupazioni dei sindacati. Non appena gioved� sera Padoa-Schioppa ha confermato l’intenzione di mettere mano ai grandi capitoli della spesa – sanit�, pensioni, pubblico impiego ed enti locali – le sigle confederali hanno temuto un nuovo stop alla concertazione. Ieri Padoa-Schioppa gli ha mandato un messaggio distensivo: il tasso di inflazione programmata nel 2007 – il valore sul quale si attestano i rinnovi contrattuali – � stato ritoccato dall’1,9% al 2% come loro stessi avevano chiesto. �La concertazione deve continuare�, dice Padoa-Schioppa. �Io sono preoccupato come loro per la situazione del Paese�. �Siamo allarmati per le possibili dimensioni dei tagli alla spesa�, dice il leader della Cgil Guglielmo Epifani che con gli altri leader confederali sospende il giudizio sulla prossima manovra.

                    Sospende il giudizio anche Confindustria, comunque soddisfatta per la conferma dell’impegno a tagliare la spesa e il cuneo fiscale di cinque punti nel 2007. Un intervento di cui ha bisogno in primis il Sud, fa sapere da Napoli il presidente degli Industriali Luca Montezemolo. �Qui fare impresa � un atto eroico�. Dall’opposizione arrivano invece pesanti critiche. L’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti � caustico: �Secondo me il governo non sa nemmeno che cosa ha approvato�. Il capogruppo dell’Udc alla Camera Luca Volont� si chiede se �esista ancora una maggioranza�.