“Conti” L’Ue: imbrigliate il deficit

25/05/2006
    gioved� 25 maggio 2006

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    CONTI PUBBLICI – PRIMO FACCIA A FACCIA CON L’EUROPA. BRUXELLES AVVERTE CHE LA MANOVRA 2006 � INSUFFICIENTE PER RISPETTARE GLI IMPEGNI EUROPEI. L’EVOLUZIONE VA MONITORATA

      L’Ue: imbrigliate il deficit

        Padoa-Schioppa a cena con Almunia: la situazione � difficile

          Stefano Lepri

          ROMA
          Il negoziato vero, tra Italia e Commissione europea, si far� nella seconda met� di luglio, dopo il Dpef. Nella cena di lavoro che il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa gli ha offerto, il commissario europeo agli Affari monetari Joaqu�n Almunia non ha potuto che invitare l’Italia a rispettare i patti, ovvero a far rientrare il deficit pubblico entro il limite del 3% l’anno prossimo. Ma ha anche notato che, dalle cifre gi� disponibili, risulta che la manovra del governo precedente non era in grado di rispettare gli impegni.

          Almunia � arrivato a Roma nel mezzo di una polemica politica esaltata dal voto amministrativo di domenica. Pierferdinando Casini accusa il centro-sinistra di voler �tassare il ceto medio�, Francesco Rutelli ripete �niente nuove tasse�. Il segretario ds Piero Fassino accusa: �In questi anni Tremonti ha truccato le cifre�. Il leader di An Gianfranco Fini ribatte che �non si pu� definire disastro un rapporto tra deficit e prodotto lordo concordato in sede europea�. Ma � appunto un documento che Almunia ha portato con s� da Bruxelles, uscito luned� dalla direzione comunitaria a cui sovrintende, a rilevare una trasgressione in corso.

          Il governo Berlusconi si era impegnato a ridurre nel 2006 il �deficit strutturale� nella misura di 0,8 punti percentuali di prodotto lordo. Secondo le analisi trapelate ieri da Bruxelles, che si basano sul rapporto economico di primavera pubblicato l’8 maggio, �il miglioramento strutturale nel 2006 � significativamente inferiore agli sforzi raccomandati�. Tanto pi� il rispetto dell’accordo europeo sar� a rischio, se la verifica avviata dal nuovo governo riveler�, come pare, un andamento dei conti ancora peggiore (deficit 2006 al 4,3-4,5% del prodotto lordo) rispetto alle previsioni di Bruxelles (deficit al 4,1%).

          Dunque �nei prossimi mesi sar� necessario uno stretto monitoraggio per decidere se pu� essere necessario il passaggio a una fase successiva della procedura� per deficit eccessivo contro l’Italia, sta scritto nel documento europeo. Per la Germania, il passaggio alla fase successiva non � stato una sciagura; lo potrebbe essere per l’Italia, a rischio di una degradazione sui mercati finanziari nei giudizi delle agenzie di rating sul debito. A questo punto � essenziale che il governo Prodi imposti con il Documento di programmazione (Dpef) un serio programma di riduzione strutturale delle spese; solo in questo caso l’atteggiamento della Commissione europea diventerebbe pi� elastico.

            Nella cena di ieri sera tra Padoa-Schioppa e Almunia, che si conoscono da anni, la discussione non ha potuto che essere franca. Il ministro dell’Economia italiano ha confermato che sa di trovarsi di fronte a una situazione molto difficile, spiegando (come far� nei prossimi giorni con tutti i colleghi di governo) che cosa intendeva quando ha detto che �i conti pubblici italiani sono in uno stato simile a quello dell’inizio degli Anni 90�. La cifra che pi� conta non � quella del deficit, ma � l’avanzo primario (le entrate meno le spese al netto degli interessi sul debito pubblico).

            Alla crisi del 1992 l’Italia � giunta proprio perch� negli anni precedenti si trovava in disavanzo primario. L’avanzo primario, nota Padoa-Schioppa, ripristinato dalle maxi-manovre tra ‘92 e ‘97 si � poi sempre pi� ridotto; al termine dei cinque anni di governo del centro-destra la verifica in corso sui conti pubblici probabilmente lo riveler� ridotto a zero. Tra l’altro Padoa-Schioppa, come membro del consiglio Bce, aveva condiviso i ripetuti inviti che la Banca centrale ha rivolto alla Commissione europea, perch� facesse rispettare agli Stati membri le regole sul deficit con il massimo rigore.

              Almunia ha cercato di capire quanto graver� sui conti l’operazione di rilancio (calo del �cuneo fiscale�) che il governo confermer� oggi davanti all’assemblea della Confindustria per bocca del ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani. Prima di vedere Almunia, appunto, Padoa-Schioppa si era incontrato prima in gran segreto con Bersani, e poi era stato ricevuto a Palazzo Chigi da Romano Prodi. Sotto la minaccia che riprenda la procedura per deficit eccessivo, di un eventuale negoziato per rinviare di un anno i tempi del risanamento non si pu� nemmeno parlare. Si potr� casomai intraprenderlo tra due mesi, sulla base di un Dpef molto dettagliato e credibile, approvato anche dalla fragile maggioranza del Senato.