“Conti” L’ira dei tassisti

03/07/2006
    sabato 1 luglio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    MANIFESTAZIONI OVUNQUE E A TORINO BLOCCO TOTALE CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE

      L’ira dei tassisti: �Vogliono
      immolarci alla deregulation�

        ROMA
        Tutte inferocite le categorie �toccate� dal decreto del governo, i tassisti pi� di tutti. Ieri le prime azioni di protesta, a cominiciare dall’aeroporto di Linate dove erano in 200 ieri sera a manifestare, e il blocco totale a Torino, mentre per oggi � atteso l’annuncio di una vera e propria mobilitazione nazionale. Tutti uniti, di qualunque sigla e qualunque colore, tutti d’accordo nel respingere al mittente la proposta di liberalizzare delle licenze. Anche a costo di sfidare le ire dell’opinione pubblica.

        Il governo ha spiegato che sar� ogni Comune a decidere, a seconda delle esigenze. Ma poco importa: �Il nuovo decreto � una vera sciagura�, ha proclamato il coordinamento nazionale che si � costituito ieri a tambur battente e che ha preso il nome di �Taxi Italiano�. Vi aderiscono praticamente tutte le grandi sigle del settore: Cna-Fita, Confartigianato, Casartigiani, Claai, Uti, Unica-Cgil, Confcooperative, Sitan-Cisl e Unimpresa-Mobilit�.

        I tassisti italiani �dicono no alla deregolamentazione del settore� e �con la mobilitazione � scattata immediata la richiesta di un incontro con i ministri competenti: la protesta contro l’assenza di qualsiasi processo di concertazione e consultazione preventiva su misure cos� delicate e tali da intaccare anche i diritti dei clienti e dei consumatori si annuncia quindi durissima�. L’obiettivo di �Taxi Italiano� � ovviamente quello di bloccare la liberalizzazione, che �destruttura il settore con danni economici e alla qualit� del servizio davvero incalcolabili�.

        La destra, che almeno nella capitale � tradizionalmente vicina alla categoria, soffia ovviamente sul fuoco. �Ci aspetta un autunno caldo – dichiara Antonio Mazzocchi, deputato di An e responsabile del dipartimento piccole e medie imprese – e ci impegnamo fin da adesso a fare le barricate in aula se il governo non modificher� il decreto�. Piero Marinelli, presidente di Ugl-Taxi parla di �cialtroneria politica: per accaparrarsi un pugno di voti di cittadini che protestano si mette in ginocchio la categoria dei tassisti�.

        Contro il governo dell’Unione fioccano proteste anche da sinistra: la Cna, in particolare, si lamenta perch� il provvedimento non � stato concordato preventivamente con le parti sociali�, la Cgil parla di �deregulation dannosa�. �Dare una seconda licenza a chi gi� ne possiede una significa che il titolare dovr� incaricare un dipendente� spiega Nicola Di Giacobbe, coordinatore nazionale di Unica (i tassisti aderenti alla Filt-Cgil). Per Salvatore Luca, presidente nazionale della Claai, �ogni volta che si parla di liberalizzazione registriamo un reiterato accanimento verso la nostra categoria. Non credo giusto che i tassisti debbano essere “agnello sacrificale” per attuare discutibili politiche di libero mercato�.

          Carlo Bologna, presidente dell’Associazione italiana tassisti ed uno dei leader romani, spiega che �se un tassista incassa al termine di una giornata 120 o 130 euro � in passivo, non ce la fa a campare�. Senza contare tutti i rischi che si corrono: rapine, incidenti, inquinamento. �Venissero i politici una giornata con noi, sulle macchine, cos� hanno modo di rendersi conto come viviamo e quanto guadagnamo�.