“Conti” «L’economia va, ma non basta»

11/09/2006
    domenica 10 settembre 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    CONSIGLIO ECOFIN – SINTONIA STRATEGICA FRA PADOA-SCHIOPPA E LA BANCA D’ITALIA: �NON SI DEVE RISANARE PERCHE’ CE LO CHIEDONO, MA NELL’INTERESSE DEL PAESE�

      �L’economia va, ma non basta�

      Draghi: non ci sono ancora segnali di un aumento stabile del nostro potenziale

        Stefano Lepri
        inviato a HELSINKI

          L’economia italiana crescer� dell’1,7% quest’anno, mezzo punto pi� delle previsioni iniziali, la cifra pi� alta dal 2000. Eppure nell’accreditare questo numero Mario Draghi si dichiara �stupito dalle manifestazioni di entusiasmo�, e insiste che �non dobbiamo accontentarci�. Anche cos� restiamo all’ultimo posto tra i grandi Paesi europei, nota il governatore della Banca d’Italia, mentre dobbiamo porci l’obiettivo di �tornare nella pattuglia di testa, dove siamo stati per tanti anni�, e �abbiamo la possibilit� di tornarci�.

            All’uscita dell’Ecofin, il vertice finanziario dell’Unione europea, il governatore e il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa sono di nuovo apparsi in sintonia perfetta (fatto consueto altrove, che per� in Italia, dopo l’esperienza Fazio, salta agli occhi). Tutti e due si sono impegnati a giustificare in positivo lo sforzo pesante di risanamento che si dovr� fare con la prossima legge finanziaria: non � l’Europa che ce lo impone per astratte ragioni di rigore, � nel nostro interesse.

              �Non si � mai visto un Paese con un debito pubblico oltre il 106% del Pil crescere in modo sostenibile per tanto tempo� insiste Draghi; e non pu� scommettere sul futuro chi � �costretto a tassare i cittadini per pagare gli interessi sul debito�. Per questo il governatore resta �perplesso� quando ascolta chi sostiene che la ripresa saner� da sola tutti i mali, �perch� parliamo ancora di cifre inferiori al 2% annuo e perch� non ci sono ancora segni che sia aumentato stabilmente il nostro potenziale di crescita� (al momento stimato tra i pi� bassi del mondo, circa l’1,25% annuo, ndr).

                Padoa-Schioppa ripete di aver trovato, andando al governo, �una situazione della finanza pubblica fortemente compromessa�. Lo sforzo da realizzare nel 2007, secondo i calcoli che ha inserito nel Documento di programmazione, rallenter� un poco l’economia nell’immediato ma servir� ad accelerare la crescita negli anni successivi. �In questo senso – spiega – tutti e 30 i miliardi di euro della manovra sono per la crescita�: non solo la parte che andr� a finanziare spese per lo sviluppo (cuneo fiscale, opere pubbliche) ma anche quella che serve a ridurre il deficit. Ma � proprio qui, sulla ripartizione interna della manovra 2007, che si stanno spostando nelle ultime ore i timori europei. A Helsinki non c’� stato alcun �duello� tra Padoa-Schioppa e il commissario agli affari monetari Joaqu�n Almunia, confermano fonti della Commissione di Bruxelles; l’essenziale � che i 30 miliardi su cui Prodi e Padoa-Schioppa si sono impegnati si facciano tutti e nella ripartizione finora annunciata, ossia 15-16 a riduzione netta del deficit e il rimanente �per lo sviluppo�.

                  Proprio per evitare che nei patteggiamenti politici la quota destinata a calo del deficit scenda, la Commissione europea insiste sul secondo impegno sottoscritto dall’Italia, quello di riduzione del �deficit strutturale�. Anche la versione pi� favorevole all’Italia dei complessi calcoli �strutturali� richiede nel 2007 una riduzione del deficit pari a un punto del prodotto lordo, ossia 15 miliardi di euro. Anche su questa cifra Padoa-Schioppa si � impegnato, nell’Eurogruppo (i ministri economici dell’area euro) venerd� e brevemente di nuovo nell’Ecofin (tutti e i 25 ministri dell’Ue) ieri; dalle due riunioni esce convinto che �l’Unione europea non sottovaluta assolutamente i nostri sforzi�.

                    Rivolto all’interno del Paese, il ministro dell’Economia riconosce che �l’aggiustamento del bilancio � difficile�, ma sostiene che �l’economia italiana � capace di reggerlo, purch� sia modulato in modo giusto e finalizzato all’equit�. In risposta alle critiche dell’ala sinistra della maggioranza, ripete che si tratta soprattutto di aumentare l’efficienza del settore pubblico, assicurando ai cittadini le stesse prestazioni con meno spesa; e che eliminare gli sprechi di spesa ha anzi aspetti di equit� simili alla riduzione dell’evasione fiscale.

                      Il momento giusto per risanare il bilancio � ora, in una fase favorevole quale l’Italia, e tutta l’Europa, non conoscevano dal 2000. Nella riunione dell’Ecofin ministri e governatori hanno constatato che la crescita dell’Europa, pur continuamente riveduta al rialzo, non sar� sufficiente nel 2007 a controbilanciare la minor spinta proveniente dal resto del mondo, specie perch� l’economia Usa rallenter�. Dunque il risanamento dei bilanci, in Italia come altrove, non si pu� rimandare o �spalmare�, perch� l’anno prossimo diventer� pi� arduo.