“Conti” La strategia del premier: manovra bis anticipata

29/06/2006
    gioved� 29 giugno 2006

    Pagina 27 – Economia

      RETROSCENA

        La strategia del premier:
        manovra bis anticipata
        poi si tratta sulla Finanziaria

          ROMA – Gi� prima dell’incontro con le parti sociali il primo ostacolo, quello della manovra bis, pu� dirsi virtualmente superato. Tanto che a Palazzo Chigi c’� pure chi accarezza con una certa convinzione l’ipotesi di anticipare al Consiglio dei ministri di domani il varo della manovrina per blindare i conti del 2006. Una settimana in pi� per convertire il decreto con la correzione dei conti pu� far comodo: l’estate preme e non � che in Parlamento, con l’opposizione sulle barricate, ci sia la speranza di lavorare tranquilli. E poi la manovrina, che di fatto � il pacchetto Visco per chiudere le porte all’evasione, alle frodi e all’elusione fiscale, e qualche taglio di spesa, non far� troppo male.

          I sindacati e le imprese l’hanno capito. E il governo pu� forse incassare il primo risultato utile. Grazie a una strategia impostata gi� a livello della comunicazione (�l’allarme� sui conti, per cominciare), poi con l’apertura sulla concertazione. Soprattutto con il lavorio assiduo di Enrico Letta e Pierluigi Bersani che hanno preparato il terreno con le parti sociali, incontrando riservatamente sindacati e Confindustria, per spiegare loro la continuit� del disegno che parte dalla manovra bis e che finir� con la Finanziaria, il vero grande scoglio da doppiare.

          Finora anche la stessa forte caratterizzazione politica dell’esecutivo, che preme sul ministero dell’Economia affidato ad un tecnico rigoroso come Tommaso Padoa-Schioppa, ma anche sullo stesso Romano Prodi, ha dato una mano. Se la manovra �monstre� di met� anno diventer�, come pare, una �manovrina� digeribile (anche se proprio indolore non sar�) si deve anche alle cautele dei Ds, all’insistenza della Margherita e alle proteste di Rifondazione comunista, per esser chiari.

          Difficile che questa connotazione politica, per�, possa tornare utile per la Finanziaria che dovr� portare il deficit sotto il 3% del prodotto interno lordo e, ancora prima, per il Documento di programmazione che ne anticiper� le linee guida. � nel Dpef, un documento che dovr� per forza essere molto convincente e dettagliato, per non rischiare altre sanzioni dall’Europa, che dovranno essere tratteggiati i tagli �strutturali� ai quattro grandi capitoli della spesa pubblica (enti locali, sanit�, previdenza e pubblico impiego) ritenuti indispensabili dal ministro Padoa-Schioppa, e sollecitati dalla Confindustria. Quella s�, roba indigesta per i sindacati.

          La tattica, in questo caso, � ancora poco delineata. Di sicuro, per il momento, c’� la disponibilit� del governo al confronto di merito. Subito dopo l’incontro di oggi, che segner� solo l’apertura del dialogo, partiranno almeno quattro tavoli ministeriali su ciascuno dei quattro grandi capitoli di spesa. Ci si confronter� sulle grandi linee fino a venerd� prossimo, quando il Dpef da portare in Europa l’11 luglio dovr� essere varato. Poi si andr� avanti nel corso dell’estate, fino a settembre, quando tutto dovr� essere trasferito nella Finanziaria. Dalle parti sociali il governo si attende �responsabilit�. A loro promette �equit� e sviluppo�. Se questo, insieme al rigore, baster� alla quadratura del cerchio � davvero ancora troppo presto per dirlo.

            Mario Sensini