“Conti” La ricetta del ministro: tagli limitati

23/05/2006
    marted� 23 maggio 2006

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      STRATEGIA – ORMAI CERTA LA RICHIESTA A BRUXELLES DI RINVIARE DI UN ANNO IL RIENTRO NEI PARAMETRI UE

        La ricetta del ministro: tagli limitati
        e puntare forte sulla crescita del Pil

          retroscena
          ROBERTO GIOVANNINI

            ROMA
            Tagliare la spesa, aumentare le entrate, oppure far crescere il Pil. Non ci sono tante soluzioni alternative, quando si ha che fare con un deficit delle cui dimensioni – in pratica – nessuno ha una idea precisa. Il nuovo ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa sapeva perfettamente che non sarebbe stata una passeggiata, e che per rimettere in carreggiata i conti pubblici italiani sarebbe servito tempo e soprattutto molta fatica. Probabilmente nel ministero di via Venti Settembre in queste ore ci sar� anche chi suggerir� al ministro di fidarsi un po’ meno del gruppo dirigente del dicastero, che non ha saputo rispettare l’invito di �Tps� alla riservatezza. � ancora presto per ipotizzare il dettaglio delle ricette con cui Padoa Schioppa cercher� di allontanare lo scenario �Italia primi anni ‘90�, e riportare la nave del paese in acque pi� sicure. Ma il ministro tanto fortemente voluto da Romano Prodi ha gi� delineato – e sta attuando – un metodo. Ieri il ministro ha citato Luigi Einaudi: �conoscere per decidere�. E di qui ai primi giorni di giugno verr� messa al lavoro una commissione guidata dall’economista Riccardo Faini per svolgere la famosa �due diligence� sullo stato di salute dei conti. Un’operazione che inevitabilmente testimonia come al deficit a quota 3,8% di cui fino a pochi giorni fa parlava Giulio Tremonti non ci si crede. E che semmai il timore � di ritrovarsi molto oltre il 4,5%.

              Il secondo passo di questo �metodo� � utilizzare il risultato �certificato� per cercare – se si troveranno, e non � da escludere, spazi politici in sede di Unione Europea – di guadagnare tempo nel percorso di risanamento dei conti. � evidente a tutti che l’Italia (a parte le promesse elettorali da mantenere) si trova in una situazione di finanza pubblica delicatissima; e che �l’eredit� del centrodestra� sar� un argomento inevitabilmente tirato in ballo nelle prossime settimane. � pressoch� scontata l’impossibilit� di mantenere l’impegno a rientrare sotto quota 3% preso dal governo della Cdl con Bruxelles: � possibile che il nuovo esecutivo compia una �operazione verit� sui conti e chieda un rinvio di un anno, nel 2008 anzich� nel 2007. Oltre che naturalmente la rinuncia a eventuali manovrine correttive.

                E poi, agire: aumentare le entrate, tagliare la spesa, e soprattutto spingere sulla leva della crescita. Non c’� dubbio che molto ci si attende dall’incremento del gettito fiscale, attuato non necessariamente con incrementi di aliquota, ma soprattutto con un giro di vite contro l’evasione fiscale. Sostanzialmente, questo � uno dei mandati del viceministro delle Finanze Vincenzo Visco. All’interno della manovra, naturalmente, scatteranno gli annunciati interventi di aggravio tributario sulle rendite finanziarie, che in parte verranno utilizzati per finanziare il taglio del cuneo fiscale (che quasi sicuramente sar� limitato alle fasce di reddito pi� basso, per rendere insieme le assunzioni pi� convenienti e aumentare il salario reale). Inevitabile una nuova stretta sulla spesa: dalla sanit� (e dunque le Regioni) alle amministrazioni, ma senza escludere un ritocco alla riforma delle pensioni. Ma la vera �mossa del cavallo� con cui Padoa Schioppa intende risolvere il �caso Italia� � la spinta all’economia. Se aumentasse in modo significativo il prodotto interno lordo (il denominatore della frazione deficit/Pil, o debito/Pil), infatti, il peso relativo dell’indebitamento o del debito che schiaccia il paese diminuirebbe, e di molto. Non esistono ricette automatiche per centrare questo obiettivo, ma qualche speranza c’�: si pu� assecondare con opportuni provvedimenti la ripresa produttiva che � gi� in corso da qualche mese; si pu� spingere il reddito disponibile degli italiani, perch� (keynesianamente) spendano e sostengano i consumi. Ancora – e questa � una delle scommesse del ministro – si pu� aumentare il �tasso di liberalizzazione� dell’economia italiana: privatizzando, liberalizzando, creando competizione, concorrenza, opportunit� nei comparti dove oggi dominano i monopoli si pu� creare sviluppo e occasioni di crescita. Padoa Schioppa ci crede.