“Conti” La guerra contro i privilegi (M.Riva)

03/07/2006
    sabato 1 luglio 2006

    Pagina 1 e 19 – Commenti

    La guerra contro i privilegi

      Massimo Riva

        A sessant�anni dalla caduta del regime fascista, l�Italia sta cominciando a muovere i primi passi per disboscare le sacche di resistenza dell�economia corporativa. Questa � la grande sorpresa che � uscita ieri da un Consiglio dei ministri convocato per sciogliere la spinosa questione delle missioni militari all�estero e per definire la manovra di aggiustamento dei conti pubblici 2006. Una sorpresa lieta e davvero inattesa, il cui peso politico ed economico per certi versi rivoluzionario oscura o comunque relega per il momento in secondo piano le altre pur importanti decisioni del governo Prodi.

        Una volta tanto, infatti, la bussola delle scelte � stata puntata sull�interesse dell�insieme dei cittadini in quanto consumatori di beni o utenti di servizi. E non pi�, finalmente, sul tornaconto di questa o quella categoria o – per dirla pi� schietta – di questa o quella corporazione.

        Le novit� sono tante e tutte positive. Per esempio, si potr� acquistare l�aspirina al supermercato a prezzo ovviamente scontato, non si dovr� sottoporsi all�esoso dazio dei notai per il passaggio di un�automobile da Tizio a Caio, le licenze dei taxi saranno liberalizzate. E ancora: le assicurazioni dovranno passare all�indennizzo diretto per i sinistri stradali, mentre le banche non potranno pi� continuare – a ogni variazione del saggio di sconto – l�odiosa pratica di alzare i tassi a loro beneficio lasciando immutati quelli a favore dei depositanti. Se cambiamento c��, dovr� essere parallelo, concomitante e speculare.

        Certo, in un paese nel quale importanti settori – dall�energia alla televisione, dai telefoni ai trasporti – sono tuttora soggetti al dominio di monopoli o oligopoli pubblici e privati, ben altre e robuste battaglie attendono un governo che voglia davvero liberalizzare il sistema economico. Ma il fatto che ieri, insieme alle prime misure accennate, il Consiglio dei ministri abbia approvato anche un rafforzamento dei poteri dell�Autorit� antitrust fa sperare che la giusta guerra ai privilegi antimercantili sar� condotta con la determinazione necessaria.

        La prima prova in proposito dovr� comunque essere data dal governo stesso. � scontato, infatti, che notai, tassisti, banchieri, assicuratori e farmacisti faranno di tutto in piazza e durante l�esame parlamentare del pacchetto del ministro Bersani per difendere le loro posizioni di rendita o, quanto meno, per contenere l�impatto liberalizzatore del provvedimento. Cos� come � prevedibile che l�opposizione – almeno nella sua parte pi� nostalgica dell�economia in camicia nera – cercher� di cavalcare la protesta delle categorie colpite: non per caso l�ex-ministro Storace ha gi� annunciato �scontro frontale� in materia.

        Quindi le decisioni prese ieri dal Consiglio dei ministri meriteranno davvero la qualifica di svolta storica per l�economia del paese solo e unicamente se il governo Prodi sapr� resistere a questi assalti e mandare in porto il provvedimento senza cedimenti. Contro i difensori delle rendite corporative, dovr� essere fatto valere l�interesse generale a eliminare ogni ostacolo al dispiegarsi dei benefici della concorrenza sul mercato. � questo un punto cruciale che Romano Prodi e i suoi ministri dovranno spiegare con grande chiarezza a tutti gli italiani, mobilitandoli come Orazi nello scontro contro i Curiazi del notariato, delle farmacie, delle banche e cos� via. La competitivit� del sistema, terreno sul quale da tempo l�Italia � in netta discesa in tutte le classifiche internazionali, si gioca essenzialmente su questa partita delle liberalizzazioni. Ecco perch� un insuccesso del pacchetto Bersani non segnerebbe soltanto la sconfitta di un governo, ma l�accelerazione di quel declino economico che incombe sul paese.

        Un�altra partita vitale per scongiurare questa medesima minaccia � quella affrontata ieri dal Consiglio dei ministri sul terreno dissestato dei conti pubblici. L�attesa manovra correttiva � stata opportunamente contenuta e non prevede n� lacrime n� sangue sia per i cittadini sia per il sistema economico. Si � lavorato, per dirla con un�espressione dello stesso Prodi, soprattutto di cacciavite in materia di Iva, togliendo di mezzo tutta una serie di scappatoie elusive del tributo che il fine fiscalista Tremonti aveva singolarmente tralasciato. Al tempo stesso scomparir� quello scandaloso privilegio delle �stock options� che garantiva a una sparuta minoranza di redditi elevati di assolvere l�obbligo fiscale con un�aliquota ridicola. Il tutto dovrebbe comportare un vantaggioso aumento della base imponibile, pur lasciando invariate le aliquote del prelievo.

          Se ci� baster� a garantire una riduzione dell�infausto deficit corrente e a dare le risorse per i cantieri delle grandi opere infrastrutturali, che giustamente il governo non vuole chiudere, � questione aperta. Certo � che la lotta dichiarata dal governo Prodi all�evasione fiscale pu� dare frutti importanti. Quel che ieri non � stato detto ma traspare dalle decisioni di Palazzo Chigi � che si � potuto contenere il peso della manovra-bis perch� le prime stime sul gettito dell�autotassazione di giugno sono pi� che buone. Fatto questo del tutto sorprendente atteso che si trattava degli incassi relativi al 2005, anno di crescita economica zero. Un�unica spiegazione si pu� dare a questo singolare fenomeno: � bastato l�insediamento di un governo che annunciasse la fine dei condoni e la lotta dura contro l�evasione per ottenere uno spontaneo aumento del gettito fiscale. Ecco un altro punto cruciale sul quale Romano Prodi non dovr� arretrare di un passo.