“Conti” L.Angeletti: tagliare le tasse sul lavoro

05/06/2006
    luned� 5 giugno 2006

      Pagina 2 – Economia

      Intervista

        IL SEGRETARIO DELLA UIL: �LA FLESSIBILITA’ DEVE COSTARE DI PIU’ ALLE IMPRESE, LA LEGGE BIAGI VA CONFERMATA MA CORRETTA�

          Angeletti: tagliare le tasse sul lavoro

            FLAVIA AMABILE

              ROMA
              Luigi Angeletti, segretario della Uil, nel suo vertice-conclave il governo affronter� il nuovo allarme sui conti pubblici, si parler� di un deficit verso il 4,5%.

                �Non mi sembra un buco cos� eccezionale. Il governo sa che sono 6-7 miliardi di euro su un pil di 1200 miliardi. L’allarme � un altro: l’aumento del rapporto tra deficit e pil non fa aumentare la spesa pubblica ma provoca una crescita dell’economia inferiore rispetto al necessario, � qui che bisogna intervenire�.

                  Lo dicono anche le imprese: investite su di noi per rilanciare l’economia.

                    �E questa � una parte della verit�. Alcune imprese soffrono di scarsa competitivit� e hanno bisogno di aiuti. Ma l’altra parte della verit� � che la domanda interna non cresce abbastanza e per un Paese come il nostro la domanda interna � un elemento determinante per il pil�.

                      Al governo riunito che cosa consiglia per rilanciare la domanda interna?

                        �Redistribuire la ricchezza. Non in maniera equa, che � una categoria politica, ma in maniera efficace cio� in maniera tale da generare nuova ricchezza, ovvero aumentando la produttivit� del sistema economico nel suo complesso e contemporaneamente aumentando i salari�.

                          I ministri le obietterebbero che esistono molti modi di aumentare i salari, non tutti praticabili. Lei che cosa propone?

                            �Una riduzione del peso fiscale sul lavoro e una politica salariale contrattuale da legare agli incrementi di produttivit�.

                              Anche il governo ha promesso un taglio del cuneo fiscale.

                                �Il cuneo fiscale � un’espressione incomprensibile per indicare una riduzione delle tasse sui lavoratori dipendenti. Sarebbe troppo costoso intervenire con un semplice taglio dell’Irpef, � preferibile invece non tassare gli aumenti contrattuali per i prossimi quattro anni. In ogni caso si deve rendere il carico fiscale meno gravoso per le categorie su cui in modo del tutto iniquo pesa di pi�.

                                  Sarebbero?

                                    �Tutti i dipendenti e tutte le imprese che sono costrette a una competizione. Poich� non � possibile aiutare tutte le imprese contemporaneamente – anche per problemi di costi – si deve partire dalle industrie che hanno problemi di competizione come le industrie manifatturiere o i servizi liberalizzati. Fra due-tre anni si prosegue con le altre�.

                                      Nei documenti che il ministro Padoa-Schippa ha con s� si dice pure che la domanda non cresce anche per effetto del forte aumento del lavoro precario.

                                        �Un abuso da correggere. Bisogna rendere il lavoro precario pi� costoso almeno dell’1% con un aumento dei contributi previdenziali in modo che le imprese vi ricorrano per la sua caratteristica principale, la flessibilit�, e non perch� costa poco, come accade ora�.

                                          E la legge Biagi?

                                            �Va mantenuta, salvo cancellare alcune figure contrattuali inutilizzate come il lavoro su chiamata o lo staff leasing o la suddivisione del lavoro tra pi� persone�.

                                              Il governo affronter� il nodo delle pensioni.

                                                �La questione dello scalone delle pensioni � un’invenzione politica del precedente governo che spostava in avanti il problema fingendo di intervenire senza pagare prezzi. Di per s� � una stupidaggine perch� fa s� che nell’arco di 24 ore una persona possa vedersi allungare di tre anni l’et� pensionabile oppure no. E poi istituisce un principio irrazionale: un’et� per andare in pensione uguale per ogni categoria. Come se un docente universitario, un autista di autobus e un operaio di un’industria siderurgica svolgessero lo stesso lavoro! L’et� deve essere flessibile. Ultima richiesta: dare il via subito alla previdenza integrativa�.

                                                  Nient’altro?

                                                    �No. E parlare di tasse, tagli, riduzioni di sprechi � del tutto inutile. Se Padoa-Schioppa non interverr� sul carico fiscale dei lavoratori nemmeno un miracolo potr� impedire che il deficit continui ad aumentare�.

                                                      Il presidente di Confindustria, Montezemolo, ha chiesto ai sindacati una posizione unitaria.

                                                        �Dovr� farsene una ragione. I sindacati si presenteranno alle trattative senza una posizione comune. Il buonsenso far� s� che la troveremo�.