Conti Inps in rosso

20/05/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
118, pag. 5 del 20/5/2003
di Teresa Pittelli

Sarà presentata oggi la variazione di bilancio per il 2003.
Conti Inps in rosso

Disavanzo di 757 milioni di euro

L’andamento negativo dell’economia travolge i conti Inps, che chiuderà in rosso il 2003. Mentre infuria la polemica sui tagli e i disincentivi alle pensioni anticipate, il progetto di nota di variazione al bilancio 2003 dell’istituto, che oggi sarà presentata al commissario straordinario, Paolo Sassi, per poi essere trasmessa al Civ per l’approvazione, annuncia un disavanzo economico di 757 milioni di euro dell’Inps, contro i 282 originariamente previsti.

Un peggioramento di 475 milioni di euro, dunque, dovuto in gran parte alle condizioni negative del quadro macro-economico, decisamente peggiorato rispetto a quello descritto nel Documento di programmazione economica e finanziaria 2003-2006 sul quale era basato il bilancio preventivo 2003. E le cifre, già riviste al ribasso per adeguarle alla scarsa crescita del prodotto interno lordo (2,3%, -0,4% rispetto al Dpef) e dell’occupazione (1,3% e non 1,5%), potrebbero essere di nuovo aggiornate con il peggiorare della situazione. La variazione al bilancio, però, tiene conto anche di alcuni provvedimenti del governo che avranno un forte impatto finanziario sull’istituto nel corso dell’esercizio, la maggior parte dei quali contenuti nella Finanziaria 2003, come la confluenza nell’Inps dell’Inpdai, l’istituto di previdenza dei dirigenti industriali, o l’aumento delle aliquote contributive dei collaboratori coordinati e continuativi. Non a caso, il fondo parasubordinati, già in attivo grazie all’exploit di iscrizioni tra il 2001 e il 2002, avrà un ulteriore avanzo economico rispetto a quello previsto, passando da 3,5 a 3,8 miliardi di euro. Mentre il trasferimento all’istituto dei trattamenti previdenziali ex Inpdai gonfierà le uscite per prestazioni, con un aumento per 4 miliardi e 111 milioni di euro di quelle pensionistiche, che rappresenta la voce maggiore dell’incremento complessivo delle prestazioni istituzionali, pari a 5 miliardi in più rispetto al previsto. Un boom di uscite che supera di gran lunga la variazione positiva delle entrate contributive, pari a 2 miliardi e 866 milioni di euro. Per quanto riguarda le singole gestioni, sono in vista per tutte peggioramenti, se si eccettua quella dei parasubordinati. In particolare, il fondo lavoratori dipendenti registra un disavanzo di 5 miliardi e 758 milioni, con un peggioramento di 594 milioni di euro rispetto a quanto preventivato. E negativi saranno anche i risultati delle gestioni di artigiani e commercianti. Per il primi, il disavanzo sarà di 1 miliardo e 745 milioni di euro, con un aumento di 380 milioni rispetto al previsto. Per i commercianti, invece, il saldo negativo sarà di 524 milioni di euro, contro i 100 stimati dal bilancio preventivo. Il documento, oggi al vaglio di Sassi, potrebbe alimentare le polemiche di quanti chiedono una riforma più decisa delle pensioni rispetto a quella disegnata nella delega all’esame del senato. I sindacati, però, in attesa di una decisione del governo, ieri hanno ribadito, con il leader della Uil, Luigi Angeletti, che ´il sistema previdenziale è in equilibrio e non ha bisogno di interventi strutturali come quelli realizzati in Francia’.