“Conti” Il governo blocca le tasse sulla benzina

12/06/2006
    sabato 10 giugno 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    LA RICETTA DEL RILANCIO VARATO IL PACCHETTO ENERGIA. DAL 2007 STERILIZZATA L’IVA SULLE ACCISE DEI CARBURANTI. IN ARRIVO UN PROGETTO DI LIBERALIZZAZIONI

      Il governo blocca le tasse sulla benzina

        Bersani: �Presto un piano industriale di sviluppo�. Allo studio il superbollo per le auto inquinanti

          Paolo Baroni
          inviato a SANTA MARGHERITA LIGURE

            La ripresa non parte spingendo un bottone. E non basta nemmeno vincere i Mondiali. �Tutto pu� essere, ma io non credo che Cannavaro possa servire�, spiega il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani. Che arriva al convegno dei giovani industriali di Santa Margherita con in tasca il primo provvedimento concreto del suo dicastero, che d� una nuova spinta alla liberalizzazione del settore dell’energia e sterilizza l’Iva sulla benzina. Parla di conti pubblici e riformismo, evita le polemiche col precedente governo (�perch�, come si dice dalle mie parti non � il caso di andare a cercare il freddo per il letto�), e detta il pacchetto di interventi che ha in mente per il futuro.

              La filosofia? E’ proprio quella che si pu� leggere nel Ddl approvato ieri dal governo, quel �pacchetto energia� che prevede innanzitutto accise flessibili per attenuare a partire dal 2007 l’aumento dell’Iva sui carburanti nel momento in cui cresce il prezzo del petrolio. C’� poi un intervento sul bollo auto vincolato al loro impatto ambientale, che vedr� penalizzati modelli pi� vecchi e inquinanti e quelli di grossa cilindrata (Suv in testa). Per l’elettricit�, incentivi a favore dei meno abbienti e dei residenti in aree disagiate ed alle aree che dicono s� a nuove infrastrutture energetiche di interesse nazionale come gasdotti, elettrodotti o rigassificatori. Oltre a rafforzare il ruolo dell’Authority (che torna a 3 componenti e guadagna nuove competenze), la delega prevede anche interventi diretti sul mercato dell’energia come la revisione dei tetti antitrust dell’Eni nel settore del gas direttamente legati allo sviluppo della concorrenza e alla reciprocit� con gli altri paesi.

                Ecco la �traccia logica di quello che vogliamo fare� dice Bersani: uno sforzo per favorire la nascita di nuovi settori economici (efficienza energetica, sviluppo di fonti alternative, ecc.), una liberalizzazione pi� spinta dei mercati, il tentativo di definire regole stabili (vedi il caso dell’Authority), e infine la decisione di non approfittare pi� come Stato di �patologie del mercato� come quella che fa incamerare ogni anno mezzo miliardo di Iva in pi� per effetto dei rialzi del greggio.

                  Pi� in generale il ministro ha confermato che la politica economica del governo sar� fondata su crescita, risanamento e riequilibrio sociale. �Questa � la vera sfida riformista�. La prima emergenza � quella del risanamento. �Un buon risanamento, che in quanto tale aiuta gi� a crescere� precisa il ministro. Che per chiarezza, e non per polemica, ricorda i dati della due diligence e la situazione ereditata dal centrodestra. �Che c’era polvere sotto i tappeti – si lamenta – era noto. Dei tagli ad Anas ed Fs pure, ma nei mesi scorsi non ho sentito nessuno lamentarsene. Eppure si sapeva, come si sapeva che erano stati sospesi i pagamenti degli stranded cost dall’Enel. Ora c’� da pagare oltre un miliardo e mezzo, ovviamente con gli interessi. E’ una cosa che non mi piace, perch� alla fine pagano i contribuenti�.

                    Come intervenire? Innanzitutto riducendo la spesa in maniera selettiva, �senza ammazzare il cavallo�. Le tasse non saranno aumentate ma si dar� il via ad una grande battaglia contro l’evasione e l’elusione. �Vogliamo tagliare il cuneo fiscale, certo. In maniera selettiva? La prima selettivit� � fatta da quelle imprese che stanno sul fronte�. Poi occorrer� avviare una politica di redistribuzione, �perch� in questi anni la forbice si � senz’altro allargata�; e a giorni saranno varati nuovi strumenti di politica industriale, perch� �occorre aggredire il nodo della scarsa produttivit�, ma non bisogna parlare pi� n� di settori, di dimensioni o di distretti, ma di aree produttivo-tecnologiche in grado di stimolare nuove iniziative�. A proposito di flessibilit� Bersani non ha dubbi: �Discutiamone, ma senza ideologismi. Da una parte come dall’altra�.

                      Capitolo liberalizzazioni. �Faremo qualcosa. Ma se si fanno non si dicono, perch� se si dicono poi non si fanno�. Per il Mezzogiorno, invece, si dovr� intervenire �nell’ambito di un pi� generale movimento di modernizzazione del paese�, ben sapendo che queste aree hanno problemi di divario scolastico-formativo, di sicurezza e di internazionalizzazione.

                        �Risanamento e crescita possono benissimo andare in parallelo – spiega Bersani – ma chi risana non pu� usare tetti o tagli, � un’illusione: deve invece andare dentro alle cose. E poi � bene ricordare che la crescita non � proporzionale ai soldi che si spendono�. Il suo � un vero messaggio di fiducia rivolto alle imprese: �occorre riavviare un grande ciclo di investimenti volti alla crescita – conclude il ministro per lo Sviluppo economico -. Occorre crederci, dobbiamo riprovarci�.