“Conti” Il blitz a fari spenti targato Bersani

03/07/2006
    sabato 1 luglio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    il Retroscena

      Concorrenza, il blitz a fari spenti targato Bersani

        Il premier: reazioni nel conto, ma i cittadini ci seguiranno. Il pranzo a casa Montezemolo e il ruolo di Catrical�

          Enrico Marro

            ROMA – �Sorpresa�, rivendica Romano Prodi. E in effetti � stata una sorpresa per tutti, compresi alcuni ministri. Ma questo non significa che l’operazione �Cittadino consumatore�, come l’ha abilmente battezzata il suo artefice Pierluigi Bersani, non sia stata costruita lentamente, passo dopo passo, fino alla cena dell’altra sera a Palazzo Chigi tra gli stessi Prodi e Bersani e i ministri pi� importanti. Operazione coperta, per impedire che fosse impallinata da fughe di notizie. E cos�, ieri pomeriggio, quando il ministro dello Sviluppo comincia a spiegare in sala stampa le 12 liberalizzazioni e il suo telefonino trilla un giornalista azzarda: �Sono le assicurazioni�. Risata generale. Bersani spegne e riprende, ma un altro suo cellulare squilla. Il ministro attacca di nuovo e consegna tutto a un suo collaboratore, che, guardando il numero, mormora: �Questi sono i tassisti�. Cominciano le proteste delle categorie colpite dal decreto. �Le abbiamo messe nel conto – aveva detto la sera prima a cena Prodi, ma alla fine la maggioranza dei cittadini apprezzer�.

            L’operazione �Cittadino consumatore� comincia subito dopo la costituzione del governo. Bersani incontra Antonio Catrical�. I due si conoscono da tempo e sono in ottimi rapporti. Il ministro chiede al presidente dell’Antitrust quali sono le pi� importanti segnalazioni che l’autorit� ha fatto al Parlamento e che sono rimaste inascoltate. Gli uffici consegnano a Bersani un corposo dossier con le censure sulla concorrenza inviate negli ultimi 5 anni. Vi aggiungono il Libro Bianco sulle professioni gi� mandato a Bruxelles. Nella documentazione sono elencati tutti gli ostacoli che frenano la concorrenza in settori chiave, dal commercio alle assicurazioni, dalle banche ai farmaci.

            Bersani si mette al lavoro. L’ipotesi iniziale � quella di un disegno di legge. Il dossier arriva a Palazzo Chigi, dove trova la massima attenzione nei sottosegretari Enrico Letta e Fabio Gobbo, ex commissario dell’Antitrust sotto la presidenza di Giuliano Amato. La questione arriva sul tavolo di Prodi insieme con la manovra bis. Il premier si rende conto che alla diagnosi preoccupata del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa (�la situazione � peggiore del ’92�) non potr� corrispondere una manovra robusta perch� il governo non vuole lo scontro coi sindacati. Si profila una manovrina modesta, di sola lotta all’evasione, senza tagli alla spesa. Prodi teme le reazioni negative dei mercati e della commissione Ue. Decide allora di bilanciare il tutto spingendo sull’�agenda Giavazzi�. Una mossa liberale per bilanciare la concertazione, con riforme che fanno anche molta immagine. E qui arriva la vera sorpresa. Le misure saranno prese per decreto, immediatamente operative, se necessario con la fiducia.

            C’� da costruire il consenso necessario. Ma sempre evitando le fughe di notizie. Bersani rivela il piano al presidente della Confindustria in una colazione a casa di Luca di Montezemolo e ottiene un convinto via libera. Gioved� sera la cena a Palazzo Chigi tra Prodi e i ministri, molti dei quali non sanno nulla del pacchetto liberalizzazioni. Clemente Mastella e Livia Turco fanno osservare che i notai e i farmacisti daranno battaglia. Prodi spiega che si interverr� per decreto: �Questa � una cosa alla quale tengo moltissimo. Cos� daremo la scossa, dobbiamo far vedere che vogliamo governare davvero�. Ieri, in consiglio dei ministri, di nuovo qualche protesta da parte di chi era ancora all’oscuro di tutto. Poi il decreto passa. �Me l’aspettavo – commenta Catrical� con i suoi collaboratori – ma non speravo in un decreto legge. Bene cos�: esistono tutti i requisiti di necessit� e urgenza�. Il cerchio si chiude.