“Conti” I sindacati si muovono

27/07/2006
    gioved� 27 luglio 2006

      Pagina 4 – Inserto economico

        STRATEGIE. MALDIGERITO IL DPEF, LA PROVA DEL NOVE SAR� LA FINANZIARIA. MA A SETTEMBRE

          DI ETTORE COLOMBO

            Ieri li ha visti Napolitano, domani tocca a Prodi. I sindacati si muovono

              La �strategia del ragno�, come l’abbiamo chiamata, continua. E i �ragnetti�, cio� le principali forze sindacali del Paese, i tre sindacati confederali – cui va aggiunto (ormai de facto, se non de jure) anche l’Ugl – sono, alacremente, all’opera. Definiti i loro �alleati� (i presidenti di Camera e Senato Bertinotti e Marini, l’ala sinistra del governo, quella che parte da Bersani e arriva fino a Ferrero, un bel pezzo della maggioranza che il governo lo regge) altrettanto chiaro � �la preda� che dovrebbe finire impigliata nella paziente – a volte meno, a volte pi� – tela che i sindacati stanno cercando di tessere. E cio� il super-ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, vero bau bau delle relazioni sindacali odierne, nonostante i suoi buoni – con quasi tutti, Cisl, forse, esclusa – rapporti con i leader confederali.

              L’obiettivo � altrettanto chiaro: rendere la prossima legge Finanziaria – la stesura del Dpef, come si sa, � andata come � andata, cio� abbastanza male e, in quel caso, l’unica sponda concreta che i sindacati (Cisl inclusa) hanno trovato dentro il governo ha un nome e un cognome, quello del ministro “comunista” Ferrero – il meno �indigesta� possibile alle classi e ai ceti sociali di riferimento del sindacato. E cio� ai lavoratori.

              Definito il �contesto�, resta da dire delle mosse che i sindacati hanno deciso di mettere in campo. Ieri pomeriggio, ad esempio, � stata la volta di un incontro di tutto riguardo, per Epifani, Bonanni, Angeletti, quello al Quirinale, dove li ha accolti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’incontro, il primo fra i leader sindacali e il nuovo capo dello Stato, � durato circa un’ora ed ha affrontato – spiega una nota – i principali temi della politica economica e sociale e quelli legati all’aggravarsi della situazione mediorientale. �E’ stato un incontro positivo – ha detto Epifani lasciando il Quirinale – Abbiamo ringraziato il presidente per la sensibilit� dimostrata e lui ci ha chiesto un’opinione e noi gli abbiamo esposto le nostre valutazioni su come ci prepariamo al confronto col governo sulla Finanziaria, le nostre preoccupazioni soprattutto sui tagli alla spesa sociale, le nostre richieste di equit� redistributiva e fiscale. Abbiamo inoltre – ha concluso il leader della Cgil – esposto al presidente le nostre preoccupazioni per l’aggravamento della situazione internazionale e dichiarato, raccogliendo il suo apprezzamento, la nostra volont� di lavorare unitariamente�. L’incontro � stato giudicato �molto positivo� anche dal segretario generale della Cisl Bonanni, che ha sottolineato come per i sindacato in questo momento sia �molto importante che ci sia attenzione da parte della pi� alta carica dello Stato�. Sui principali nodi economici e sociali – ha aggiunto Bonanni – �gli abbiamo fatto presente che le risorse necessarie al Paese possono essere reperite con la lotta all’evasione fiscale e contributiva e con l’abolizione del secondo modulo della riforma fiscale di Tremonti. Sulla lotta all’evasone – ha concluso – gli abbiamo chiesto di far sentire la sua voce�. Dal canto suo, il numero uno della Uil Luigi Angeletti, al termine dell’incontro ha sottolineato la grande attenzione del presidente �alla realt� economico-sociale�.

              E la frase del leader della Uil si capisce ancora di pi� se ci si ricorda delle parole – nient’affatto di circostanza ma molto sentite – che il presidente della Repubblica ha fatto battere alle agenzie di fronte alle ultime e pi� recenti fatti di cronaca che hanno visto arrivare tragiche notizie sul fronte delle morti “bianche” sul lavoro, definite una �piaga dolorosa per l’Italia� il giorno dei funerali dell’operaio Antonio Veneziano, morto sul cantiere Catania-Siracusa. �Morti bianche� che hanno causato ancora, in questi mesi, quattro vittime a Pisa, Nuoro, Frosinone e Trento e che costituiscono una �dolorosa piaga per il mondo del lavoro e per l’intera comunit� nazionale�. Al punto che il capo dello Stato ha sentito �di dover rivolgere un pressante appello alle istituzioni e alle forze politiche e sociali a dar seguito, anche tenendo conto dell’attivit� portata a termine nella scorsa legislatura da un’apposita commissione parlamentare di inchiesta la cui relazione conclusiva � stata approvata all’unanimit� nel marzo di quest’anno a tutte le iniziative utili, e non pi� procrastinabili, che valgano ad affrontare senza indugio e con il massimo impegno le gravi problematiche connesse alla sicurezza sui luoghi di lavoro�. Parole, appunto, nient’affatto rituali e un atteggiamento, quello del capo dello Stato, di �grande attenzione� anche per le dinamiche interne al mondo sindacale. Al punto che la segretaria dell’Ugl Renata Polverini pu� non solo dirsi soddisfatta di come � andato l’incontro (pur se �separato� da quello dei confederali) con Napolitano, ma anche notare soddisfatta come �va senz’altro accolto l’appello del capo dello Stato a una maggiore coesione delle diverse espressioni del movimento sindacale, che deve essere in grado di rappresentare nella sua completezza le istanze del mondo del lavoro�.

                Dette delle rose, resta da dire delle spine. Specie di quelle �interne� al mondo sindacale. Se, infatti, il mondo del sindacalismo autonomo �di sinistra� (o meglio, di estrema sinistra) rifiuta ogni logica concertativa e manifesta, da giorni, sotto le sedi di palazzo Chigi, dandosi il cambio con le varie categorie di ordini e professioni (tassisti, avvocati, notai, farmacisti, e chi pi� ne ha ne metta) che hanno preso di mira il decreto Bersani perch� ne ha preso di mira i privilegi, riempendo di gioia le centrali confederali (Ugl e Cisl, in parte, escluse), da un lato � tornato sul tappeto il nodo delle pensioni. Dall’altro, non mancano le “resistenze” – specie nella Cgil – al �sentiero strettissimo� indicato da Epifani nel suo incontro pubblico con Padoa Schioppa alla festa della Cgil di Serravalle, quello che deve coniugare insieme �risanamento e sviluppo�. Al direttivo della Cgil dell’altro giorno, infatti, la relazione di Epifani � stata votata e approvata da quasi tutti, tranne �l’irriducibile� Cremaschi mentre il segretario della Fiom Rinaldini era assente e il riformista fiommino Durante ha votato a favore, ma gli interventi di alcuni esponenti di peso della Cgil (Funzione pubblica in testa) sono stati molto critici. La prova del nove, comunque, arriver� a settembre, con la Finanziaria. Il sentiero � �stretto, strettissimo�. Lo sa Epifani, e lo sa, di sicuro, anche Padoa Schioppa.