“Conti” Governo-sindacati: partenza in salita

12/06/2006
    luned� 12 giugno 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    Governo-sindacati, partenza in salita

      I leader confederali contrari alla correzione dei conti: �Temiamo brutte sorprese�

        Paolo Baroni
        ROMA
        Ore 13.30, colazione a Palazzo Chigi. Pochi invitati selezionati e un men� che per� rischia da subito di essere indigesto per gli ospiti. Oggi, per la prima volta, attorno ad un tavolo siedono da un lato il presidente del Consiglio Romano Prodi, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa ed il sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta e dall’altro i leader dei tre sindacati: Guglielmo Epifani della Cgil, Raffaele Bonanni della Cisl e Luigi Angeletti della Uil. E’ l’avvio della �fase d’ascolto�, una prima presa di contatto tra il nuovo esecutivo e le tre confederazioni, per un giro d’orizzonte sulle questioni d’interesse comune: deficit pubblico, crescita economica, legge Biagi, riforma della previdenza.

          Il �piatto forte� del giorno � certamente rappresentato dalla crisi dei conti pubblici, col deficit che viaggia tra il 4,1 ed il 4,6% e che rende necessaria una manovra-bis da almeno 10 miliardi di euro. Idea poco �digeribile� per le tre confederazioni che da giorni hanno fatto sapere di essere contrarie ad un intervento che rischia si soffocare sul nascere la ripresa dell’economia.

            Snocciolando un numero dopo l’altro e insistendo sulla necessit� di tenere assieme stabilit�, equit� e crescita, Padoa-Schioppa conta di convincere i sindacati. Il primo compito di Prodi, invece, sar� quello di confermare nei fatti che, come promesso, il nuovo governo intende davvero ribaltare il metodo adottato negli anni passati da Berlusconi e Tremonti ripristinando il metodo della concertazione. Il premier punta ad una riedizione del �patto del ‘93�, quando grazie all’�accordo di luglio� il paese riusc� ad uscire dalle secche di una crisi molto pesante. E che lo stesso Padoa-Schioppa giorni fa ha definito �molto simile a quella di oggi�.

              I tre leader sindacali temono che gli eventuali tagli possano andare a colpire la spesa sociale e per questo sono pronti a rilanciare la palla nel campo dell’esecutivo, chiedendo interventi pi� decisi sul fronte della lotta all’evasione ed al lavoro nero. Sar� questo il loro cavallo di battaglia con tanto di campagna di mobilitazione nazionale pronta a partire a giorni.
              Si parler� poi della Legge Biagi, che il centrosinistra si appresta a correggere e su cui Cgil, Cisl e Uil esprimono posizioni differenziate. Il governo punta essenzialmente a ridurre il precariato (lavoro a chiamata, staff leasing, ecc.) puntando a incentivare il lavoro a tempo indeterminato. Epifani vorrebbe invece cancellarla per intero, mentre Bonanni e Angeletti sollecitano innanzitutto l’attuazione della parte relativa agli ammortizzatori sociali.

                Il confronto sul cuneo fiscale e le altre misure a favore dello sviluppo dovrebbero invece far superare alla trojka sindacale il giro di boa della colazione di lavoro. Sul taglio di imposte e contributi che gravano sul costo del lavoro sono tutti d’accordo, semmai la discussione si far� pi� seria quando si entrer� nel merito della questione: quando Padoa-Schioppa e Visco faranno una proposta precisa e quando i sindacati si confronteranno con Confindustria, le cui idee in materia non collimano perfettamente con le loro. Prima questione: in quale proporzione spartirsi le risorse. Pi� alle imprese o pi� in busta paga?

                  Un bruciore di stomaco, per�, anche questa vicenda l’ha gi� prodotto: colpa del ministro dell’Economia che ha evocato un nuovo patto sociale tenendo assieme moderazione salariale, taglio del cuneo e nuovi investimenti per la competitivit� a carico delle imprese. Padoa-Schioppa si � infatti preso subito una bordata di fischi: �la stagione della moderazione salariale � alle nostre spalle – ha dichiarato Angeletti -. Non serve pi� e sarebbe dannosa�. Per Bonanni �� l’esatto contrario di quello che chiediamo�. Pi� defilato Epifani, che mostra di gradire davvero poco il confronto a mezzo stampa. Per questo ha mandato avanti la segretaria confederale Carla Cantone. �Non � certo contenendo il potere d’acquisto dei salari che si risana il debito e si imbocca la strada della ripresa�, ha dichiarato lei, convinta che non si possa �chiedere sacrifici ai soliti noti�.

                  Forse, per�, il piatto pi� �pesante� della colazione di oggi, alla luce delle ultime indiscrezioni, � quello della riforma delle pensioni. I sindacati catalogano le notizie di ieri tra le brutte figure di questo inizio di legislatura. In settimana si replica con Confindustria, ma questa volta a causa dei troppi impegni del premier e di Montezemolo l’incontro sar� a cena. Men� pi� leggero?