“Conti” Gizzi(Assofarm): «Date più licenze a noi»

18/07/2006
    marted� 18 luglio 2006

    Pagina 7 – Politica

    Le farmacie comunali

      Gizzi (Assofarm)
      �No a questo sciopero
      Date pi� licenze a noi�

      intervista
      Luigi Grassia

        �Noi siamo contrari al decreto Bersani cos� com’�, tuttavia non intendiamo fare sciopero insieme con gli altri farmacisti, perch� a nostro modo di vedere il problema del nostro settore non sono questioni di dettaglio come i prodotti da banco in vendita nei supermercati ma l’avvio di una vera liberalizzazione�: cos� Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, spiega come mai i suoi associati (le farmacie comunali) non aderiscono all’agitazione indetta da Federfarma (che raggruppa tutte le altre farmacie).

        Quali sarebbero allora i veri problemi del vostro settore?

          IL problema effettivo � la mancanza di una reale concorrenza e questa potr� essere ottenuta solo riequilibrando il rapporto fra le farmacie private, che oggi sono il 90 per cento, e quelle pubbliche, che in Italia sono solo il restante 10 per cento.

          Ma lei invoca pi� pubblico e meno privato? Cos� si va contro la storia…

            Perch� mai? La sanit� � pubblica e privata e le farmacie sono parte della sanit�. Anche nel nostro settore sarebbe necessaria una sana concorrenza che adesso invece c’� poco nel Nord e nel Centro, e non c’� quasi per niente nel Mezzogiorno, dove le farmacie comunali non esistono o ce ne sono pochissime. Finiscono in Abruzzo, mentre pi� a Sud le potrei citare le poche comunali una per una: le altre, tutte private.

            In teoria � dai privati, non dal pubblico, che dovrebbe venire la spinta alla competizione. Invece quali vantaggi derivano ai clienti dalle farmacie comunali, dove ci sono? Forse esercitano qualche effetto-calmiere sui prezzi?

            Non direttamente, perch� i prezzi dei medicinali sono stabiliti dalle fustelle, ma le faccio un solo esempio: quando era ministro Storace noi abbiamo aderito subito allo sconto del 20% sui farmaci che era stato voluto dal governo, invece i privati lo hanno fatto solo dopo molto tempo e tagliando appena il 10 per cento. ma questo � soltanto un esempio, potrei citare molte altre cose e altre occasioni in cui le farmacie comunali si sono mostrate molto pi� attive sul fronte sociale rispetto alle private, con vantaggio per i clienti.

            All’atto pratico la Assofarm che cosa chiede? Un fifty-fifty delle licenze?

            Non necessariamente un cinquanta a cinquanta ma un riequilibrio delle licenze che porti a una presenza diffusa delle farmacie comunali su tutto il territorio italiano.

            Lei ha altre idee per liberalizzare il suo settore?

            Certo. Ci sono dei vincoli regolamentari che non hanno ragione di essere. Per esempio, perch� la licenza nelle farmacie private va concessa solo a farmacisti? Non c’� ragione per cui debba essere cos�, come dimostra il caso delle farmacie comunali dove questo vincolo non esiste. Nelle farmacie pubbliche si distingue la parte sanitaria vera e propria, che effettivamente deve essere responsabilit� di un farmacista laureato, da quella amministrativa che pu� toccare anche ad altri. Io per esempio sono responsabile amministrativo di una farmacia e sono laureato in architettura.