“Conti” Frodi sulle case e finti floricoltori

21/06/2006
    mercoled� 21 giugno 2006

    Pagina 35 – Economia

      FISCO

        Frodi sulle case e finti floricoltori
        cos� funziona la Grande Truffa

          Gli scambi simulati tra autosaloni italiani e francesi. Gli evasori usano anche Internet
          Tra "caroselli" e "societ� cartiere", le false compravendite per andare a credito
          Rapporto del Fisco sull�evasione Iva: aliquota alta ma gettito ai minimi Ue
          Edilizia, auto e agricoltura: ecco i settori in cui fioriscono le fatture false
          C�� il commerciante che si spaccia per contadino per usufruire delle agevolazioni

            ROBERTO MANIA

              ROMA – Iva � un acronimo che sta per imposta sul valore aggiunto. Si applica – come recitano i manuali di scienza delle finanze – �all�incremento di valore che si realizza in ogni stadio del processo produttivo e distributivo�. Per questo "dovrebbe" pagarsi. "Dovrebbe", perch� molti non lo fanno, evadono. E fanno i furbi. I furbi dell�Iva. Quelli delle fatture false o delle sovrafatturazioni; quelli della "frode a carosello" per cui chi vende � anche chi compra e nessuno paga. O quelli di Internet, che l�Iva pensano sia un�imposta virtuale. O quelli che si "trattano" da contadini, da floricoltori, ma non coltivano la terra, semplicemente perch� fanno i commercianti. O quelli un po� "tradizionali" del lavoro nero che non passa mai di moda. Insomma i vari tipi di furbi scoperti e catalogati in un dossier preparato dai collaboratori del viceministro dell�Economia, Vincenzo Visco.

              A far scattare l�allarme � il rapporto anomalo (il 5,9 %, cio� troppo basso) che solo in Italia esiste tra l�ammontare dell�Iva netta e il valore del Pil, nonostante il nostro Paese abbia un�aliquota di base al 20 per cento (ne esistono altre due del 4 e del 10 per cento per i beni alimentari e per quelli di rilievo sociale), tra le pi� elevate in Europa. Dunque il primo problema riguarda lo scarto tra l�Iva lorda (quella versata da una parte dei contribuenti) e l�Iva netta quella effettivamente incamerata, cio� depurata dagli importi che un�altra parte dei contribuenti ha chiesto a rimborso o ha rinviato come credito all�anno successivo. Come si spiega questa differenza? In parte pu� dipendere dall�andamento del ciclo economico, ma per il resto – si legge nel rapporto del ministero – � legato ai �numerosi schemi di evasione e frodi�.

              Eccone una carrellata.

              Lo schema "a carosello". Si adotta su larga scala nel settore immobiliare; pu� essere "a due" o "a tre". Nel primo caso una societ�, prima vende un immobile, poi si spoglia di tutti i suoi beni, si mette in liquidazione, non paga l�Iva e, a volte, sovrafattura il bene. La societ� che ha acquistato l�immobile chiede il rimborso Iva che per� nessuno ha versato. Il che fa pensare che le due societ� siano collegate. Nello schema "a tre" c�� un passaggio intermedio che in genere fa aumentare il valore dell�immobile. Una variante possibile � quella con il leasing. Ma nella sostanza non cambia nulla.

                Quando il compromesso � falso. In questo caso si chiede il rimborso dell�Iva sulla base di una fattura di cessione di un immobile in presenza di un fasullo compromesso per la vendita. Per aumentare le chance di sfuggire ai controlli si sposta il domicilio fiscale in una regione diversa da quella del "compromesso".

                  ….e il commerciante fa l�agricoltore. Il settore agricolo beneficia di una serie di vantaggi sotto il profilo dell�Iva. Cos� c�� chi pur svolgendo l�attivit� di vendita di fiori, uva o vino, si � registrato come contadino.
                  Il doppio interposto. Serve in particolare per l�acquisto di auto. � uno schema tra i pi� classici: si simula che l�auto in questione sia comprata in un altro Paese (per esempio la Francia) e passi attraverso un doppio interposto (francese e italiano) mentre � sempre rimasta in Italia. Lo schema "a carosello" � usato anche per l�auto, con l�utilizzo di una societ� "cartiera" che emette fatture (appunto carte) false.