“Conti” Epifani: «Se c’è equità, ci stiamo»

10/07/2006
    domenica 9 luglio 2006

    Pagina 3 – Economia/Oggi

    Epifani: �Se c’� equit�, ci stiamo�

      A Serravalle Pistoiese primo faccia a faccia tra il leader della Cgil e Padoa-Schioppa

        di Felicia Masocco
        inviata a Serravalle Pistoiese

        DIALOGO Il varo del Dpef ha caricato di attese l’incontro tra Gugliemo Epifani e il ministro Padoa-Schioppa ieri a Serravalle Pistoiese. Ma gi� dalle prime battute si � capito che il ministro dell’Economia e il leader della Cgil non avrebbero sprecato l’occasione per dialogare dopo il brusco incontro di gioved� sera. Ed � andata cos�. A Epifani che chiedeva equit� , il ministro ha risposto che per i sacrifici �bisogna comunque partire dall’alto, da chi si � arricchito e chi ha evaso le imposte�. A Padoa- Schioppa che reclamava un contributo da tutti perch� la situazione �� pi� grave� di quanto si aspettasse, Epifani ha replicato di essere ben consapevole di quanto la strada sia �stretta�. �Il risanamento va fatto e non � facile farlo con attenzione alle politiche sociali. Ma anche su questa strada il sindacato prover� a lavorare�.

        Non � una disponibilit� incondizionata quella del leader della Cgil. Per contropartita chiede che il governo si attrezzi e mostri �la stessa responsabilit�, rigore e attenzione alle questioni sociali�. Tanto per cominciare �applichi il programma su cui ha avuto il mandato�, �non si pu� chiedere al centrosinistra di fare quello che farebbe il centrodestra. Ci sono ceti, interessi e valori che rappresentano il cuore del programma�. E se � vero che c’� un’interesse generale da rappresentare, � pur vero che �un governo ha un mandato politico�. Ci sono, insomma, milioni di italiani che hanno scelto di cambiare. Sarebbe difficile andargli a spiegare che hanno malriposto le loro aspettative. Quindi la conclusione: �Se il governo sar� coerente con il programma, bene – se si smarrisce sar� difficile percorrere questa strada�.

        Il ministro ascolta e prende appunti. Incalzato dall’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi che ha moderato il dibattito, ad un certo punto non ha potuto glissare la domanda sulla tempistica della manovra. Ha probabilit� di svilupparsi in due anni anzich� in uno? �Solo quando avremo definito “come” intervenire si potr� sapere se l’orizzonte sar� quello del 2007 oppure pi� lungo�, ha risposto Padoa-Schioppa. Se si tratta di interventi strutturali che maturano i loro effetti non nel tempo di una legge , �sono aperto a considerare la logica dell’estensione anche a Bruxelles. Ma sarei sciocco dire oggi che l’Italia si pone fuori da patti. Non ho argomenti. Probabilmente tra due mesi li avr� e sar� pronto a difendere la richiesta dell’allungamento dei tempi�. Fosse cos�, le misure si spalmerebbero su due anni e sarebbero meno dolorose. Ma per ora resta un’ipotesi.

        Le conferme del ministro riguardano invece i quattro settori di intervento. Sanit�, previdenza, enti locali e funzioni statali. �Quattro campi di intervento? Venendo qui il ministro mi diceva che ne basterebbe uno!� afferma a un certo punto Epifani. Che pone i suoi paletti. �I tagli per i tagli non ci interessano. Siamo disposti a discutere su come razionalizzare l’esistente, ad eliminare gli sprechi, ma guai a perdere di vista le condizioni delle persone�. E questo vale tanto per la sanit�, quanto per i precari da stabilizzare. E sulle pensioni sia chiaro �che non abbiamo permesso a nessun governo di tagliare per fare cassa, senza processi di rifoma che implicano tempo, consenso e una corrispondenza tra risparmio di spesa e copertura di casi prima scoperti�.

        Tra avvertimenti e offerte di disponibilit� da una parte e dall’altra il faccia a faccia va avanti per un’ora e mezzo. Tommaso- Padoa Schioppa alcune volte rassicura, altre si limita a spiegare. Si dice d’accordo su molto di quanto affermato dall’interlocutore, sulla concertazione, ad esempio e sulla riduzione del cuneo fiscale. La Cgil preferisce �un cuneo selettivo�, non va dato a chi opera in monopolio, a chi non si espone. Non pu� essere la sola risposta alla mancanza di competitivit�. Il ministro ne approfitta per strigliare le imprese. �Il cuneo � importante ma non � tutto. Abbiamo un problema di crescita della produttivit�: non � un problema di finanza pubblica o di dinamica salariale. Ma dipende dalla capacit� dell’impresa di saper innovare�.