“Conti” Decollo difficile per «Tps»

14/06/2006
    mercoled� 14 giugno 2006

    Prima Pagina e pagina 6 – Primo Piano

    SOTTO I RIFLETTORI – TUTTI STUDIANO PADOA-SCHIOPPA. E LUI PRENDE APPUNTI

      Decollo difficile per �Tps�
      Il superministro tecnico
      a disagio con la politica

        personaggio
        PAOLO BARONI

          QUALCUNO sostiene che forse il ministro avrebbe bisogno di un consigliere politico. Non per le questioni �alte� che Tommaso Padoa-Schioppa sa certamente gestire bene, ma per la �bassa cucina�, che anche ad un superministro dell’Economia come lui tocca ogni tanto praticare. Ad esempio per trattare coi sindacati, o con i partiti della coalizione. Ovviamente in via XX Settembre ad una soluzione del genere non ci pensano. �Non � previsto�. �Non serve�.

            Eppure, il primo faccia a faccia di luned� a palazzo Chigi qualcosa dovrebbe avere pure insegnato. Cgil, Cisl e Uil hanno gi� stoppato ogni iniziativa di �Tps� come si dice in giro? Forse no, ma di certo la trojka sindacale di paletti ne ha piantati molti: pensioni, manovra, cuneo fiscale, moderazione salariale, e soprattutto �metodo� del confronto. I presenti raccontano che mentre Bonanni parlava e Prodi (spesso) annuiva, il ministro prendeva appunti. Angeletti diceva la sua, e via altre pagine che si riempivano. Idem con Epifani, dei tre senz’altro il meno aggressivo e il pi� dialogante. Per il superministro pi� che una colazione di lavoro informale � stato insomma un po’ come un primo giorno di scuola. �Ma forse – si � lasciato scappare uno dei commensali – quella era davvero la prima volta che Padoa-Schioppa si trovava di fronte a dei sindacalisti�. Coi politici non � che vada poi tanto meglio: al ministero si � detto subito che era stato quasi �commissariato� tanto era spessa la cintura di viceministri di peso (Visco e Pinza) e sottosegretari �politici� che gli era stata stesa attorno. E che dire dell’incontro a San Martino in campo, quando l’annuncio di �sette mesi di passione� lasci� sconcertati tutti i colleghi di governo?

              Certo, raggiunti i 66 anni di et� e conquistata la guida del pi� autorevole dei dicasteri, �Tps� forse non si immaginava di dover imparare un altro mestiere. Il suo bagaglio di esperienze, dalla Banca d’Italia alla Commissione Ue, dalla Consob alla Bce, � tra i pi� ricchi e fa di lui una delle personalit� pi� stimate in Italia e all’estero. Il suo rapporto col potere? Ieri, intervenendo a Roma alla presentazione di un volume di Giovanni Bazoli su �Mercato e disuguaglianza�, Padoa-Schioppa ha parlato dell’argomento legandolo alla democrazia e all’etica. E citando una frase di Beniamino Andreatta ha ricordato che quando si diventa ministro �il potere lo si riceve in prestito, pronti a restituirlo in qualsiasi momento� ma anche �a farlo rendere nel frattempo, cos� come il banchiere deve far rendere il denaro che gli � stato consegnato in deposito�. Non ha spiegato se questo era anche il suo approccio, certamente sembra calzargli quasi a pennello.

                Il leader della Cisl Raffaele Bonanni, che da buon abruzzese testardo ha subito cominciato a marcarlo stretto, l’ha ribattezzato �il ventriloquo di Maroni� leggendo nella sua prima intervista una linea di continuit� coi metodi adottati dal precedente ministro del Lavoro. �C’� la fase dell’ascolto e poi quella della decisione, che spetta unicamente al governo� aveva spiegato �Tps� sollevando un vespaio di polemiche: �Parole pesanti come pietre�. Al pranzo di luned� � toccato al ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani ed al sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta mediare. Giudizio finale dei sindacalisti: �Si � rivelato poco pratico di politica, dei riti e dei meccanismi che governano il nostro mondo�. Unico a difendere �Tps�, Guglielmo Epifani, che in una intervista che uscir� su Rassegna sindacale spiega che Prodi ha avallato la sua posizione in tema di concertazione che �valorizza il punto di vista delle parti sociali�.

                  A via XX Settembre si ostenta sicurezza: nessun dietro-front, n� tantomeno nessuna sconfessione da parte di Prodi. Solo �fraintedimenti�. Che la situazione dei conti pubblici sia grave � un dato assodato, e poco importa se l’esempio � quello �del ‘92� o �del ‘96�: le parole pronunciate dal premier in occasione della fiducia al Senato sono quasi identiche a quelle dell’intervista rilasciata dal ministro. Idem per la concertazione, che �non pu� essere cogestione� come lo stesso Prodi ha sostenuto all’assemblea della Confindustria. Di moderazione salariale non si � mai parlato come misura da adottare immediatamente, ma – si fa notare – � normale che un ministro dell’Economia sostenga una posizione del genere. Quanto alla selettivit� del taglio del cuneo al Tesoro ieri hanno accolto con favore una prima timida apertura contenuta nel fondo pubblicato da Il Sole 24 Ore, dopo che Confindustria appena 4 giorni fa aveva ribadito che �il taglio deve valere per tutti�.

                    La bussola che guida Padoa-Schioppa resta quella annunciata al termine dell’Ecofin in Lussemburgo: stabilit�, efficienza, equit�. Una �formula magica� che ai sindacati dovrebbe piacere. �Non saranno chiesti sacrifici a chi ha gi� dato�, insistono al ministero. Dove la parola sciopero, evocata di nuovo ieri dalla Cisl, non la vogliono proprio sentire. �Prima, almeno, attendano la presentazione dei provvedimenti�.