“Conti” Cuneo fiscale: Epifani frena

14/06/2006
    mercoled� 14 giugno 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

    COSTO DEL LAVORO
    I SINDACATI

      Cuneo fiscale, Epifani frena:
      �Non � lo strumento giusto�

      Il leader della Cgil: servono scelte pi� selettive

      ROMA – La Cgil frena sul taglio del cuneo fiscale, cio� sulla riduzione delle tasse sul lavoro, uno dei capisaldi del programma di governo. Lo fa con un’intervista del segretario generale, Guglielmo Epifani, al settimanale della stessa Cgil, Rassegna sindacale . In sostanza Epifani dice che sarebbe sbagliato pensare che il taglio del cuneo sia sufficiente a realizzare gli obiettivi di politica economica, che servono invece pi� strumenti e che � meglio pensare a una riduzione inferiore ai 5 punti annunciati dal presidente del Consiglio, Romano Prodi.

        Una posizione che si scontrer� sicuramente con quella della Confindustria, che reclama invece i 5 punti di sconto �per tutte le imprese�, ma che potrebbe innescare frizioni anche con la Cisl e la Uil, impegnate finora a ottenere che la riduzione del costo del lavoro vada a premiare le retribuzioni nette, soprattutto quelle pi� basse. In ogni caso, quello che sta emergendo � che i sindacati procedono in ordine sparso. Per il governo, alle prese con la preparazione del Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) e della manovra bis, la situazione si complica.

        Sul cuneo, dice Epifani, �se si pensa di fare, come si dovrebbe, un intervento selettivo, equo e non "a pioggia", non � quello lo strumento giusto�. In altre parole, se il governo punta a far s� che le imprese si indirizzino verso produzioni innovative e di qualit�, �credo che si debbano usare pi� strumenti�, anche a costo di sacrificare in parte lo sconto di 5 punti: �Una riduzione pi� contenuta del cuneo, un’operazione sull’Irap, una sul fisco per i redditi da pensione e da lavoro� costituiscono il mix di interventi che, secondo Epifani, pu� consentire di fare insieme politica industriale politica sociale.

        Non solo. Un forte taglio del cuneo contiene un’insidia, ricorda il leader della Cgil. C’� il rischio infatti che vengano tagliati in parte anche i contributi che vanno all’Inps, ma questo andrebbe a incidere �direttamente sulle prestazioni�, determinando un alleggerimento delle future pensioni, �e questo rappresenta ovviamente un problema�. Non va dimenticato che gi� col governo Berlusconi il sindacato si oppose alla proposta di taglio dei contributi previdenziali, la cosiddetta decontribuzione proposta dall’allora ministro del Lavoro Roberto Maroni, nonostante il disegno di legge di riforma prevedesse l’intervento sostitutivo dello Stato che avrebbe pagato attraverso le entrate fiscali i contributi salvaguardando cos� l’importo delle pensioni.

        Adesso il dibattito verte soprattutto sul quanto e sul come del taglio. Prodi ha promesso 5 punti subito, per un costo di almeno 10 miliardi di euro. Primo problema: dove trovare le entrate per finanziare lo sconto. Secondo problema: come articolare il provvedimento. La Confindustria dice che deve andare per i due terzi a vantaggio delle imprese, senza distinzioni tra le stesse. Il sindacato replica che lo sconto va diviso a met� tra aziende e lavoratori e il governo aggiunge, sostenuto da Cgil, Cisl e Uil, che deve essere selettivo. Ma cosa questo significhi non � ancora chiaro. Secondo il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il premio deve andare alle imprese che trasformano i posti di lavoro a termine in assunzioni a tempo indeterminato, secondo altri ministri solo alle aziende che esportano. Ora Epifani rimescola ancora le carte.

        Se Guglielmo Epifani (nella foto) frena, la Confindustria nel recente convegno di Santa Margherita ha ribadito di puntare alla riduzione generalizzata del cuneo fiscale

        Enrico Marro