“Conti” Con le aperture ai sindacati cresce il disagio di Padoa-Schioppa

04/09/2006
    luned� 4 settembre 2006

    Pagina 4 – Economia

      IL RETROSCENA

        L�ipotesi iniziale dell�et� pensionabile a 62 anni, attribuita alla Ragioneria, ha suscitato l�ira di Damiano, appoggiato da Prodi

          Ma con le nuove aperture ai sindacati cresce il disagio di Padoa-Schioppa

            CLAUDIO TITO

              ROMA – �Abbiamo un mese per preparare la manovra e la riforma delle pensioni. Abbiamo iniziato a discutere con largo anticipo per raggiungere un�intesa dentro il Parlamento e con le parti sociali. Senza un accordo ampio sarebbe difficile raggiungere gli obiettivi. Lo devono capire tutti�. La parola finanziaria � ormai diventata sinonimo di riforma previdenziale. Romano Prodi ne � convinto. Ed � consapevole del fatto che il possibile autunno caldo potr� essere superato solo con un "grande patto". Da sottoscrivere con gli alleati, con la Confindustria e soprattutto con i sindacati. Dopo le scintille di quest�ultima settimana, infatti, al primo punto dell�agenda di Palazzo Chigi spunta proprio il rapporto con Cgil, Cisl e Uil. Senza il via libera di Epifani, Bonanni e Angeletti difficilmente il governo potr� chiudere il cerchio dei conti pubblici. Anche perch� solo con il loro disco verde, il Professore ritiene di poter abbassare la resistenza dell�ala radicale dell�esecutivo. �Ma il rapporto con i sindacati – ripete ai suoi da giorni – va salvaguardato�. Solo cos�, avverte, si possono comporre le spinte della componente "rigorista" e di quella "sociale".

              Gi� stamani, allora, nell�incontro con i capigruppo dell�Unione, il presidente del consiglio avvier� la discussione volgendo lo sguardo soprattutto verso le organizzazioni sindacali. Perch�, appunto, �tutti devono capire� che solo con il dialogo sono praticabili gli obiettivi segnati nel Dpef. E, a suo giudizio, lo deve capire pure Tommaso Padoa-Schioppa. Il ministro dell�Economia, appunto. A Via XX Settembre, negli ultimi giorni, in molti non nascondono un certo �disagio�. Prima i moniti di Bruxelles, della Bce e del Fondo monetario, poi le nuove concessioni ai leader sindacali in campo previdenziale. Tutti elementi che hanno innervosito l�ex banchiere di Francoforte che anche da ministro ha fatto del "rigorismo" una vera e propria bandiera. Il titolare del Tesoro si sente allora �stretto� nelle dinamiche politiche dell�Unione. E anche ieri a Cernobbio ha fatto poco per nascondere il suo �malessere�. A questo punto, anzi, � deciso a puntare a piedi sulla riforma delle pensioni: �Non � pi� rinviabile e deve essere vera�. La considera il segno di discontinuit� e l�unico messaggio comprensibile dai mercati e dalle istituzioni internazionali.

              Un atteggiamento fermo che non � passato inosservato. Tant�� che alcuni ministri hanno attribuito al suo dicastero la responsabilit� di aver fatto trapelare le indiscrezioni sulle ipotesi di fissare a 62 anni l�et� per le pensioni di anzianit�. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, si � sfogato sia con Prodi, sia con alcuni capigruppo della maggioranza. In particolare non gli � piaciuto uno studio della Ragioneria generale dello Stato, guidata da Mario Canzio, con alcune ipotesi �severe� sulla riforma previdenziale. �E io – � stato il ragionamento di Damiano – sono dovuto correre ai ripari�. Per placare le ire di Rifondazione e Pdci da una parte, e della Cgil dall�altra, ha quindi utilizzato la tribuna di Cernobbio per annunciare che sar� possibile andare in pensione anche sotto i 60 anni sia pure con lievi disincentivi. Alta tensione anche nella Quercia che si sente messa sotto pressione dalla strategia d�attacco di Via XX Settembre: �Sono cose che rischiano di spiazzarci politicamente�. Perch� se i traguardi del risanamento – compresi quelli in materia previdenziale – sono per Piero Fassino fuori discussione, il segretario diessino non vuole per� mettere gli interlocutori davanti al fatto compiuto: �I tavoli si fanno per negoziare e non avendo gi� una conclusione in tasca�.

              E gi�, perch� quei progetti hanno gettato scompiglio in parte dell�Unione e soprattutto nei sindacati. Esattamente quello che non vuole Prodi. Certo, il premier considera questo fuoco di fila solo �il primo passo della trattativa�. Nel rispetto della pi� classica tattica sindacale. Cui ha fatto da contrappeso la Confindustria �a volte preoccupata pi� dalla platea "vicentina" che dai contenuti�. Allora, pur condividendo i traguardi tracciati da Padoa-Schioppa, insiste per seguire una linea �pi� politica� anzich� tecnicamente �rigorista�: �Ho scelto di anticipare i tempi proprio per dare spazio al negoziato�. Cos� ha voluto lanciare una stoccata all�opposizione, e in particolare a Giulio Tremonti, definendo �maliziose� le sue interpretazioni sulla riforma delle pensioni. Nello stesso tempo ha confermato a Giulio Santagata, il ministro per l�attuazione del programma, l�incarico di compilare una revisione �anti-spreco� sulle spese dei ministeri. L�obiettivo del Professore � stemperare gli approcci troppo �drastici� per �raggiungere comunque gli obiettivi� convinto che �la trattativa sar� lunga�.

                Tant�� che l�idea di sfilare la riforma previdenziale dalla Finanziaria non � stata pregiudizialmente bocciata da Palazzo Chigi. Nel bilancio, va ripetendo, le voci sulla spesa previdenziale ci dovranno comunque essere, poi �le modalit� con cui varare il nuovo sistema si concorderanno nella trattativa�.