“Conti” C.Damiano: «Dico no alla manovra in due tempi»

12/06/2006
    luned� 12 giugno 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    �NON VOGLIAMO CAMBIARE TUTTO QUEL CHE HA FATTO IL PRECEDENTE GOVERNO, MA SOLO QUELLO CHE NON FUNZIONA, NON � EQUO O PRODUCE PRECARIET��

      Damiano
      Dal ministro un altol� a Padoa-Schioppa:
      �Dico no alla manovra in due tempi�

        intervista
        Francesco Manacorda

          MILANO
          �Mi auguro che le nostre proposte abbiano dimostrato definitivamente agli industriali che non abbiamo intenzione di azzerare tutto quello che ha fatto il precedente governo, ma che vogliamo cambiare ci� che non funziona, ci� che non � equo e ci� che produce precariet�. Il convegno dei giovani imprenditori di Confindustria �dove ho visto attenzione e rispetto� � alle spalle; davanti – oggi – c’� l’apertura del confronto tra governo e parti sociali sulla politica economica. E in queste ore il ministro del Lavoro Cesare Damiano batte con forza su quello che considera uno dei principali problemi se non �il� problema del mondo del lavoro: troppa precariet� e poca sicurezza. E’ una posizione che oggettivamente lo porta su strade diverse da quelle di altri componenti dell’esecutivo. Non � con il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, che vorrebbe legare la riduzione del cuneo fiscale a innovazione e guadagni di produttivit�, n� con il vicepremier D’Alema, che a Santa Margherita ha parlato di sostenere �le imprese al fronte�.

            Ministro, la concertazione prima di tutto. Padoa-Schioppa ha detto che non costituisce �il momento della decisione�. Lei a Santa Margherita ha difeso invece il metodo del ‘93…

              �Ho parlato della concertazione del ‘93 non tanto perch� pensi che oggi sia necessario riavviare un grande patto tra le parti sociali, ma perch� si devono aprire tavoli sui problemi pi� importanti tra quelli ereditati, prima di tutto previdenza e cuneo fiscale�.

                Ma � un metodo che vale ancora?

                  �E’ chiaro che la concertazione si propone di arrivare a una sintesi condivisa. L’azione delle parti sociali � fondamentale, fermo restando le prerogative del governo e l’ultima parola che come sempre spetta al Parlamento. Ed � evidente che in assenza di conclusioni comuni il governo ha la necessit� di agire. Ma questo � un passo da fare solo se non si riesce a trovare un accordo, una condivisione. Ecco quale deve essere il nostro obiettivo. Questa � la mia opinione, che pu� anche confrontarsi con opinioni diverse. Ma mi sembra inutile alzare polveroni anzitempo su argomenti che vanno invece trattati con tranquillit� e soprattutto – per quel che riguarda il governo – in modo collegiale, dando poi al presidente del Consiglio il compito della sintesi�.

                    Anche sulla riduzione del cuneo fiscale lei non � in sintonia con Padoa-Schioppa. Deve servire a premiare chi innova e guadagna produttivit� o ad altro?

                      �Su questo ho un’opinione molto precisa. La riduzione del cuneo � la prima azione che deve compiere il governo per coniugare il rigore con lo sviluppo e l’equit�. E poi la riduzione di cinque punti deve essere ripartita tra l’impresa e il lavoro. La selezione deve essere collegata a un criterio fortemente oggettivo che per me coglie anche l’esigenza di portare il Paese verso la stabilit� del lavoro. Per questo ritengo che la riduzione del cuneo fiscale debba essere indirizzata ai contratti a tempo indeterminato, che rappresentano la gran parte degli occupati�.

                        E l’innovazione? Come si premia?

                          �Si possono incentivare specificamente le imprese. Mi sembra un problema diverso dalla riduzione del cuneo fiscale�.

                            Quindi prima di tutto lotta al lavoro precario…

                              �Sta nel programma dell’Unione, che io difendo a spada tratta. Penso anche che – compatibilmente con le risorse – sarebbe opportuno reintrodurre il credito d’imposta nelle aree svantaggiate in modo da dare un altro incentivo a trasformare il lavoro flessibile in stabile o assumere direttamente a tempo indeterminato. E poi bisogna aumentare i contributi del lavoro flessibile. Io propongo di aumentare i contributi dei contratti a progetto, che oggi sono al 19%, per ridurre quelli dell’industria, che sono al 43%�.

                                Ma lei vede il rischio di una manovra con molto rigore e poco sviluppo?

                                  �Io sostengo con forza, e mi pare che questa sia la posizione di tutto il governo, l’obiettivo di tenere insieme rigore, sviluppo ed equit�. E sarei fortemente contrario a una manovra in due tempi che metta prima il rigore e poi lo sviluppo�.

                                    Ministro, le pensioni cambieranno nel 2007, come ha scritto il Sole 24 Ore, riportando studi dei tecnici dell’esecutivo?

                                      �Sulle pensioni ho un riferimento che � la legge Dini del ‘95 e non sento il bisogno di nuove riforme perch� quelle precedenti hanno consentito di ottenere forti risparmi. Si tratta di fare alcune modifiche che abbiamo gi� annunciato, una delle quali � la revisione dello scalone del 2008 che � una misura iniqua, che pesa su una specifica porzione di lavoratori. La mia proposta � trovare una soluzione che consenta un’uscita pi� morbida, trovando misure alternative per far tornare i conti. Poi c’� l’esigenza di far decollare le pensioni integrative, estendendole anche al settore pubblico e al lavoro atipico�.

                                        Niente modifiche dell’et� pensionabile per le donne o revisione dell’et� per l’anzianit�?

                                          �Le notizie su presunte modifiche del sistema pensionistico sono destituite di fondamento. E’ una discussione tutta ancora da fare�.

                                            A Santa Margherita, tra i giovani imprenditori c’� stato un cambio di registro rispetto a Vicenza e a Varese. Ma sta davvero cambiando qualcosa?

                                              �E’ noto che la cosiddetta base di Confindustria ha un orientamento prevalente di centrodestra. Ma � altrettanto noto che una grande organizzazione come Confindustria fa i conti con i governi esistenti. Mi � parso che da parte dei giovani imprenditori ci fosse nei confronti dei rappresentanti del governo un atteggiamento di attenzione e di rispetto�.

                                              Monntezemolo chiede al governo il coraggio di scelte anche impopolari. Lo avr�?

                                                �Io spero soprattutto di fare scelte utili per il Paese�.