Conti, Bruxelles vede nero

01/04/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
077, pag. 3 del 1/4/2003
di Giampiero Di Santo


Lo rivelano gli ultimi dati messi a punto dagli analisti della Commissione europea.

Conti, Bruxelles vede nero

La disoccupazione sale e la fiducia tocca i minimi

La disoccupazione sale, l’inflazione non arretra (è stata pari al 2,4%), la guerra prosegue e la fiducia in una ripresa economica rapida viene meno. Anzi, crolla, se si considera che in marzo il superindice della commissione europea si è fermato a 97,8 in Eurolandia e a 98 nell’intera Ue.

Con un calo di 0,6 punti che era stato registrato solo alll’indomani di un evento catastrofico come l’attentato alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001. È stato proprio l’indicatore messo a punto dagli uomini del presidente, Romano Prodi, a segnalare il netto peggioramento del clima economico nel marzo del 2003.

´Le prospettive economiche di breve periodo si sono deteriorate in modo marcato’, sottolineano gli analisti di Bruxelles. ´Questi sviluppi sono principalmente attribuibili alla forte riduzione del commercio al dettaglio e a un ulteriore deterioramento della fiducia di industriali e consumatori’. La flessione ha risparmiato solo il settore delle costruzioni, rimasto stabile sia nell’area dell’euro che nell’intera Unione europea. Ma si tratta, appunto, di un’eccezione a una regola che non lascia presagire nulla di buono per il futuro prossimo.

In tutta Europa, del resto, imprese, consumatori e famiglie non attendono certo buone notizie dal fronte iracheno. Belgio e Danimarca, con cali della fiducia di 0,8 punti, sono in testa alla classifica degli europessimisti. Ma anche Germania (-0,5) e Francia (-0,3) non danno certo prova di ottimismo, mentre l’Italia, con il suo -0,2, fa appena meglio. Solo Lussemburgo e Olanda hanno mantenuto invariata la loro fiducia nella ripresa economica, mentre il Portogallo ha manifestato un poco diffuso ottimismo, se si considera che il superindice nel paese lusitano è salito di 0,3 punti.

L’indicatore riservato all’industria ha segnalato una diminuzione di un punto dell’Eurozona e di due punti nell’Unione europea. Gli imprenditori più perplessi sul futuro sono quelli belgi (il superindice è sceso di 5 punti), seguiti dai colleghi danesi (-4), irlandesi (-3, tedeschi e francesi (a -2). Gli industriali italiani e spagnoli non hanno manifestato segnali di miglioramento o peggioramento, mentre aumenti sono stati registrati in Finlandia (+6), Lussemburgo (+2), Regno Unito e Portogallo (+1). I consumatori, invece, hanno manifestato un pessimismo diffuso un po’ ovunque e il superindice è sceso di due punti sia nell’Ue che in Eurolandia. Il calo più consistente (7 punti) è stato registrato in Austria, ma anche in Francia (-4), Germania (-2) e Italia (-1) ha prevalso il pessimismo. Solo in Irlanda, Portogallo e Finlandia i consumatori non hanno peggiorato le proprie aspettative. ´L’ulteriore deterioramento negli sviluppi attesi della situazione economica e della situazione finanziaria delle famiglie insieme con un aumento anticipato della disoccupazione sono all’origine di questo peggioramento’, ha affermato Bruxelles.