“Conti” Bonanni ed Epifani «cercano» Amato

30/06/2006
    venerd� 30 giugno 2006

      Pagina 13 – Primo Piano

        I PROTAGONISTI
        Politica e Lavoro

        E nel giorno della nuova concertazione Bonanni ed Epifani �cercano� Amato

          Enrico Marro

            ROMA – La riunione � appena finita, il rito della grande concertazione si � consumato: da una parte del lungo tavolo il presidente del Consiglio Romano Prodi e mezzo governo, dall’altra i vertici di una quarantina di organizzazioni sindacali e imprenditoriali. Al rito ha partecipato per la prima volta Tommaso Padoa-Schioppa, con parole solenni, che poi rilancia nella conferenza stampa: �La concertazione � un momento di ascolto e ricerca di accordo. Accordo e concertazione sono parole del linguaggio musicale. Oggi c’era musica�.

            Toni retorici, celebrazione altisonante della concertazione, come nelle parole dello stesso Prodi: �Quella di oggi � una data importante per il governo e, lasciatemelo dire, per il Paese. Non voglio enfatizzare un momento che dovrebbe semplicemente rappresentare una prassi quotidiana, ma davvero qui siamo di fronte a una svolta�. Sembra di essere tornati ai primi anni Novanta, quelli dei governi Amato e Ciampi, che portarono all’accordo del luglio 1993, il patto sociale di politica dei redditi che agevol� il risanamento dei conti pubblici e l’ingresso nell’euro, anche se il presidente del Consiglio assicura che non � un �ritorno al passato, ma un passo verso il futuro�. Toni che fanno certo piacere ai leader sindacali, anche se appaiono loro un po’ forzati, un po’ tardivi in bocca all’ex banchiere centrale che fino all’altro giorno ha spinto per una manovra pi� decisa dal lato dei tagli. Ma che rimane pur sempre, come ha osservato il ministro della Solidariet� Paolo Ferrero, un civil servant di formazione azionista, proprio come Ciampi.

            I leader della Cgil, Guglielmo Epifani, e della Cisl, Raffaele Bonanni, sciamano insieme con un centinaio di persone che hanno affollato la Sala Verde di Palazzo Chigi. Vedono il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, gli vanno incontro, lo salutano, si appartano. Comincia cos� una ristretta informale tra sindacalisti consumati (poco dopo arriva anche il segretario della Uil, Luigi Angeletti) e il padre della concertazione, quello che da presidente del Consiglio negozi� l’accordo che poi fu ereditato e firmato dal suo successore Carlo Azeglio Ciampi il 23 luglio 1993. Amato dice di condividere alcune delle cose sostenute al tavolo dai sindacalisti. Si parla di pubblico impiego e il ministro racconta che anche lui a Prodi ha suggerito che il problema non si affronta dicendo che ci sono da tagliare centinaia di migliaia di dipendenti, ma attraverso una riorganizzazione della pubblica amministrazione. Si parla del calo della produttivit�, il problema dei problemi. E anche qui Amato mostra attenzione agli argomenti messi sul tavolo dai leader sindacali. C’� Bonanni che ha insistito sulla necessit� di legare la produttivit� ai salari. C’� Angeletti che vuole la detassazione degli aumenti ottenuti in azienda.

            Il gruppetto prende l’ascensore per scendere al piano terra. Nel cortile il �Dottor Sottile� continua la sua lezione. Qualche battuta � inevitabile. I leader del sindacato, che nei giorni scorsi hanno faticato a trovare un punto di riferimento nel governo per aprire la trattativa su manovra e Dpef, sanno che Amato sarebbe perfetto per quel ruolo. Qualcuno prova a suggerirlo, l’ex presidente del Consiglio, con eleganza, fa osservare che oggi lui fa il ministro dell’Interno. Ma questo non significa che non abbia fatto pesare e che non far� pesare la sua esperienza.

            Epifani, Bonanni, Angeletti vanno via soddisfatti. Il segretario della Uil lascia che al suo posto sia Paolo Pirani a fare la conferenza stampa e corre verso la sua casa al mare. La concertazione � ripartita. Prodi l’ha battezzata, Padoa-Schioppa ha concelebrato e su Amato si pu� contare per farla crescere. Si faranno i tavoli ai ministeri e forse a settembre si pu� tentare un nuovo patto sociale. Per Cgil, Cisl e Uil i 5 anni del governo Berlusconi sono proprio alle spalle. Tanto che in serata Palazzo Chigi riconvoca a sorpresa i tre sindacalisti perch� Prodi ha deciso di stringere i tempi e approvare oggi la manovrina. Angeletti arriva trafelato, in pantaloni militari, polo e un’improbabile giacca gessata. Con il sottosegretario Enrico Letta si discute del tasso d’inflazione programmata da �concordare�. E qualcuno, nel sindacato, si lascia scappare: �Stiamo scrivendo la manovra e il Dpef�.