“Conti” Baretta: a tre condizioni si può innalzare l’età

18/07/2006
    marted� 18 luglio 2006

    Pagina 9 – Politica

    Baretta: a tre condizioni
    si pu� innalzare l’et�

      intervista
      RAFFAELLO MASCI

        ROMA
        Ne ha parlato il ministro Tommaso Padoa-Schioppa, l’ha ripetuto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, si � aggiunto il leader di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo: le pensioni sono sotto tiro, e il sindacato � sul chi vive.

        Pier Paolo Baretta, segretario generale aggiunto della Cisl. Che effetto le fanno questi venti di guerra sulla previdenza?

          �Mi piacerebbe che venisse fatta chiarezza sulla discussione. Dobbiamo toccare le pensioni per cosa? Se � per fare cassa, sarebbe l’intervento pi� sbagliato. Se servono soldi e si pensa di recuperarli dalle pensioni, c’� un unico modo per agire: tagliare quelle attualmente erogate della cifra che si vuole recuperare. � una cosa paradossale, tant’� che nessuno si � mai sognato di proporla�.

          Evidentemente non � questo l’obiettivo. E allora per che cosa si pu� intervenire sulla previdenza?

            �Di pensioni si pu� discutere solo in una logica di sistema: la vita media per fortuna aumenta e si pone un problema di sostenibilit� da qui al 2030�.

            Se questo � il tema, si pu� affrontare senza che i sindacati si inalberino?

              �I sindacati si “inalberano”, come dice lei, solo se la materia del contendere � poco chiara, se le minacce si sostituiscono alle proposte. Per� s�, di questo si pu� parlare. Ad alcune condizioni�.

              Quali?

                �Prima. Che il potere di acquisto dei trattamenti pensionistici non venga intaccato. Che lo si sia fatto in passato non lo diciamo noi, ma il governatore della Banca centrale. � un dato acquisito ormai, tant’� che tutti spingono per la previdenza integrativa. Segno evidente che serve un’integrazione a qualcosa che ha perso di valore�.

                La seconda?

                  �Il Tfr nei fondi. Se questa operazione fosse stata portata a termine, il sistema oggi non sarebbe cos� precario. La previdenza avrebbe le sue due “gambe” e potrebbe affrontare il futuro con una differente serenit�.

                  Si parla anche di innalzamento dell’et� pensionabile.

                    �E questa materia � la terza condizione. � veramente necessario porre il problema dell’et�? Pensiamoci, discutiamone, ma non come una spada di Damocle che pende sulla testa di chi sta per ritirarsi dal lavoro, ma come una possibilit�. In una parola: flessibilit� in uscita�.

                    In che termini? Da una certa et� a una certa et�?

                      �Sui dettagli tecnici si pu� ragionare. � materia secondaria�.

                      Riassumiamo. Tre condizioni per discutere: no tagli al reddito, s� misure strutturali come la previdenza complementare e la flessibilit� in uscita.

                        �Perfetto�.

                        Ma il governo potrebbe dirvi: datemi queste misure strutturali, che avranno effetto per il futuro, ma intanto io ne calcolo le ricadute in termini di risparmio gi� da adesso. � possibile?

                          �Pu� essere una proposta. Se il governo � disposto ad aprire una trattativa sui tre punti che le ho detto, un discorso del genere � possibile. Ma ci faccia prima vedere i conti�.

                          In che senso?

                            �La criticit� attuale � fondata ancora sui conti (contestati) e sulle prospezioni del governo Berlusconi. Se vogliamo fare chiarezza fino in fondo cominciamo dai numeri. O no? Per intanto per� una cosa il governo la deve fare: non seminare il panico. Negli ultimi dieci anni il regime pensionistico � stato toccato quattro volte. Il risultato � diametralmente opposto a quello sperato: chi poteva ha lasciato il lavoro, e la spesa pensionsitica � aumentata�.