“Conti” Appello della Bce all´Italia

25/05/2006
    gioved� 25 maggio 2006

    Prima Pagina e Pagina 7 -Economia

    L�ANALISI

      Per la Banca centrale europea "il governo non deve perdere tempo, tutti aspettano un segnale forte"

      Appello della Bce all�Italia
      "Manovra bis da 7 miliardi"

        Massimo Giannini

          PURTROPPO aveva ragione l�Economist. Dopo 5 anni di dissipazione berlusconiana, �la dolce vita� per l�Italia � finita. Stamattina toccher� alla Confindustria di Montezemolo riaprire al Paese le porte di una difficile stagione di �neorealismo� economico. Disavanzo alto e debito altissimo. Crescita bassa e competitivit� bassissima. Intanto, in attesa di conoscere il deficit ufficiale ereditato dal centrodestra e le tappe del risanamento discusse ieri sera a cena tra Padoa Schioppa e Joachim Almunia, i vertici della Banca centrale europea rilanciano l�appello al nuovo governo di centrosinistra: �L�Italia non perda tempo: serve subito una manovra correttiva di almeno 7 miliardi di euro, per rimettere in sesto i conti di quest�anno. � il segnale forte che tutti si aspettano�.

          L�appello non � ancora ufficiale. Ma da Francoforte le pressioni sul nuovo governo di Romano Prodi sono gi� sommessamente iniziate. E al prossimo consiglio della Bce convocato per l�8 giugno, se nulla sar� accaduto nel frattempo, potrebbero tradursi in un invito pubblico. Il ragionamento che si fa ai piani alti dell�Eurotower � semplice: �Salvo ulteriori e brutte sorprese, che nessuno si augura, il 2006 chiuder� con un rapporto deficit/Pil tra il 4,3 e il 4,4%, mentre per il 2007 � realistico un tendenziale del 5%. � uno scostamento preoccupante. Ma quello che � veramente grave – secondo la squadra guidata da Trichet – � che � tornato inesorabilmente a salire il debito. Per questo la manovra aggiuntiva va fatta, e va fatta subito. Il nuovo governo deve dare immediatamente l�impressione di voler riprendere il sentiero virtuoso iniziato nel ‘96�. La decisione va presa subito, prima di tutto per ragioni finanziarie, che ovviamente stanno pi� a cuore agli uomini della Bce. �I mercati hanno perso e stanno perdendo fiducia sulla stabilit� dei conti italiani�, spiegano. Il differenziale tra rendimenti dei Btp trentennali e i Bund tedeschi, da un mese a questa parte, � tornato sopra i 40 punti base. �Se Prodi non lancia un segnale immediato, il declassamento dell�Italia da parte delle agenzie di rating � scontato. Questo vuol dire che la situazione del debito si aggraver� ancora di pi�. Il momento � propizio anche dal punto di vista congiunturale: �In Europa i segnali di ripresa si stanno intensificando. Le esportazioni sono in crescita sostenuta, e anche un aumento dell�occupazione aiuta il risveglio dei consumi privati. L�economia di Eurolandia sembra abbastanza solida da poter assorbire eventuali shock, anche di natura valutaria. Di questo clima anche l�Italia comincia a risentire positivamente. Fare adesso una manovra aggiuntiva, strutturale ma non anticiclica, sarebbe pi� sostenibile sul piano delle compatibilit� macroeconomiche�.

          Ma ci sono anche ragioni politiche, che suggeriscono una correzione immediata sul bilancio pubblico. �Paradossalmente – si osserva da Francoforte – la chiave del risanamento italiano si gioca pi� sull�eventuale manovra aggiuntiva di luglio che sulla Legge Finanziaria di settembre�. La Banca centrale europea non chiede una stangata lacrime e sangue. �Quello che serve – confermano all�Eurotower – � un�operazione non inferiore ai 7 miliardi di euro, cio� tra lo 0,5 e lo 0,6% del Pil�. Quanto basta per riportare il deficit dal tendenziale del 4,3/4,4% a quel 3,8% precedentemente concordato da Tremonti con la Ue. �� molto pi� credibile varare subito questa "manovrina"di impatto non traumatico – aggiungono dal board della Banca centrale – che non scaricare tutte le tensioni sul 2007, quando l�Italia sarebbe costretta a ripartire da un deficit del 5%, e a fare nel prossimo autunno una Finanziaria, quella s� pesantissima, pari a non meno di 2 punti di Pil�. In alternativa, l�unica speranza potrebbe essere quella di rinegoziare con Bruxelles un rinvio al 2008 del rientro sotto il tetto del 3%.

          Ai vertici della Bce non si guarda con particolare ottimismo, a questo tentativo di rimodulare l�agenda degli impegni con l�Unione. �Dovrebbe valere la lezione del �96 – ricordano da Francoforte – quando l�Italia prov� inutilmente a fare asse con la Spagna per chiedere un rinvio delle tappe di Maastricht, e si salv� invece raddoppiando l�entit� della Finanziaria e puntando dritta all�ingresso nell�Unione monetaria insieme al gruppo di testa…�. Oggi, con grandezze finanziarie per fortuna pi� ridotte, Prodi e Padoa Schioppa dovrebbero adottare lo stesso metodo. � ovvio che questa decisione � gravida di conseguenze politiche. Pu� reggere una maggioranza numericamente risicata e politicamente eterogenea, ancora in caotica fase di rodaggio, ad una prova cos� impegnativa? La sfida � tutta qui. E non � un caso che dall�Eurotower si ripete che �l�accordo sulla manovra aggiuntiva � il test per capire se questo governo pu� reggere o no per l�intera legislatura�. Ed � il test che i mercati aspettano, per capire se convenga scommettere ancora sull�Italia.

          Nessuno meglio di Padoa Schioppa (che della Bce � stato fino all�anno scorso apprezzatissimo rappresentante italiano prima di essere sostituito da Lorenzo Bini Smaghi) � consapevole di queste aspettative. Nessuno meglio di Padoa Schioppa sa che le istituzioni europee e i mercati internazionali attendono prima dell�estate �una manovra seria e un Documento di programmazione economica e finanziaria solido, che ridia fiducia ai cittadini, tolga l�incertezza dai mercati e fissi un target convincente soprattutto sul rientro dal debito pubblico�. � l�aspetto che proeccupa di pi�: non solo la Bce, ma la Commissione Ue e il Fondo monetario internazionale. Anche perch� il costo del debito � comunque destinato a crescere. Al consiglio dell�8 giungo la Banca centrale europea alzer� quasi sicuramente i tassi di un altro quarto di punto. �Di fatto – si sostiene all�Eurotower – i mercati hanno gi� incorporato un rialzo�, che comunque non esporr� una volta tanto i tecnocrati della Bce all�accusa di �uccidere in culla il bambino della ripresa�. In Eurolandia il livello dei tassi � pari alla met� di quello dell�America. Con la Federal Reserve di Bernanke sembra finita la stagione dei favolosi ribassi guidati dal decano Greenspan. I ruoli, tra le due sponde dell�Atlantico, si sono invertiti.

            Ecco perch� dall�Italia di Prodi ci si attende una svolta tempestiva e coraggiosa. �L�esperienza – si dice a Francoforte – insegna che i governi riescono a far le cose importanti nei primi sei mesi. Dopo diventa tutto pi� difficile. I margini per un intervento non recessivo ci sono: in questi ultimi cinque anni la spesa pubblica � cresciuta in termini reali di oltre il 2% ogni anno…�. Una manovrina non sarebbe uno scandalo per nessuno. Neanche per il Polo, che oggi investe sulle paure degli italiani parlando di �stangata imminente�, ma che il 9 luglio 2004 fece esattamente la stessa cosa: una manovra bis da 7 miliardi di euro, con inasprimenti fiscali a tappeto per banche e assicurazioni, aumenti d�imposta sulle seconde case e sui mutui e rincari a raffica su sigarette e marche da bollo. A Francoforte i banchieri non l�hanno dimenticato. Sarebbe strano che, per lassismo o pavidit�, se ne scordassero a Roma gli incolpevoli successori di Berlusconi e Tremonti.