“Conti” Angeletti: il problema non sono le cifre

05/09/2006
    marted� 5 settembre 2006

    Pagina 2 – Economia/La manovra d’autunno

      Angeletti: il problema non sono le cifre
      ma come realizzare in concreto i tagli

        intervista
        STEFANO LEPRI

          ROMA
          Allora, Angeletti, c’� una schiarita tra governo e confederazioni sindacali?

            �Restano valutazioni diverse su molti problemi – risponde Luigi Angeletti, segretario generale della Uil – ma siamo d’accordo a verificare nel merito quali sono e quanto pesano. Credo che da tutte e due le parti ci sia interesse a trovare una soluzione. Le ragioni per un accordo sono molto pi� fondate di quelle per il disaccordo�.

              Ma volete ancora ridimensionare i 30 miliardi di euro della manovra 2007?

                �Noi come Uil non abbiamo mai fatto questione di cifre, perch� riteniamo che stabilire le cifre spetti solo al governo. Per noi il problema � come si realizzano. E’ nelle misure concrete�.

                  Ad esempio le pensioni. Lei l’altro giorno ha dichiarato: no ai disincentivi per chi intende andare in pensione di anzianit� prima di una certa et�. Conferma?

                    �S�, lo confermo. Il disincentivo c’� gi�: sta nella mancanza di incentivo. Con le pensioni ai livelli di oggi, il lavoratore che sceglie di lasciare prima di aver raggiunto i 40 anni di anzianit� � gi� notevolmente penalizzato�.

                      Non va bene nemmeno un disincentivo lieve come quello che vi propone il ministro del Lavoro Cesare Damiano?

                        �Non ho dettagli maggiori rispetto alla nota del ministero che tutti hanno letto. Se si tratta di sommare i disincentivi a un allungamento dell’et�, mi sembra francamente troppo. Non si possono battere allo stesso tempo tutte e due le strade�.

                          Allora meglio tenersi la legge che c’�, la Maroni del precedente governo, che dal 2008 vieter� del tutto l’uscita prima dei 60 anni? Il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha detto cos�…

                            �Quella era una battuta. E’ stata pronunciata quando ci siamo trovati davanti ad ipotesi peggiorative. Lo “scalone” della Maroni nel 2008 va eliminato�.

                              Ma il governo ha sempre detto che per eliminarlo occorre trovare risparmi equivalenti: 4 miliardi nel 2008.

                                �I risparmi attribuiti dal governo precedente alla legge Maroni sono esagerati. Era un calcolo inesatto, confezionato per acquistare credibilit� davanti alle autorit� internazionali. Si fonda sull’ipotesi che in assenza di quella norma tutti i lavoratori si dimetterebbero al raggiungimento del trentacinquesimo anno di anzianit�. La Maroni d� un odioso pugno in un occhio ad alcune decine di migliaia di persone, ma non influisce cos� tanto sugli equilibri generali del sistema�.

                                  Per� di pensioni avete accettato di discutere con il governo.

                                    �Non ci sottraiamo al dialogo. Ma esporremo le nostre ragioni: i problemi delle prospettive demografiche dell’Italia e dell’invecchiamento della popolazione possono essere risolti all’interno di un sistema flessibile. Il problema dell’innalzamento dell’et� effettiva di pensione, che � quella che conta e che nel 2008 in media sar� gi� arrivata, ci scommetto, a 61 anni o a 62, deve essere risolto su base volontaria�.

                                      Lei poco fa ha detto che si pu� tagliare la spesa soprattutto risanando la pubblica amministrazione. Anche con risparmi sul personale?

                                        �Il ministro Padoa-Schioppa sostiene di voler risparmiare attraverso riforme strutturali, e noi come Uil siamo d’accordo. Rinviare gli aumenti di stipendio non � affatto una riforma strutturale. A tagliare cos� sono buoni tutti�.

                                          E allora? Siete per caso d’accordo a bloccare le assunzioni?

                                            �Il ricambio del personale va gestito con intelligenza. Ci sono enti che hanno troppo dipendenti, altri che ne hanno troppo pochi, altri con un mix sbagliato. Da una discussione su questo, su compensazioni, trasferimenti, spostamenti, non ci siamo mai scansati�.