“Conti” Allarme serio

19/06/2006
    sabato 17 giugno 2006

    Pagina 6 – Economia

    Conti pubblici, allarme serio

      Vertice a Palazzo Chigi, allo studio un �pacchetto� salva-cantieri. Il premier: il fisco sar� pi� equo

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        MEDICINA AMARA Ancora bocche cucite sui numeri della finanza pubblica, ma la sostanza � chiara. Si prepara una cura pesante per riequilibrare i conti e rispettare gli impegni europei. Lo dice a chiare lettere Romano Prodi a Bruxelles. �Condivido l’allarme lanciato dal ministro dell’Economia – dichiara il premier – anche se � troppo presto per fare i numeri: per ora siamo ancora alla strategia generale, i numeri arriveranno presto�. Tant’� che in serata Prodi torna a Roma e tiene un vertice di tre ore con i ministri economici (Padoa-Schioppa, Bersani, Damiano) e Antonio Di Pietro tutto dedicato al Dpef e al vaglio delle risorse disponibili per le politiche di sviluppo, in particolare per le infrastrutture.Come dire: � iniziata la �caccia� ai miliardi necessari per raggiungere la stabilit� e cogliere la ripresa. Cos� allo studio del governo c’� un piano �salva-cantieri� mirato ad evitare lo stop delle opere iniziate imposto dal tetto alle spese dell’Anas della Finanziaria Tremonti. � probabile che almeno uno dei tre miliardi previsti nella manovra bis per lo sviluppo sia destinato proprio a questo scopo.

        Non sembrano lontani dalla realt� quei 40-45 miliardi (pari a 3 punti di Pil) da reperire in un anno e mezzo filtrati dalla colazione dell’altroieri di Tommaso Padoa-Schioppa con i tre leader sindacali non vengono confermati, ma neanche smentiti. Il Tesoro ha smentito ieri di aver fornito cifre. Ma sta di fatto che quell’incontro � servito sostanzialmente per dire che la situazione si profila peggiore del previsto: forse anche l’ipotesi massima di deficit stimata dalla commissione Faini (4,6% a fine 2006) a questo punto potrebbe essere ottimistica. Di qui la necessit� di un’amara medicina, �che non ci consentir� di destinare le risorse che avremmo voluto allo sviluppo sociale, anche se non saranno poche�, spiega il premier a Bruxelles.

        Il quale lancia dal cuore dell’Europa il messaggio delle tre �e�: equit�, equilibrio e efficienza. E proprio in questa �griglia� forse si nasconde almeno una delle fonti da cui saranno reperite le risorse. A chi chiede lumi sull’ipotesi di tassa sui ricchi sul modello tedesco, Prodi assicura che sul fronte fiscale si varer� un sistema di equit�. Cosa che fa presagire quel ritorno indietro (almeno parziale) sul secondo modulo della riforma Tremonti che concedeva sgravi ai redditi superiori a 70mila euro annui. Anche se la formulazione potrebbe essere diversa, visto che un dietrofront parziale ma secco (del valore di circa 4 milairdi) non piacerebbe n� a Prodi, n� a Padoa-Schioppa. �Sia riguardo a questa imposta (sui ricchi, ndr) sia riguardo all’Iva – spiega il premier – le situazioni di Italia e Germania sono diverse. Ma certo non posso governare per i prossimi cinque anni con una distribuzione del reddito pi� iniqua di quella con cui si � cominciato�.

        � chiaro che Prodi a questo punto parla soprattutto ai sindacati. La Cisl ieri � tornata ad alzare la voce. �I lavoratori dipendenti e i pensionati hanno gi� dato: se il governo cerca fondi per porre rimedio al debito pubblico si cerchino altrove – ha dichiarato Raffaele Bonanni – Non si pu� chiedere di pagare sempre agli stessi, queste categorie hanno gi� fatto sacrifici, si cerchi di recuperare dall’elusione e dall’evasione fiscale e si guardi nelle tasche dei ceti alti�. Proprio con le confederazioni sindacali sarebbe partita una trattativa �diplomatica� tutta centrata sul pubblico impiego. Il governo punterebbe a �congelare� gli aumenti contrattuali per un biennio (nel 2007 si tratterebbe di un risparmio di circa 5 miliardi), offrendo una stabilizzazione dei precari, almeno dei 150mila a tempo determinato. per ora si tratta ancora solo di un’ipotesi molto teorica, e non � detto che non subisca aggiustamenti ulteriori.

        Sul fronte politico si� fatto sentire l’intervento del leader Ds Piero Fassino. �Le cifre sul deficit e sulla conseguente manovra le ha in parte indicate e le preciser� nei prossimi giorni il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa – ha detto – Quello che � certo � che le cifre del deficit sono molto pi� gravi di quelle che Berlusconi e Tremonti hanno raccontato agli italiani per anni�.