“Conti” «Abbiamo deciso in segreto»

03/07/2006
    sabato 1 luglio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    Prodi: �Abbiamo deciso in segreto
    Altrimenti non sarebbe passato�

      Parla il premier: mi attendo qualche voto anche dall’opposizione

        colloquio

          A met� pomeriggio, Romano Prodi � evidentemente soddisfatto. Il consiglio dei ministri che si � da poco concluso ha varato, con lo strumento forte del decreto, una serie di misure di liberalizzazione, attese e molto popolari. E cos�, di fronte ai giornalisti, il capo del governo si � concesso perfino un pizzico di trionfalismo, ha parlato di �una vera e propria rivoluzione per i consumatori�, di un �cambiamento radicale del sistema produttivo�, di �motore di avviamento della ripresa italiana�. Al telefono dal suo studio a palazzo Chigi, cambia il tono del premier, assai meno ufficiale, ma non la sostanza di quel che pensa. �Abbiamo realizzato la rivoluzione liberale�, dice, �anche se per qualcuno � stata una sorpresa…�.

          E gi�, una sorpresa. Non che le liberalizzazioni fossero assenti nel programma elettorale dell’Unione, anzi; n� era un mistero che il ministro delle Attivit� produttive stesse lavorando a un pacchetto nutrito di provvedimenti. Ma un po’ le prime settimane del governo avevano dato l’idea di una strategia del rinvio e del galleggiamento, un po’ il tema delle liberalizzazioni si era inabissato per lasciare campo alle misure di riassetto dei conti pubblici. E cos�, quando ieri sono cominciate a uscire le prime indiscrezioni sulle decisioni del consiglio dei ministri, qualcuno si � chiesto se avesse sentito bene.

          In realt�, l’improvviso silenzio del governo non � stato casuale e il varo del pacchetto � stato qualcosa di molto simile a un blitz di Prodi e Bersani, l’asse emiliano dell’esecutivo. Un blitz per evitare, almeno in parte, le resistenze di categorie e lobby che hanno reso impervio il cammino della riforma nella scorsa legislatura. �L’altra notte�, racconta il presidente del consiglio, �ho convocato i miei ministri a palazzo Chigi. Un incontro straordinario, al di fuori della ritualit� e in un orario tale da rendere difficili le fughe di notizie. Ho spiegato che eravamo pronti con il pacchetto liberalizzazioni e che intendevo battezzarlo subito�. E aggiunge: �Perch� lei sa benissimo che se ne cominciavamo a parlare, a discutere pubblicamente, non si sarebbe fatto pi�. E invece era assolutamente necessario�.

          Sar� la soddisfazione per il colpo andato a segno, sar� il congenito ottimismo di Prodi, ma il capo del governo non sembra temere neanche il passaggio parlamentare che il provvedimento dovr� affrontare. Passaggio che, in passato, � stato teatro di reazioni conservatrici, di annacquamenti e di cocenti delusioni per i riformatori.

            �Anche se il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto�, spiega Prodi, �c’� l’ipotesi, l’unica negativa possibile, che ce lo boccino al Senato�. E quel �ce lo boccino� pare alludere tanto all’opposizione quanto a franchi tiratori della maggioranza permeabili alle pressioni delle corporazioni. �Ma vedr� che sulle liberalizzazioni voti ne arriveranno�. Ipotizza il premier un secondo caso Afghanistan, con l’Udc pronta a convergere su un decreto del governo che condivide? Probabilmente no. �Penso piuttosto a politici con posizioni simili a quelle di Tabacci, che sta alla Camera, e che delle liberalizzazioni hanno fatto una bandiera. Vedr�, non si chiameranno fuori�. [r.d.]