Consumi, un Natale senza sprint

25/11/2003


MARTEDÌ 25 NOVEMBRE 2003

 
 
Pagina 14 – Economia
 
 
GLI ITALIANI E I PREZZI

Consumi, un Natale senza sprint

Confcommercio: crisi a metà, ogni famiglia spenderà 600 euro
          Le incertezze restano ma non ci sarà il temuto tracollo. Tirano le spese in tecnologie, frenano i viaggi

          Sulle buste paga l´effetto di mutui, polizze e dei condoni edilizi e fiscali
          In complesso le tredicesime ammonteranno a 40 miliardi


          LUISA GRION


          ROMA – Alla fine spenderemo anche quest´anno. Senza fare follie e concentrando nel periodo delle feste tutto quello che non abbiamo potuto fare nei dodici mesi precedenti. Spese sagge però, investimenti: elettronica, informatica ed elettrodomestici. Giocattoli ( perchè sui bambini non si «taglia»), alimentari (perché si resterà quasi sempre a casa) e come unica concessione un po´ di creme e qualche profumo. Ecco il ritratto del prossimo dicembre visto attraverso gli occhi della Confcommercio.
          Un Natale grigio, dove la voglia di «lasciarsi andare» almeno una volta l´anno riuscirà a stemperare solo in parte le tensioni sui prezzi, sulla sicurezza, sul quadro internazionale. Secondo l´analisi dell´associazione le famiglie, a dicembre, consumeranno mediamente 594 euro in più rispetto alla media mensile. E cinque euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dei 40 miliardi di euro che andranno a finire nelle tasche di pensionati e dipendenti sotto forma di tredicesima ne saranno consumati poco più di un quarto: 13,5 miliardi. Trecento milioni in più rispetto allo dicembre del 2002. Ma non è detto che il surplus coincida con l´acquisto di maggiori quantità, magari sarà usato per far fronte all´aumento dei prezzi.
          Di certo – ammette la Confcommercio – il bicchiere è mezzo vuoto: «Gli acquisti si manterranno in linea con la domanda, piuttosto contenuta, che sta caratterizzando la dinamica dei consumi dei primi anni Duemila» si legge nel rapporto. Una tendenza prevedibile visto l´andamento delle retribuzioni procapite, il ridimensionamento dei redditi da capitale e dall´indebitamento delle famiglie, che sta crescendo a ritmi superiori al 15%. Non solo: la manovra correttiva messa in conto dal governo per il 2004 non favorirà di certo la spesa. L´esecutivo – dice la Confcommercio – valuta in 3,6 miliardi le entrate da concordato preventivo e in 3,1 quelle da condono edilizio. Parte del maggior reddito potrebbe finire proprio lì senza contare la fetta di tredicesime che sarà destinata al pagamento dell´Ici. Va anche considerato, fanno notare i negozianti, che il blocco posto dalla Finanziaria 2003, riconfermato per il 2004, all´addizionale Irpef, ha spinto molti Comuni ad applicare l´aliquota massima del 7 per mille anche all´abitazione principale ed oltre il 22% delle amministrazioni comunali applica un´aliquota ordinaria per l´abitazione principale superiore al 6 per mille. Da non trascurare, infine, che una quota crescente delle tredicesime «potrebbe essere destinata – si legge nel rapporto Confcommercio – al pagamento degli onerosi tassi bancari sui prestiti per credito al consumo superiori ad un anno e sui prestiti a medio/lungo termine per l´acquisto di abitazioni». Insomma dove non arriva la paura del futuro arriva il mutuo, il caro assicurazioni e le tasse locali.
          Di fatto dei 13,5 miliardi destinati agli acquisti di Natale il 60% – secondo i negozianti – finirà in spese non alimentari, il 40% in cibo. Pochi viaggi e tanta tecnologia. Cd musicali e home video (Vhs e Dvd) faranno la parte del leone: a dicembre registreranno oltre il 70% dell´incremento di spesa rispetto alla media mensile. Bene anche gli elettrodomestici (più 65%), i prodotti di profumeria (classico esempio di regalo natalizio che realizzerà un aumento di vendite del 63%) e di giocattoli (55%). Incertezze nel settore dei viaggi per la situazione internazionale e il timore di attacchi terroristici, ma anche perché il turismo è una di quelle voci cadono prima in tempi di crisi.
          Sull´alimentare premiati i prodotti tipici di qualità. In diminuzione, l´acquisto di salmone (il calo è del 15-20%) e di torroni (meno 5%), soppiantati ormai dalle vendite di cioccolato (più 20-30%).