Consumi trainati da teatri, cene e hotel

10/06/2002
                10 giugno 2002

                SEGNALI DI RIPRESA
                Sarà la domanda di beni acquistati fuori casa e di eventi culturali a mostrare la maggiore velocità di crescita
                Consumi trainati da teatri, cene e hotel

                Sergio Billè, presidente di Confcommercio, lo
                va ripetendo da tempo: il mercato langue, le famiglie
                tirano la cinghia, i consumi soffrono, senza una politica
                economica mirata a rilanciare la domanda interna l’Italia
                non riparte. E la ricetta di Confcommercio punta, tra
                l’altro, su una accelerazione delle riforme e di quella fiscale
                in particolare. Ripetuti gli allarmi sui consumi anche da
                parte di Confesercenti, le cui ultime previsioni, presentate
                nei giorni scorsi al seminario internazionale di Perugia,
                danno l’Italia ferma al palo.
                Comunque, secondo le stime delle associazioni dei
                commercianti di vera e propria ripresa dei consumi si
                potrà parlare sì, ma non prima del 2003, e comunque, se
                non ci saranno svolte decisive (iniziative sul fronte fiscale
                rientrerebbero tra queste)
                la spesa delle famiglie non tornerà certo a correre.
                Una valutazione espressa anche da Prometeia che
                (nell’ambito dell’indagine ClubConsumo) ha cercato di
                definire in queste settimane lo scenario della spesa delle
                famiglie. Se si esclude l’anno 1993, contraddistinto da
                una netta riduzione dei consmi reali a seguito di una ben
                maggiore riduzione percentuale dei redditi reali — si
                legge nell’indagine —il biennio 2001-2002 dovrebbe
                rappresentare il periodo di minima crescita della spesa delle
                famiglie italiane nell’arco degli ultimi 40 anni.
                A ciò si possono aggiungere le considerazioni
                espresse di recente da AcNielsen, sul fatto che le
                famiglie appaiono disorientate e sicuramente desiderose
                di accumulare risparmio piuttosto che votate al consumo.
                Un po’ tutte le analisi concordano quindi sul fatto che per
                i consumi non si andrà oltre una crescita dell’1-1,1 per
                cento. Per ritornare al 2% — sottolineano gli analisti di
                Prometeia —occorrerà attendere almeno il 2003, o più
                correttamente il 2004 per vedere qualcosa in più.
                Comunque secondo il ClubConsumo di Prometeia
                gli alimentari non saranno particolarmente dinamici
                (+0,3% quest’anno e +0,5% tra 2003 e 2004).
                Un po’ più alte le attese sui consumi non
                food (+1,3% quest’anno e poi +2,6% per il 2003 e
                +3,1% nel 2004).
                A ben guardare dalle stime di Prometeia, emerge
                che i settori trainanti sono legati al consumo culturale
                e al busuiness degli acquisti fuori casa (ristorazione e alberghi).
                Invece, nell’insieme di beni non durevoli (+1,2% in
                termini reali nel 2001) l’elemento di maggiore rilievo
                che viene evidenziato è quello relativo alla perdurante debolezza
                della spesa per l’abbigliamento e, soprattutto, per
                le calzature, rileva l’analisi di Prometeia. Il 2001 chiude
                in flessione e le prospettive dell’anno in corso sono veramente
                modeste. Solo nel biennio di previsione — prosegue
                l’elaborazione del Club-Consumo — ci si attende un
                tasso di sviluppo più in linea con l’andamento dei consumi
                totali.
                Il comparto dell’arredamento invece ha chiuso il
                2001 con una riduzione della spesa in volume dello 0,5%,
                rileva l’analisi di Prometeia.
                Mobili e accessori hanno chiuso il 2001 con una contrazione
                delle vendite del-l’1,2 per cento.
                Il 2002 dovrebbe essere l’anno della ripresa: gli acquisti
                di mobili destinati al rinnovo continueranno a crescere
                quest’anno — sottolineano a Prometia —, anche
                se molto moderatamente, sia nell’anno in corso sia
                nel 2003, sostenuti prima dagli sgravi fiscali concessi
                per tutto il 2002, poi dal rafforzamento della crescita
                del reddito disponibile delle famiglie.
                Nel comparto degli elettrodomestici — sottolinea Prometeia
                — ha accusato nel corso del 2001 una sensibile
                riduzione di domanda.
                Nel settore si è rilevata una riduzione della spesa in volume
                dell’1% con prezzi che sono aumentati mediamente dell’1,7
                per cento. Dopo un 2002 che si confermerà ancora
                debole, per il 2003 le previsioni evidenziano una progressiva
                ripresa dei consumi di elettrodomestici bianchi:
                la domanda dovrebbe, infatti, ritornare a crescere a tassi
                superiori al 2,5 per cento.
                Al momento appare limitato l’effetto mondiali di calcio sugli
                elettrodomestici bruni.

                VINCENZO CHIERCHIA