Consumi, rilancio in 3 mosse

08/06/2004


       
       
       
       
      ItaliaOggi Aziende e Affari
      Numero 136, pag. 14 del 8/6/2004
      Autore: di Roxy Tomasicchio
       
      Consumi, rilancio in 3 mosse
       
      Le indicazioni per la ripresa secondo una ricerca Cermes Bocconi/Indicod-Ecr.
      Liberalizzazioni, turismo, Sud i campi d’azione
       
      Per rilanciare i consumi occorre agire su tre fronti. Da un lato recuperando efficienza in alcuni settori protetti dalla concorrenza internazionale o da quella più diretta, ossia nella distribuzione alimentare e non, nei carburanti e nelle public utility. Dall’altro migliorando l’efficacia di alcuni settori di attività, in particolare la capacità di attrarre turismo di valore dall’estero. Infine attraendo investimenti nelle aree meno sviluppate, quali il Mezzogiorno. Partendo dal presupposto che non esiste una formula magica per risvegliare la domanda, sono queste alcune indicazioni emerse da una ricerca, presentata ieri, a Milano, condotta dal Cermes, il centro di ricerche sui mercati e sui settori industriali dell’Università Bocconi, in collaborazione con Indicod-Ecr, associazione di categoria delle aziende industriali e distributive operanti nel settore dei beni di largo consumo, costituita nel 2004, per effetto della fusione tra Indicod ed Ecr Italia. Alla presentazione dello studio, realizzato per ´mettere a disposizione delle istituzioni, del mondo politico, delle imprese e delle associazioni di categoria alcune indicazioni’, come ha precisato Gianfranco Virginio, presidente Indicod-Ecr e vicepresidente Finiper, ha fatto seguito una tavola rotonda cui hanno partecipato proprio i rappresentanti di settori quali il turismo e il commercio. È da questi protagonisti che è arrivata l’esigenza di scommettere su sviluppo, ricerca, innovazione.

      ¥ Il rilancio dei consumi. La ricerca ha cercato di privilegiare una prospettiva di medio periodo, trascurando ´l’impostazione più tradizionale’, ossia il ricorso alla riduzione della pressione fiscale per dare una scossa ai consumi, ha spiegato Roberto Ravazzoni (Università di Parma e Cermes), autore della ricerca e del libro che ne è scaturito, Il rilancio dei consumi in Italia (Egea, 2004). ´I consumatori, ma anche le imprese stanno già facendo quel che possono’, ha detto Ravazzoni, ´per questo bisogna recuperare su altri fronti’. Primo fra questi, quello della distribuzione, che deve essere ammodernata. Seguono i settori delle public utility e della rete di distribuzione di carburanti. ´Sulla base delle stime (al minimo) effettuate dalla ricerca’, ha proseguito Ravazzoni, ´questi interventi porterebbero a un guadagno di efficienza di poco inferiore ai 10 mila milioni di euro, con un’incidenza, nel 2002, dell’1,29% sulla spesa delle famiglie e dello 0,78% sul pil’. Ma ciò non basta, perché non è sufficiente agire solo sulla domanda interna. Occorre attrarre nuovi investimenti produttivi, da un lato, e flussi turistici dall’estero, dall’altra. Nella ricerca per Indicod-Ecr, infatti, il turismo svolge un ruolo trainante per rilanciare la domanda di consumi. Tanto che si è stimato che il miglioramento dell’offerta turistica, e più in generale del nostro sistema, si tradurrebbe in consumi turistici aggiuntivi per oltre 14.300 milioni di euro (+50%), con una incidenza dell’1,14% sul pil.

      ¥ Le indicazioni dei protagonisti. Tre sono i punti chiave per rilanciare l’economia: ´Una nuova politica dei redditi, che non significa riduzione fiscale indiscriminata, ma rivedere la politica di prezzi e tariffe; più trasparenza nella finanza pubblica e ammodernamento della politica industriale’. La pensa così Pier Luigi Bersani, responsabile economico Ds, intervenuto alla tavola rotonda. Mentre secondo Vincenzo Tassinari, vicepresidente Indicod-Ecr e presidente Coop Italia, le parole d’ordine sono ´Sviluppo, innovazione ed efficienza’. Sulla validità dell’innovazione ha insistito anche Vito Varvaro, presidente Procter & Gamble: ´Portando innovazione in Italia’, ha spiegato facendo riferimento alla sua esperienza in un’azienda globale, ´si generano consumi perché i consumatori rispondono ai prodotti innovativi’. Ma una forte barriera è rappresentata dalla catena distributiva ´che deve aprirsi di più, rompere gli schemi, scardinare il sistema’.

      Ostacoli alla ripresa sono, invece, per Giovanni Cobolli Gigli, a.d. gruppo Rinascente e presidente Faid, ´alcune imposte quali l’Irap, una mancata coordinazione nella politica di tutela dalla concorrenza, o altri vincoli legati, per esempio, agli scontrini fiscali’. Ma soprattutto la logica ´che fa gli interessi delle corporazioni e non dei consumatori’. E se Edoardo Speranza, presidente Findomestic, ha sottolineato gli ulteriori margini di crescita del credito al consumo, Costanzo Jannotti Pecci, presidente Federturismo, ha rincarato la dose di accuse contro il federalismo, definendolo ´una scelta sciagurata, e indicando la necessità di ´un intervento sul titolo V della Costituzione che ridia al governo ruolo di coordinatore’. Chiamato in causa, Mario Valducci, sottosegretario di stato per le attività produttive, ha risposto che ´il federalismo attuale è zoppo in quanto manca una camera delle regioni’. Mentre ritiene difficile l’eliminazione a breve dell’Irap. Infine, un richiamo alla necessità di dar corso alla liberalizzazione e di rimuovere lacci burocratici è arrivato dal presidente Indicod-Ecr, Virginio.