Consumi quasi congelati

27/02/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
049, pag. 5 del 27/2/2003
di Bruno Mastragostino


Istat: a dicembre le vendite al dettaglio salite del 2,3% a/a. Nel 2002 +1,8%.

Consumi quasi congelati

A soffrire di più è stata la piccola distribuzione

Consumi quasi fermi e vendite che non soddisfano i negozianti i quali, per bocca delle loro associazioni, gridano forte il loro allarme. Infatti a dicembre, secondo i dati comunicati ieri dall’Istat, l’indice del valore delle vendite al dettaglio è salito a 172,9 (base 1995=100) determinando un incremento del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2001, mentre a livello mensile la crescita è stata dello 0,4%. Con i dati relativi a dicembre l’Istituto di statistica ha reso noto anche il risultato complessivo del 2002 che, spiegano i tecnici, si è fissato a +1,8%, una crescita leggermente inferiore a quanto registrato nel 2001 (+2%) e ancora una volta al di sotto dell’inflazione che nello scorso anno si è fermata al 2,5%. Insomma, grazie alle spese natalizie, per le vendite, a dicembre, si è verificato uno dei migliori risultati del 2002. Si tratta comunque di un piccolo incremento che oltretutto si deve in particolare ai prodotti alimentari, quelli che come noto hanno subito i rialzi più significativi nell’anno dell’introduzione dell’euro. A fronte dell’1,8% medio, c’è stato un aumento del 2,7% di tali prodotti, mentre quelli non alimentari sono saliti soltanto del l’1,4%. La piccola distribuzione, che in Italia copre circa il 70% delle vendite al dettaglio, stando ai dati dell’Istat, è quella che ha pagato più salato il conto alla stagnazione dei consumi. Infatti le imprese che operano su piccole superfici registrano un aumento ancora una volta di gran lunga inferiore alla variazione dei prezzi, mentre gli affari conclusi dalla grande distribuzione, seppure non eccezionali, coprono almeno l’aumento dell’inflazione.

Dall’indagine emerge che nella gdo c’è stato un aumento delle vendite pari al +4%, mentre nei negozi più piccoli la crescita è stata soltanto dell’1,3%. I dati disaggregati, poi, mostrano all’interno della grande distribuzione andamenti diversi: gli incrementi più forti sono stati rilevati nei settori relativi agli hard discount (+4,7%) e ai supermercati (+4,7%), non a caso proprio quelli che vendono quasi esclusivamente prodotti alimentari.

Poco al di sotto, stando ai dati dell’Istat, si sono piazzati gli ipermercati, con +4,6%, mentre i grandi magazzini si sono fermati a +1,9% e i negozi specializzati di grande superficie a +2,8%.