Consumi, piano di rilancio sconti su crediti e “card”

24/09/2002


MARTEDÌ, 24 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 32 – Economia
 
Il governo prepara il collegato alla Finanziaria per agevolare acquisti a rate e carte prepagate
 
Consumi, piano di rilancio sconti su crediti e "card"
 
Lo scudo fiscale sarà prorogato e esteso alle società
 
 
 
Rientro capitali, costo al 3-4%. Riforma Irpef, già in Finanziaria la prima tranche
Oggi vertice di maggioranza. Fini vuole aprire il dossier pensioni
 
ROBERTO PETRINI

ROMA – Il governo punta tutto sui consumi: sconti sulle credit card e sugli acquisti a rate. Per rilanciare l´economia stremata dalla scarsa crescita si prepara a reagire con un pacchetto di provvedimenti già nella Finanziaria: riduzione delle tasse per i redditi fino a 25 mila euro con il possibile debutto dell´aliquota del 23 per cento; risorse da 700 milioni di euro per i contratti pubblici; allargamento della platea dei beneficiari dell´aumento delle pensioni minime fino a 516 euro; ma anche due misure – già criticate dai commercianti – che riguardano il credito per chi consuma: la prima sarebbe uno sconto sul costo delle carte di credito per favorirne la diffusione; la seconda invece sarebbe imperniata sulla riduzione degli interessi, attraverso un bonus fiscale, per chi si rivolge alle finanziarie che fanno credito al consumo (automobili, grandi catene di vendita).
Le organizzazioni dei commercianti sono tuttavia critiche: per Marco Venturi, presidente della Confesercenti «non c´è un problema di liquidità, perché il monte salari è aumentato, ma c´è un problema di fiducia, quindi gli sconti sul credito al consumo risolverebbero ben poco». Perplessità anche negli ambienti bancari e nelle file della Confindustria per una misura che comunque favorirebbe solo alcuni settori, come l´automobile.
In vista anche, come annunciato da Berlusconi alla Fiera del Levante di Bari, una proroga dello scudo fiscale e della Tremonti-bis che diventerebbe in questo modo Tremonti-ter. Lo scudo, secondo i calcoli di alcune banche, potrebbe portare altri 50-60 miliardi di euro e sarebbe allargato anche alle società, ma il costo salirebbe dal 2,5 per cento al 3-4 per cento. Il provvedimento tuttavia dovrà essere vagliato da Bruxelles che aveva già avvertito che avrebbe dovuto avere durata limitata.
Lavoro intenso anche per la valorizzazione dei beni e degli immobili dello Stato attraverso la società, Patrimonio spa: si profila un meccanismo di cartolarizzazione dei diritti di proprietà che comporterebbe meno problemi di quelli della vendita degli immobili.
Sul piano politico il destino della manovra da 22 miliardi di euro, di cui un terzo di tagli, un terzo di condoni e un terzo di cartolarizzazioni, si gioca oggi nel corso del vertice di maggioranza. Berlusconi sembra intenzionato a chiedere ai partiti della coalizione di evitare l´assalto alla diligenza nel corso del dibattito sulla Finanziaria in Parlamento; un altro messaggio che emergerà dal vertice sarà la richiesta del premier di maggiore collegialità sulle decisioni, richiesta che è venuta da più parti al ministro Tremonti; infine ci sarà un invito a tenere compatte e ben salde le file della maggioranza dopo le polemiche degli ultimi giorni su economia e conti pubblici.
Non è escluso che sul tavolo di oggi spunti il tema previdenza. Gianfranco Fini sembra intenzionato almeno ad accettare che si cominci a fare qualche studio di fattibilità. In sintonia si presentano anche i centristi che più volte hanno sollecitato il governo ad intervenire sulla previdenza. Due i temi sui quali si potrebbe cominciare a riflettere: l´estensione del sistema di calcolo contributivo pro rata e l´innalzamento dell´età pensionabile.
Da non trascurare gli altri tagli: riguarderanno scuola, pubblico impiego e sanità.