Consumi, Natale sottozero

07/01/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
005, pag. 4 del 7/1/2003


L’allarme del presidente di Confesercenti, Marco Venturi. Inflazione da studiare.

Consumi, Natale sottozero

Le vendite al dettaglio di dicembre scendono del 3%

Un 2002 freddo per i consumi, mentre il Natale è addirittura sottozero. È l’immagine del presidente della Confesercenti, Marco Venturi, che spiega come ´nell’anno appena concluso si è arrivati a zero incrementi per i consumi, mentre rispetto allo scorso Natale il crollo è del -3%. È un dato che non può non preoccuparci e che ha bisogno di una seria iniziativa evitando strumentalizzazioni e polemiche inutili e forvianti’.

´Credo’, ha aggiunto, ´che dobbiamo cercare di fare chiarezza anche sul problema della crescita dell’inflazione: ho avanzato una richiesta al governo per creare un gruppo di persone di grande prestigio, anche internazionale, in grado di dare risposte chiare sull’inflazione, un dibattito che ha dato troppi numeri, al di là di ogni credibilità. Questa campagna’, continua il presidente della Confesercenti, ´che dura ormai da mesi, ha effetti di freno sui consumi molto significativi, anche se non ancora drammatici; comunque, nel 2002 è costata un dato di crescita freddo al di là delle difficoltà dell’economia. Per questo abbiamo chiesto al governo di inserire incentivi per i lavoratori dipendenti, non per i commercianti, proprio per ridare fiducia ai consumatori. I due terzi del pil’, spiega Venturi, ´dipendono dai consumatori: chiarire questa situazione dei prezzi ha un grande effetto psicologico su chi deve acquistare beni di consumo. Trovare una soluzione credibile per tutti’, spiega, ´è dunque decisivo. Per questo se la Confesercenti trova assolutamente affidabili i dati dell’Istat, anche se si può discutere di qualche aspetto del paniere, più perplessità vi sono con le rilevazioni dell’Eurispes’, mentre bisogna fare ´attenzione ai dati dell’IndisUnioncamere che segnala un +4% per i prodotti alimentari’.

La strada per avere un monitoraggio dell’inflazione e dei consumi più attento potrebbe essere quella, precisa il presidente della Confesercenti, ´di una rilevazione per le famiglie meno abbienti da parte dell’Istat, mirata ad avere uno spaccato di un preciso campione di cittadini’.

´Vedo poi che vi sono in questa partita le anime candide della produzione’, conclude Venturi, ´che si dicono assolutamente innocenti e scaricano la colpa, come fa Gianpaolo Galli, sui commercianti. Eppure i prodotti industriali dei beni finali di consumo alla produzione da ottobre 2001 a 2002 segnano un +1,8%, il che ovviamente ha effetti sui dettaglianti e quindi sui consumatori. Per questo al di là delle polemiche è necessario trovare una linea comune per fronteggiare un’inflazione che blocca i consumi e pesa sull’intera crescita del sistema economico del Paese’.

Inflazione: l’Intesa consumatori si ribella. L’Intesa consumatori ribadisce la richiesta di un incontro urgente con il governo per prendere iniziative concrete a vantaggio delle famiglie il cui potere di acquisto è stato ´gravemente falcidiato’ dai pesanti rincari di prezzi e tariffe. ´Oltre a proposte, peraltro ampiamente pubblicizzate allo stesso governo e dal parlamento, su come si dovrebbe intervenire per abbattere le tariffe’, si legge in una nota, ´per l’Intesa si rende assolutamente necessario pervenire a un accordo di calmieramento dei prezzi di almeno 50-60 prodotti di largo consumo delle famiglie accompagnato da severe verifiche, controlli e sanzioni’.

A sostegno di questi obiettivi l’Intesa è intenzionata a indire mobilitazioni e manifestazioni pubbliche come lo sciopero dei consumi sia generalizzato sia mirato a prodotti specifici.