Consumi, lite nel governo

05/06/2003

giovedì 5 giugno 2003


 
     
    Stop al lavoro di Tremonti. Messo a punto il documento di Cgil-Cisl-Uil e Confindustria con le richieste all´esecutivo
    Consumi, lite nel governo

    Il decreto slitta. Competitività, diktat di imprese e sindacati
          Il provvedimento di sostegno alla ripresa economica potrebbe slittare a dopo il voto
          ROBERTO PETRINI

          ROMA – Il rilancio dell´economia e dei consumi può attendere ancora una settimana. Sul tavolo del serrato dibattito sul maxidecreto è piovuta la bozza del documento comune di Confindustria e Cgil-Cisl-Uil che per rilanciare il paese e far in modo che recuperi competitività chiede un maggiore impegno su Mezzogiorno, infrastrutture, ricerca e formazione fin dal prossimo Dpef. Ma soprattutto le parti sociali vogliono la defiscalizzazione dell´Irap a cominciare dal Sud e la stabilizzazione del credito d´imposta per le assunzioni che, dicono, «ha dato buona prova di sé». Ci vuole – aggiunge il documento – una «terapia d´urto fatta di risorse certe». Molto di più di semplici incentivi ai consumi.
          Anche questa posizione ha pesato sulla difficoltà all´interno del governo che non è riuscito a trovare la quadratura del cerchio del maxi-decreto fiscale che, atteso per domani, probabilmente slitterà alla prossima settimana, dopo le elezioni. E´ stato il ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano, ieri mattina, a freddare gli entusiasmi che galoppavano da giorni sul pacchetto di rilancio, reso più urgente dopo le parole del governatore della Banca d´Italia il 31 maggio: «Io non l´ho visto, è necessaria una sintesi a livello governativo e il provvedimento potrebbe essere un elemento della verifica di governo» che come è noto comprenderà anche le pensioni. Dichiarazioni che sono suonate come uno stop al decreto al quale invece i tecnici di Tremonti hanno lavorato anche ieri nella massima riservatezza, anche nei confronti dei colleghi di governo.
          Tornando alla Confindustria, già nei giorni scorsi aveva bocciato l´idea di un semplice intervento sui consumi: «Interventi spot drogano il mercato». Senza contare la posizione di importanti industriali degli elettrodomestici come la Merloni che ha respinto la misura sulla rottamazione dei frigoriferi perché – ha detto – non farebbe altro che attirare la concorrenza straniera sul nostro mercato.
          Siluri contro l´idea di un pacchetto limitato ai consumi, che Tremonti tuttavia sta tentando di allargare, sono giunti anche dal Parlamento: il presidente della commissione Attività Produttive della Camera, Bruno Tabacci, ha detto che «più che sostenere i consumi, sarebbe meglio concentrarsi su ricerca e formazione» e di vedere bene una legge Tremonti limitata a queste finalità. Anche il ministro Marzano ha detto di preferire una «riduzione del costo del lavoro sull´Irap per i dipendenti impegnati nella ricerca». A difesa dell´intervento sui consumi resta Billè della Confcommercio che si espresso polemicamente: «Sono sorpreso dai ragionamenti di coloro che si sbracciarono per le rottamazioni e gli ecoincentivi nel settore auto e ora le reputano inopportune».
          Proprio per questo il lavoro del Tesoro nelle ultime ore si è orientato ad interventi più strutturali e nel menù sono apparse misure come la riduzione dell´Irap sul costo del lavoro, il credito d´imposta sulle assunzioni, la riduzione dell´Iva per le ristrutturazioni e le costruzioni e una Tremonti-ter sulla ricerca. Accanto naturalmente al pacchetto consumi dove ancora figurano gli sconti per i viaggi e i musei.