Consumi: le famiglie hanno scarsa fiducia nel futuro

18/09/2007
    martedì 18 settembre 2007

    Pagina 2 – Economia

    Consumi: le famiglie hanno scarsa
    fiducia nel futuro e spendono poco

      L’analisi trimestrale di Confcommercio-Censis rileva la tendenza alla riduzione della capacità di risparmio per i prossimi mesi

        Milano
        Le famiglie italiane hanno poca fiducia nel futuro. L’indice che la registra, almeno, tende a scendere. Si accentua il clima di incertezza, e la prospettiva è di una riduzione della capacità di risparmio. A rilevarlo è uno studio Confcommercio-Censis, da cui emerge che nel secondo trimestre dell’anno i consumi hanno registrato soltanto una «modestissima» crescita, «dovuta in larga misura agli aumenti delle spese incomprimibili (affitti, utenze, carburante e trasporti) o straordinarie (acquisto di elettrodomestici, viaggi, etc.)». Secondo l’organizzazione dei commercianti, questo significa che le famiglie «cercano di risparmiare sui beni di largo consumo per sostenere le spese irrinunciabili o quelle più impegnative che possono migliorare il tenore di vita».

        In particolare: aumentano di oltre il 4% le famiglie che hanno mantenuto stabili le proprie spese e dell’1,8% quelle che le hanno aumentate.

        A conferma del peggiorato clima di fiducia sul futuro, crescono di poco più dell’1% le famiglie che prevedono di aumentare le spese nel trimestre successivo, ma si riduce addirittura del 10% la quota di coloro che guardano all’immediato futuro con ottimismo.

        L’indice di propensione al consumo Censis-Confcommercio passa da 2,90 del primo trimestre a 2,88 del secondo: «fenomeno statisticamente contenuto», spiega una nota, «ma indicativo dell’indebolimento della fase di ripresa dei consumi e del clima di incertezza. Ciò è confermato dalla dinamica dei quattro indici tematici su comportamenti di consumo e clima di fiducia: le possibilità di consumo sono praticamente stabili mentre si riduce la capacità di risparmio, migliorano le previsioni di consumo a breve e peggiora, dopo quattro trimestri, l’indicatore del sentiment».

        Cautela, dunque, come prevedono le stesse famiglie indicando le prossime propensioni al consumo.

        Rispetto ai tre mesi precedenti la percentuale di coloro che prevedono di incrementare i consumi aumenta di poco più dell’1%, attestandosi sul 27,2%. Consumi stabili, invece, per quasi il 63% degli intervistati.

        Si accentua nelle famiglie, insomma, il clima di incertezza rispetto al breve periodo: le previsioni per l’immediato futuro sono di un aumento molto moderato delle spese per consumi e di una riduzione della capacità di risparmio.

        Peggiora il clima di fiducia tra gli intervistati con un consistente aumento dei pessimisti: nel secondo trimestre si è registrata, dopo quattro trimestri, una riduzione del numero di persone che credono nella possibilità di un miglioramento delle proprie condizioni economiche.

        Gli ottimisti sono ora quasi il 48% degli intervistati a fronte del 57% circa rilevato nel precedente trimestre. Per contro, la quota che si dichiara pessimista sale ad oltre il 37% con una decisa riduzione della forbice.

      la.ma.