Consumi, l`anno più magro dal dopoguerra

10/01/2013

Il 2012 verrà ricordato a lungo come l`anno peggiore del dopoguerra per i consumi. L`ultima conferma arriva dall`indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) che registra a novembre una diminuzione del 2,9% in termini tendenziali e una flessione dello 0,1% rispetto al mese precedente. Le rilevazioni tendenziali indicano una raffica di segni negativi (a valore) per quasi tutti i comparti: beni e servizi per la mobilità (-8,1%), comunicazioni (-4,1%), alberghi e pasti fuori casa (-2,8%), abbigliamento e calzature (-2,8%), alimentari e bevande (-0,3%). Le maggiori risorse si sono concentrate sulle spese obbligate: carburanti, utenze, affitti, mutui. «I dati evidenziano – sottolinea
il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli – la drammaticità di questa crisi che colpisce le imprese e i terri- tori. La prima risposta da dare è quella di cancellare qualsiasi ipotesi di un ulteriore aumento dell`aliquota Iva che sarebbe il colpo di grazia per i consumi. Ma occorre anche ridurre una pressione fiscale che oggi supera il 55% e proseguire con più determinazione nella spending review e nei processi di dismissione di patrimonio pubblico per liberare le risorse necessarie per la crescita». I consumatori hanno tagliato moltissimo sugli acquisti non food- commenta una grande catena commerciale del nord Italia mentre sull`alimentare hanno spesso sostituito prodotti di marca con altri unbranded, con il risultato che sono cresciuti i volumi ma è calato il valore. «E per il 2013 non ci saranno mutamenti se non si mettono soldi in tasca alle famiglie e se non si pone un limite all`emorragia di posti di lavoro». Adusbef e Federconsumatori stimano che nel 2012 la contrazione finale dei consumi sarà del 4,7%. E ciò si traduce in una riduzione della spesa complessiva di 33,4 miliardi, ovvero 1.391 euro a famiglia in meno. Ma per le famiglie a reddito fisso, «le più colpite dal perdurare della crisi economica, la riduzione nel 2012 supera quota 1.50o euro». Tornando ai dati di novembre, Confcommercio scrive che «difficilmente la nostra economia, e i consumi in particolare, potranno cominciare a mostrare, nel breve periodo, segnali di miglioramento». Infatti, il clima di fiducia delle famiglie, nonostante un moderato recupero a dicembre, non impedisce agli stessi di continuare a percepire «un peggioramento della propria condizione economica, elemento che ne frena le capacità di spesa. Il peggioramento del sentiment delle famiglie é legato all`accentuarsi delle difficoltà del mercato del lavoro». Coop sottolinea che la spesa pro capite deflazionata non è mai stata così bassa dal 1974 per l`auto, dal 1984 per l`abbigliamento, dal1994 per i viaggi. Dal quadro a tinte fosche di quasi tutto il 2012, in dicembre c`è stato un lieve rimbalzo dei consumi segnalato dalle grande distribuzione. Le prime due settimane del mese, in concomitanza con il pagamento dell`Imu,
avevano fatto registrare una brusca frenata (- 4% a parità di rete), mentre gli acquisti delle festività proprio a ridosso di Natale e Capodanno hanno fatto segnare un inatteso progresso tanto che le vendite della grande distribuzione sono cresciute di oltre i159. Ma nessun cambio di marcia: semplicemente le famiglie hanno rinunciato ad andare in vacanza e al ristorante per organizzare tra le mura domestiche la tavola delle festività con piccoli regali. E nel 2013? Coop stima un`ulteriore calo. Questa volta dell`1,3%.