Consumi in tilt, boom dei discount

25/02/2004


MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 34 – Economia
 
 

Consumi in tilt, boom dei discount
Calo dello 0,1% per i non alimentari al netto dei prezzi

          I dati Istat confermano la stasi. Allarme dei commercianti. Un aumento del 5,4% per i supermercati più economici

          La crescita complessiva del 2 per cento nel 2003 è la più bassa degli ultimi due anni. Cgil: il paese è più povero
          In crisi il settore calzature e abbigliamento. Si rinuncia agli acquisti non indispensabili

          LUCIO CILLIS


          ROMA – L´anno dei prezzi fuori controllo e dell´inflazione percepita, si chiude con una frenata per le vendite al dettaglio. Un dato prevedibile e preoccupante che segue la tendenza innescata a ottobre e che rilancia l´allarme consumi: al netto della variazione dei prezzi, la flessione è dello 0,1% sia rispetto a dicembre 2002, sia nella media dei dodici mesi sul 2002.
          Una débacle ? sottolineata da Marco Venturi, presidente di Confesercenti, e dal Centro studi di Confcommercio – che ha colpito soprattutto il segmento non alimentare, sottoposto ad una contrazione in quantità dell´1,1% in termini tendenziali e dell´1,5% nella media dell´intero anno rispetto al 2002. Al netto della variazione dei listini, preoccupa il consuntivo per le piccole e medie imprese, in calo tendenziale rispettivamente del 2,3 e del 2,5%. Di segno più invece la performance delle grandi imprese (quelle con oltre 6 addetti) che hanno messo a segno una crescita tendenziale del 2,1% e media nel 2003, dell´1,7% sul 2002.
          La tenuta del comparto alimentare mette in luce il crescente interesse dei consumatori verso la grande distribuzione "economica": in quest´ottica vanno letti i risultati di supermercati e soprattutto degli hard discount. La cavalcata dei prezzi verso l´alto ha spinto molti utenti a rivolgersi a questo tipologie di vendita. Infatti l´incremento rispetto a dicembre 2002 è stato dell´1,6% e del 2% nella media d´anno. Includendo la dinamica di prezzi, l´aumento è stato del 5,3% per i supermercati e del 5,4% per i discount alimentari.
          Ed è solo tenendo conto della dinamica di prezzi e quantità, che i numeri "girano" in positivo nelle altre comparazioni. In questo modo, per l´Istat, il valore delle vendite al dettaglio ha segnato un incremento dell´1,8% rispetto allo stesso mese dell´anno precedente. Le vendite di prodotti alimentari sono aumentate del 4,4% e quelle di prodotti non alimentari dello 0,1%. Più in generale, il valore totale delle vendite è aumentato in media del 2% rispetto al 2002, con una crescita del valore delle vendite di prodotti alimentari (+4,6%) più sostenuta di quella dei prodotti non alimentari (+0,2%). Le forti difficoltà registrate dalle realtà commerciali più piccole, emergono anche seguendo il confronto sui dati forniti dall´istituto di statistica: infatti, l´aumento tendenziale dell´1,8% del valore del totale delle vendite è il risultato di incrementi del 4,5% delle vendite delle imprese della grande distribuzione e soltanto dello 0,1% delle vendite delle imprese operanti su piccole superfici. I consumatori, in pratica, spostano sempre più le proprie preferenze verso la grande distribuzione. Una tendenza che si consolida maggiormente sui prodotti alimentari (+4,9% contro il 2,3% dei "piccoli"). Nel complesso, le vendite sono aumentate, rispetto al 2002, del 4,7% nella grande distribuzione e dello 0,2% nelle imprese più piccole.
          All´incremento degli alimentari si affianca così la discesa dei non alimentari: è crisi per le vendite di "calzature articoli in cuoio e da viaggio" (meno 0,7% sia sul dicembre 2002 sia sull´intera media d´anno). Scende dello 0,2% il comparto "foto-ottica e pellicole"; e calano dell´1,5% i "supporti magnetici e strumenti musicali". Al palo (senza variazioni) settori come "utensileria per la casa, ferramenta", "prodotti farmaceutici" e segni di ripresa per "elettrodomestici" (+1%), "mobili, articoli tessili, arredamento" (+0,9%).