Consumi in frenata: in gennaio e febbraio più 0,7%

05/04/2007
    giovedì 5 aprile 2007

    Pagina 16 – Economia & Lavoro

    Consumi in frenata: in gennaio
    e febbraio più 0,7%

      Indagine di Confcommercio. In calo alimentari e abbigliamento. Crescono le spese per le comunicazioni

        Rallenta la crescita dei consumi delle famiglie. Nel primo bimestre del 2007 la media degli acquisti di beni e servizi ha registrato una variazione tendenziale dello 0,7% (contro il 2,7% registrato nel 2006), mentre la dinamica dei prezzi si attesta nello stesso periodo con un aumento dell’1,6%. A fornire i dati è la Confcommercio. «I consumi rappresentano il 60% del prodotto interno lordo – ha spiegato Mariano Bella, responsabile dell’Ufficio Studi dell’associazione – e dunque sono un indicatore importante per capire come va l’economia. L’indice attualmente copre il 54% dei consumi, nei quali sono compresi sia i beni che i servizi».

        Questo il quadro. Nel primo bimestre, nel complesso, registrano una crescita moderata, lo 0,7%, appunto. Vanno meglio i servizi (più 1,7%) rispetto ai beni (più 0,3%). Calano soprattutto gli acquisti di alimentari (meno 2,5%) e di beni e servizi ricreativi (meno 2,3%), mentre la crescita più consistente è per i beni e servizi per le comunicazioni (più 6,2%).

        Per quanto riguarda i prezzi (più 1,6% l’aumento tendenziale nel primo bimestre del 2007), crescono di più quelli nei sevizi (1,8%) che quelli dei beni (1,4%). I maggiori rincari sono per i beni e servizi ricreativi (più 4,8%) mentre il calo più consistente e registrato nel comparto dei beni e servizi per la cura della persona, che spazia dalla sanità ai prodotti di bellezza (meno 4,7%).

        «Alcune voci di spesa – commenta Confcommercio – come i servizi telefonici, i viaggi in autostrada, gli acquisti di autovetture, sono molto dinamiche: sembra che emerga una voglia di spendere frenata però, in molti settori, dalla crescita dei prezzi, dal peso delle spese obbligate, da aspettative incerte rispetto al reale carico fiscale da sopportare nel corso dell’anno». Il rischio è che ne possa risentire la crescita economica.