Consumi in calo, gli italiani mangiano meno

27/09/2005
    martedì 27 settembre 2005

    Consumi in calo, gli italiani mangiano meno

    Nel 2004 la spesa per i prodotti alimentari è scesa del 2%. Giù i prezzi alla produzione

    di Marco Tedeschi/Milano

      Gli italiani riducono i consumi e spendono meno per i generi alimentari. È questa la fotografia scattata da Federalimentare in occasione del Forum alimentare 2005.

        L’industria alimentare, secondo comparto manifatturiero dopo il metalmeccanico, archivia il 2004 con fatturato in crescita (105 miliardi, +1,9%), export in ripresa (14,6 miliardi, +3,5%) dopo la battuta d’arresto del 2003 ma, per la prima volta dal dopoguerra, la produzione cala dello 0,2% e, dice il presidente di Federalimentare, Luigi Rossi di Montelera «i consumi sono scesi del 2% e le previsioni sono fosche».

          Cinque le priorità indicate da Federalimentare per «restare competitivi: rilancio della filiera, politica industriale, promozione del Made in Italy, dimensione d’impresa, soprattutto al sud, innovazione e sviluppo».
          Federalimentare, ha rilevato Rossi di Montelera, ribadisce la «fortissima perplessità nei confronti delle ipotesi anticipate dai media sull’intenzione del governo di riproporre “panieri” per il contenimento dei prezzi al dettaglio dei prodotti alimentari».

            L’agricoltura e l’industria alimentare «hanno già esaurito i loro margini di manovra sui prezzi al trade» e, secondo Rossi di Montelera, «i dati parlano chiaro circa il ruolo di calmieratore svolto dall’industria nell’ultimo anno. I prezzi alla produzione nel periodo luglio 2004-luglio 2005 sono scesi dell’1,6%: un calo significativo che non trova riscontro al consumo, dove la dinamica dei prezzi si è attestata intorno a +1 per cento».

              Il risultato, ha sottolineato il presidente di Federalimentare, è che «la forbice tra i prezzi alimentari alla produzione e quelli al consumo si è ulteriormente allagata, arrivando a circa 2,5 punti».

                Lo scenario della filiera alimentare, secondo una ricerca del Centro studi di Federalimentare, confindustria, Ismea e l’Università di Bologna e del Molise, prevede per i prossimi 10 anni una produzione alimentare in crescita del 12,2% a fronte di un incremento del 25% dei servizi e di un 17% dell’industria, mentre la produzione agricola aumenterà «solo del 2,8%».

                  I prezzi dei prodotti alimentari alla produzione sono attesi in calo del 10%, le esportazioni in lieve crescita con una media intorno al 7%, la redditività dell’industria alimetare «appare in declino, con un margine operativo lordo che scende dal 9% del 2003 al 6% previsto per il 2015: una perdita netta di un terzo».