«Consumi in caduta nel 2002»

08/11/2002




          8 novembre 2002

          ITALIA-ECONOMIA


          «Consumi in caduta nel 2002»

          Analisi AcNielsen sulla spesa delle famiglie nella grande distribuzione: si profila un calo dello 0,4%

          Vincenzo Chierchia


          MILANO – AcNielsen rilancia l’allarme sui consumi delle famiglie nell’ambito del seminario sul tema «I mercati 2002, analisi e tendenze» svoltosi ieri a Milano. I ricercatori di AcNielsen avevano denunciato un forte calo delle vendite nella distribuzione moderna durante la prima parte dell’anno e avevano successivamente sottolineato i segnali di ripresa, connessi soprattutto a un vero e proprio boom delle promozioni. La tendenza complessiva del 2002 si avvia però a essere negativa e il bilancio dell’intero 2002, in base ai confronti medi con il 2001 dovrebbero portare a un consuntivo globale in rosso. L’analisi della dinamica bimestrale delle vendite a prezzi costanti è in netta decelerazione: dal 2,6% di giugno-luglio c’è stata una netta frenata al +1,3% rilevato tra agosto e settembre. Ma i ricercatori segnalano che la stima media cumulata delle vendite nella grande distribuzione (supermercati e ipermercati) tra dicembre 2001 e settembre 2002, confrontata con lo stesso periodo degli anni precedenti, segna, parità di rete, una flessione netta dello 0,4% mentre la crescita totale dell’1,4% è dovuta prevalentemente all’effetto nuove aperture. In particolare per i supermercati la flessione delle vendite, a rete costante, è pari allo 0,9% a fronte dell’incremento dello 0,3% degli ipermercati. L’analisi dei comparti merceologici registra, inoltre, che alcuni tra i prodotti più diffusi nella borsa della spesa fanno segnare massicci decrementi (delle quantità vendute) nel bimestre luglio-agosto: -2,4% per le carni, -11,8% per i prodotti ittici, -13,7% per la frutta e -18,9% per gli ortaggi. Le indagini AcNielsen presentate nel corso del seminario hanno sottolineato il fatto che, per quanti riguarda le vendite in valore, calcolate a prezzi costanti, il dettaglio tradizionale accusa continue flessioni ormai dall’inizio dello scorso anno (-6,4% nel bimestre agosto-settembre 2002), mentre la tendenza generale è decisamente orientata al ribasso. Una analisi presentata da Natale Mainieri (responsabile studi strategici e marketing di Auchan-Rinascente) ha innanzituttio messo in rilievo che attualmente i consumi globali delle famiglie si trovano in terreno negativo: -0,5% circa nella prima metà di quest’anno, nè vi sono prospettive di recupero. Mainieri ha sottolineato i rischi che stanno correndo i grandi ipermercati a fronte del marcato dinamismo dei supermercati e dei superstore. Per Manieri vi sono «rischi di escalation diseconomica» nel massiccio ricorso alle promozioni da parte dei grandi ipermercati. Romolo De Camillis (AcNielsen) ha poi sottolineato che con l’euro c’è stata una marcata preferenze dei consumatori per i prodotti a basso prezzo: il fatturato delle marche cresce del 4,2% a fronte dell’11,9% dei prodotti a marchio del distributore (private label) e dell’8,7% dei prodotti discount (primi prezzi). Francesco Cecere (Coop Italia) ha documentato la battaglia dei prezzi e delle promozioni in atto tra le catene; Giorgio Santambrogio (Interdis) ha infine delineato le nuove frontiere delle promozioni.